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New York, il MoMA dedica una retrospettiva ad Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi (GettyImages/Il Fatto Quotidiano)

La retrospettiva “Ugo Tognazzi: Tragedies of a Ridiculous Man”, organizzata da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero per Istituto Luce Cinecittà, insieme a Josh Siegel, curatore del Department of Film del MoMA, Museum of Modern Art di New York, ripercorrerà, dal 5 al 30 dicembre,  la carriera del grande attore attraverso 25 interpretazioni memorabili (tra le quasi 150 realizzate nel corso della sua vita), dirette da Pupi Avati, Marco Ferreri, Pietro Germi, Alberto Lattuada, Carlo Lizzani, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Dino Risi, Antonio Pietrangeli, Elio Petri, Ettore Scola, Luigi Zampa. La sera del 5 dicembre, sarà presente la figlia Maria Sole Tognazzi e l’inaugurazione verrà affidata alla proiezione del film Tragedia di un uomo ridicolo, così da ricordare anche Bernardo Bertolucci, scomparso lo scorso 26 novembre e al quale fu dedicata la retrospettiva al MoMA del 2010/2011. Continua a leggere

Milano, riapre con nuove iniziative la “Biblioteca di Morando”

(Fondazione Cineteca Italiana)

Riaprirà fra pochi giorni la Biblioteca del cinema dedicata da Fondazione Cineteca Italiana al noto critico cinematografico Morando Morandini, situata in una delle aree naturali più belle della città di Milano, il Naviglio Martesana, luogo di studio e di conservazione (film, libri, fotografie), ma anche luogo di socialità e diffusione culturale, di incontro, scambio e condivisione, che può ospitare proiezioni, incontri ed eventi speciali.
Sono in calendario infatti due originali percorsi tematici: dall’11 settembre al 23 ottobre avrà luogo La linea milanese: i grandi attori tra varietà e cabaret, un percorso cinematografico per ripercorrere la storia del teatro di varietà e del cabaret milanese, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, attraverso i suoi grandi protagonisti, quali Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, passando per Dario Fo, Franca Valeri, Delia Scala, arrivando a Paolo Rossi e Claudio Bisio, senza dimenticare  Piero Mazzarella, Renato Pozzetto e Nanni Svampa.
Dal 13 settembre al 25 ottobre  sarà invece in programma La tua pagina sullo schermo, iniziativa “interattiva” che combinerà il piacere personale della lettura di grandi classici con la visione in sala della loro trasposizione cinematografica: il pubblico sarà invitato a leggere la propria pagina del cuore o la frase più amata tratta da celebri romanzi di cui grandi registi hanno realizzato la versione filmica. Tra i titoli proposti Anna Karenina, Moby Dick, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde e altri intramontabili capolavori; anche il MIC – Museo Interattivo del Cinema riaprirà dopo la pausa estiva: martedì 25 settembre al via con un nuovo allestimento, una grande festa e tanti eventi.

“La vita risulta l’interpretazione più impegnativa e significativa che ciascuno di noi può esprimere”, intervista con Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Claudio Sottocornola

Varietà (Marna, 2016), l’ultimo libro di Claudio Sottocornola, rappresenta una corposa antologia di interviste ai divi storici della pop music italiana, da Mia Martini a Anna Oxa, da Ivano Fossati a Paolo Conte, da Rita Pavone a Gianni Morandi, da Marco Masini a Gianna Nannini, da Bruno Lauzi a Ornella Vanoni, con spazio anche ad attori teatrali o cinematografici ed esponenti del mondo dello spettacolo in genere.

Copyrighyt© Antonio Falcone

Copyright© Antonio Falcone

La lettura dei vari ritratti, come lo stesso autore definisce le interviste, che comprendono un periodo che va dal 1989 al 1994, si rivela entusiasmante, in primo luogo perché Sottocornola si pone di fronte agli intervistati con un atteggiamento tanto professionale quanto colloquiale, volto nel contempo a far sì che dell’artista venga fuori la sua essenza più vera, intima, genuina, ed in seconda analisi perché ci aiuta a comprendere quei mutamenti sociali avvenuti fra gli anni ’80 e ’90 e di cui il mondo dello spettacolo rappresentava una sorta di cassa di risonanza.
Un periodo in cui il culto dell’immagine e del quarto d’ora di celebrità concesso praticamente a chiunque, profetizzato da Andy Warhol, iniziavano a prendere piede, in una forma inizialmente più ruspante e genuina rispetto all’odierna entrata in scena dei vari “morti di fama” (Aldo Grasso), che sgomitando fra talent vari e il web riescono a trovare la loro effimera consacrazione “pronto uso”. Dei tanti artisti intervistati risalta dunque, grazie alle domande poste da Sottocornola, la loro veridicità, la consapevolezza di voler vivere così come si è, al di là di ciò che si è stati o di quel che si vorrebbe essere.
Ma le curiosità che mi ha suscitato la lettura di Varietà sono state tante e quindi ho contattato Sottocornola così da parlarne direttamente con lui. Continua a leggere

Dorian Gray, “la malafemmina”

rtyMaria Luisa Mangini (foto), attrice di rivista e cinematografica meglio nota con il nome d’arte di Dorian Gray, è morta suicida a Torcegno, in Trentino, dove si era ritirata a metà degli anni sessanta, abbandonando definitivamente le scene.

Nata a Bolzano nel 1936, debuttò a soli 14 anni nella rivista Votate per Venere(‘50) con Erminio Macario e Gino Bramieri, proseguendo la carriera nel teatro di rivista al fianco di Wanda Osiris (Gran baldoria, di Garinei e Giovannini), Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello ed in seguito al cinema, prendendo parte a numerosi film degli anni ‘50, soprattutto commedie.

Infatti, tra i suoi ruoli più importanti va senz’altro ricordato quello dell’attrice di teatro Marisa in Totò, Peppino e… la malafemmina (’56), la “donna di malaffare” del titolo, che si innamora di Gianni-Teddy Reno, lo studente nipote dei fratelli Caponi, Totò e Peppino De Filippo; Federico Fellini la volle ne Le notti di Cabiria, affidandole il ruolo di Jessy, l’amante di Amedeo Nazzari.
Prese anche parte anche a Il grido di Michelangelo Antonioni, nei panni della benzinaia Virginia. Le fu assegnato un Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista, per il film Mogli pericolose, ’58, di Luigi Comencini.

Tra le altre pellicole di un certo spessore cui ha preso parte, si possono ricordare Il mattatore, ’60 di Dino Risi, Crimen (Mario Camerini), e l’ultima sua apparizione sul grande schermo, Fango sulla metropoli, ‘65.
Poi, a soli 30 anni, rimasta incinta, il suddetto ritiro dalle scene, sino al tragico odierno ritorno, riportandoci bruscamente il ricordo di una donna affascinante, dotata di un certa ironia ed autoironia, dote quest’ultima a volte piuttosto rara nel mondo dello spettacolo, capace con classe ed intelligenza di saper andare, brillantemente, ben oltre il solito ruolo di “bellona di turno”.

Ciao Sandra

Sandra Mondaini

Sandra Mondaini

“E ora cosa farò senza di te?” Così Sandra Mondaini sei mesi fa, al funerale del suo Raimondo.Ora la domanda ha trovato risposta, si è ricomposta la coppia più litigiosa e più unita della tv: la popolare attrice e soubrette è morta, questa mattina poco prima delle 13, all’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverata da circa 10 giorni. Aveva 79 anni: era nata l’1 settembre del 1931.

Sinceramente commosso, non riesco e non mi va assolutamente di scrivere altro, se non che la ricorderò sempre con affetto e con gioia per tutti i momenti felici, il buonumore che ha saputo regalare a quanti , come me, erano bimbi negli anni ’70, dagli immortali sketch matrimoniali, approdati sino a Casa Vianello, con quel “che barba che noia, che noia che barba…Io sono stufa eh…Buonanotte!” sapientemente reiterato, dalle geniali sigle-parodie finali dei vari spettacoli del sabato sera, alla stupenda, poetica, solare, intrisa anche di una certa malinconia, interpretazione del clown Sbirulino.

Sei stata cara Sandra, da sola o in coppia con quel brontolone di tuo marito, un esempio di donna di spettacolo superbamente completa, tra alta professionalità, eleganza, garbato humour e notevole presenza scenica. Ciao Sandra, un abbraccio a Raimondo e grazie.

Ciao Raimondo

Raimondo Vianello

Raimondo Vianello

E così ci hai lasciati anche tu…No, non mi va di scrivere il solito articolo, ricordando la tua vita, la tua carriera, i tuoi esordi prima teatrali e cinematografici ed infine televisivi, lascio volentieri ad altri tale “incombenza”: per me e per tante persone che possono vantare una “memoria in bianco e nero” vale semplicemente il ricordo dei tuoi duetti con Tognazzi, passati tante volte in tv, innovativi ed esilaranti ancora oggi, e soprattutto per chi, come me, era un bimbo negli anni settanta gli spettacoli musicali del sabato sera su Rai Uno con la tua adorata Sandrina, le “scene da un matrimonio” con quei battibecchi sapientemente costruiti, il tuo humour sottile, squisitamente di stampo anglosassone, da vero signore dello spettacolo, del quale conoscevi ogni piccolo segreto, ogni recondito meccanismo.

E come dimenticare le splendide sigle finali, con le varie parodie da Tarzan a Zorro…Ti ho seguito con affetto anche quando traslocasti a Mediaset, ammirando sempre il tuo modo di far ridere, la tua eleganza, la tua presenza scenica sempre composta ed elegante anche nell’esprimere (garbati) doppi sensi. Inutile dire che con te scompare, credo ormai definitivamente, un certo modo e stile di fare televisione,con “autori” ormai arresi a plasmare al nostro uso e consumo beceri format spesso di importazione e non più capaci di fini lavori di scrittura, prima ancora che di valide messe in scena.

Ciao Raimondo, ti saluto con l’affetto di un vecchio amico, con le lacrime agli occhi…grazie di ogni lieta risata o ventata di sano buonumore che ci hai donato.