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Michael Cimino (1939-2016)

Michael Cimino

Michael Cimino

E’ morto ieri, sabato 2 luglio, a New York, sua città natale (1939 o, secondo alcuni fonti, 1943) il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Michael Cimino, autore “fuori sistema”, che ha creduto fortemente, gestendo tale scelta con valide capacità tecniche ed espressive, ad un tipo di cinema “classico”, facendo leva però su di un linguaggio moderno, forte e diretto, scontrandosi con i sistemi produttivi imposti dalle major. I suoi film, sette in tutto (otto considerando l’episodio No Translation Needed del film Chacun son cinéma, concepito per festeggiare i 60 anni del Festival di Cannes), al di là dei successi e degli insuccessi, tralasciando le varie disavventure produttive, rivelano comunque la capacità di stagliarsi ognuno come un’avventura e un’esperienza unica, offrendo uno sguardo critico, disilluso, alla storia della nazione americana, ai suoi modelli fondativi, senza intenti demistificatori o nostalgici. Cimino ha raccontato come pochi l’America e le sue tante anime, con uno stile unico capace di combinare epica ed emozione, bellezza dei paesaggi e personaggi indimenticabili. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: una retrospettiva dedicata a Gregory Peck

Gregory Peck (Wikipedia)

Gregory Peck (Wikipedia)

Ha preso il via ieri, venerdì 29 aprile, per concludersi domenica 15 maggio, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Gregory Peck una retrospettiva a cura di Fondazione Cineteca Italiana che ripercorre la straordinaria carriera del divo, a 100 anni dalla nascita, protagonista indimenticabile di alcuni grandi capolavori come Il buio oltre la siepe di Mulligan, che gli fece vincere l’Oscar nel 1962.
Il via è stato dato da Vacanze romane di William Wyler, con Peck affiancato da Audrey Hepburn, seguito da Il cucciolo di Clarence Brown per il quale l’attore ottenne la seconda nomination all’Oscar e da Io ti salverò di Hitchcock.
La retrospettiva prevede altri titoli certo interessanti, quali La donna del destino di Vincente Minnelli con Lauren Bacall; Il promontorio della paura del 1962 diretto da J. Lee Thompson, film carico di suspense grazie soprattutto alle efficaci musiche di Bernard Herrmann, di cui Martin Scorsese eseguì il remake nel 1991; I ragazzi venuti dal Brasile con Laurence Olivier, in cui Peck impersonò il sadico medico Josef Mengele e infine Arabesque di Stanley Donen in cui accanto a Sophia Loren interpretò un noto professore di Oxford che si caccia nei guai a causa di un losco petroliere arabo; tutti film idonei a ricordare l’encomiabile duttilità di un grande attore, tanto imponente nella presenza scenica quanto essenzialmente sobrio nella resa recitativa, del tutto priva di manierismi, caratteristiche che gli permisero di affrontare con elegante disinvoltura diversi generi cinematografici, alternando caratterizzazioni improntate ad una maggiore fisicità ad altre leggermente più sfumate, volte ad approfondire e far risaltare la psicologia dei personaggi interpretati. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: “L’ultima parola – la vera storia di Dalton Trumbo”

Lultima-parola-Dalton-Trumbo-locandinaA Milano presso Spazio Oberdan (Viale Vittorio Veneto, 2), dal 26 marzo al 4 aprile, Fondazione Cineteca Italiana riproporrà un film di recentissima uscita che rievoca la storia di Dalton Trumbo, negli anni Quaranta uno degli sceneggiatori hollywoodiani più pagati al mondo che, alla fine di quel decennio, entrò nella lista nera del senatore McCarthy, l’artefice della “caccia alle streghe” sulle attività comuniste negli Stati Uniti che rovinò la vita a molte persone. Fra queste anche il geniale sceneggiatore, che per la scrittura nutriva un’autentica passione, il quale fu costretto per anni a occuparsi di insignificanti copioni o, al limite, a firmare con un nome falso i suoi lavori, fino al riscatto, che avvenne alla fine degli anni 50’, quando Kirk Douglas volle a ogni costo affidargli la sceneggiatura di Spartacus. Il film L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo ricostruisce con esattezza ma con toni quasi da commedia quella vicenda, potendo contare anche su un cast di attori eccezionali, a partire da quel Bryan Cranston, qui nei panni di Trumbo, già pluripremiato protagonista della serie televisiva Breaking Bad. Il programma prevede anche tre film di retrospettiva: due, Vacanze Romane di William Wyler e Ho sposato una strega di René Clair, dei quali Trumbo firmò rispettivamente il soggetto e la sceneggiatura, e il mitico E Johnny prese il fucile (1971), una delle opere cinematografiche più crude e coraggiose contro l’orrore della guerra e unica regia dello stesso Trumbo. Continua a leggere

Milano, Spazio Oberdan: anteprima di “Italian Gangsters” e una rassegna dedicata al “Gangster Movie”

spazio_oberdan1A Milano, presso Spazio Oberdan, Fondazione Cineteca Italiana dal 19 dicembre al 6 gennaio proporrà in anteprima italiana Italian Gangsters, l’ultimo film di Renato De Maria presentato con grande successo di pubblico e critica alla 72ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia. A fare da controcanto alla citata pellicola, la Cineteca presenterà inoltre, dal 13 al 30 dicembre, una rassegna dedicata al Gangster Movie, che prevede in cartellone autentici capolavori del cinema americano e francese. Quattordici i film in programma, firmati da maestri della settima arte (da John Huston, Stanley Kubrick, Raoul Walsh, William Wellmann, William Wyler, a Jean-Pierre Melville, Claude Sautet, Jules Dassin, Jacques Becker, Julien Duvivier, Jean-Luc Godard) e interpretati da attori già divenuti leggenda come James Cagney, Humphrey Bogart, Sterling Heyden, Jean Gabin, Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura.
Unico titolo di recentissima produzione in rassegna è Black Mass, che vede protagonista Johnny Depp, altra vera star del cinema contemporaneo.
Di seguito, una mia analisi del film Italian Gangsters e il programma completo della rassegna, rimandandovi per ogni informazione al sito della Cineteca. Continua a leggere

Un ricordo di Omar Sharif

Omar Sharif

Omar Sharif

Ci lascia l’attore Omar Sharif (Michael Shalhoub all’anagrafe, Alessandria d’Egitto, 1932), morto oggi, venerdì 10 luglio, in un ospedale del Cairo. Interprete dal notevole fascino e carisma, sguardo penetrante ed un sorriso di quelli che non si dimenticano, da cui scaturiva tanto un fare sornione quanto una prorompente sensualità, in virtù di queste doti riuscì a sopperire ad un’espressività forse non particolarmente incisiva, ma comunque congeniale ai ruoli interpretati, spesso del tutto distanziati dall’etnia d’origine, in particolare una volta affermatosi nel cinema hollywoodiano.
Dopo aver frequentato le scuole inglesi e il British Victoria College a Il Cairo, Sharif esordì sul grande schermo con Ṣirā῾ fī al-wādī (Lotta nella valle, 1954, Youssef Chahine), per poi recitare in numerosi film, spesso diretto dai più importanti registi egiziani, e al fianco della star Faten Hamama, che sarebbe divenuta sua moglie nel 1955. Continua a leggere

Milano, MIC – Museo Interattivo del Cinema: “Hello Barbra!”

Barbra Streisand (Mtv.it)

Barbra Streisand (Mtv.it)

Da oggi, lunedì 8, e fino a mercoledì 23 dicembre, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenta Hello Barbra!, rassegna dedicata a Barbra Streisand, cantante, attrice, regista e produttrice cinematografica: attraverso otto film verrà reso omaggio ad un’artista unica, ironica, sensibile, determinata, che ha evidenziato nel corso della sua carriera un eclettismo straordinario. Apre la rassegna E’ nata una stella (A Star Is Born, 1976), remake dell’omonimo film di George Cukor, 1954, con Judy Garland, a sua volta preceduto dalla versione del 1937 (William A. Wellman, la quale traeva spunto da What price Hollywood?, ancora Cukor, 1932). Il film valse alla Streisand l’Oscar, insieme a Paul Williams, come autrice della migliore canzone (Evergreen). Continua a leggere

Addio ad Eli Wallach

Eli Wallach (Wikipedia)

Eli Wallach (Wikipedia)

La notizia è stata confermata ai media americani dalla figlia Katherine: Eli Wallach, l’indimenticabile Tuco (Benedicto Pacífico Juan María Ramirez), il “brutto” protagonista del capitolo conclusivo dell’ideale Trilogia del dollaro di Sergio Leone, insieme al “buono” Clint Eastwood e al “cattivo” Sentenza/Lee Van Cleef, è morto ieri, martedì 24 giugno, a New York, all’età di 98 anni. Un ruolo, quello del ghignante bandido di mezza tacca, dai modi spicci e poco avvezzo alla diplomazia (“Quando si spara si spara, non si parla!”), a lui, proveniente dalla scuola dell’Actors Studio di Lee Strasberg, certo congeniale, come d’altronde ebbe modo di dichiarare (“Da attore ho interpretato un intero campionario di banditi, ladri, signori della guerra e molestatori”) durante la cerimonia d’assegnazione dell’ Oscar alla Carriera, nel 2010.
Un riconoscimento che, come solitamente accade, appariva in veste di risarcimento tardivo, considerando le notevoli interpretazioni, egualmente talentuose e versatili, offerte da Wallach nel corso della sua carriera, a partire dal folgorante debutto sul grande schermo in Baby Doll (1956, Elia Kazan) nel ruolo del lascivo ed ambiguo Silva Vacarro, dopo gli esordi teatrali a Broadway nel 1945 con la pièce Skydrift, cui seguì nel 1948 The Rose Tatoo di Tennessee Williams, per cui ottenne un Tony Award. Continua a leggere