Archivi tag: Blake Edwards

Operazione sottoveste (Operation Petticoat, 1959)

Blake Edwards (Screening the Past)

La retrospettiva che il  Locarno Film Festival dedicherà nel 2020 al cineasta americano Blake Edwards (1922-2010), con un cartellone comprendente la totalità dei suoi film in qualità di regista (37 pellicole dal 1955 al 1993) ed una selezione di quelli da lui sceneggiati per altri cineasti, in particolare Richard Quine, oltre ad un’antologia dei suoi celebri lavori televisivi, rappresenterà una ghiotta occasione per esplorare un percorso filmico fra i più personali e affascinanti del cinema americano tra gli anni Cinquanta e Novanta, puntellato da molti titoli misconosciuti e poco visti, sorprendenti e rivelatori, oltre che dai grandi e più famosi capolavori.
Edwards, dopo una breve esperienza radiofonica, esordì ad Hollywood dapprima come attore e poi in guisa di sceneggiatore, per arrivare dietro la macchina da presa nel 1955 con Bring Your Smile Along (Quando una ragazza è bella), cui seguirono altre realizzazioni. Continua a leggere

72mo Locarno Film Festival: posticipata la retrospettiva dedicata a Blake Edwards

Greg de Cuir Jr (erg.be)

Il Locarno Film Festival, la cui 72ma edizione si svolgerà dal 7 al 17 agosto, ha deciso di accogliere la richiesta della Blake Edwards Estate, avanzata nelle ultime settimane dagli Stati Uniti, e posticipare la Retrospettiva dedicata al genio della commedia, anticipando quella inizialmente prevista in programma per l’edizione 2020, intitolata Black Light e dedicata al cinema nero. Per questa inedita evoluzione la Direzione artistica ha affidato la nuova Retrospettiva a Greg de Cuir Jr, noto esperto del cinema nero internazionale, mentre Roberto Turigliatto continuerà a occuparsi delle Retrospettive per le edizioni seguenti. La Retrospettiva, presentata in collaborazione con la Cinémathèque suisse ed arricchita da una pubblicazione edita in inglese e francese da Capricci,  intende oltrepassare il concetto di Black in quanto identità o problema sociale ed indagare l’immaginario dei registi che hanno reinterpretato questa questione, storica e politica, in diverse epoche e diversi luoghi, un’investigazione eclettica incentrata principalmente sul ventesimo secolo, intesa a presentare autori di culto, Race movies degli anni ’20 e ’30, capolavori pionieristici, film emblematici della Blaxploitation degli anni 1970 e autori essenziali che hanno interpretato e rappresentato la loro epoca politica.

72esimo Locarno Film Festival: la Retrospettiva omaggerà Blake Edwards

Blake Edwards (Screening the Past)

Sarà dedicata al cineasta americano Blake Edwards la Retrospettiva del 72esimo Locarno Film Festival  (7-17 agosto), con un cartellone che prevede la totalità dei suoi film come regista (37 pellicole dal 1955 al 1993) ed una selezione di quelli da lui sceneggiati per altri cineasti, in particolare Richard Quine. Sarà inoltre in programma un’ antologia dei suoi celebri lavori televisivi, assecondando l’ambizione di esplorare in tutti i suoi aspetti, un universo tra i più personali e affascinanti del cinema americano tra gli anni Cinquanta e Novanta, dai molti film misconosciuti e poco visti, sorprendenti e rivelatori, quanto i grandi e più famosi capolavori.
Nato a Tulsa, Oklahoma, nel 1922, Edwards, dopo una breve esperienza radiofonica, esordì ad Hollywood prima come attore e poi come sceneggiatore, per arrivare dietro la macchina da presa nel 1955 con il film Bring Your Smile Along (Quando una ragazza è bella), anche se sarà il brillante Operation Petticoat (Operazione sottoveste, 1959), ad evidenziare il suo personale tocco, costituito da un’ironia arguta, spesso caustica e pungente. Continua a leggere

Festa del Cinema di Roma 13ma Edizione

Avrà inizio giovedì 18, per concludersi domenica 28 ottobre, la 13ma edizione della Festa del Cinema di Roma, che si terrà all’Auditorium Parco della Musica, coinvolgendo, come ogni anno, numerosi altri luoghi e realtà culturali della Capitale.
Direttore artistico Antonio Monda, il quale ponendo l’accento sulla denominazione della kermesse, “Festa” e non “Festival” ha mantenuto fede alla sua promessa “di lavorare con discontinuità: artisti, registi, attrici, attori, personaggi scelgono Roma anche se non hanno un film da promuovere, vengono a parlare per un’ora e mezza con noi”.  Sull’immagine ufficiale della Festa campeggia Peter Sellers, uno scatto del fotografo britannico Terry O’Neill, che lo ritrae nei panni del suo personaggio più conosciuto, l’ispettore Jacques Clouseau, protagonista della serie La Pantera Rosa (iniziata nel 1963, per la regia di Blake Edwards, The Pink Panther). All’attore inglese, apprezzato da un pubblico eterogeneo, che ha ammirato tanto le sue interpretazioni brillanti, intrise di lucida follia, rispettose dei tempi comici ed ispirate all’essenzialità visiva dei tempi del muto, quanto le eccellenti prove in ruoli drammatici, sarà dedicata una delle Retrospettive, sezione curata da Mario Sesti, mentre l’altra sarà incentrata sul cineasta francese Maurice Pialat,  autore di un cinema che sfugge volontariamente alle etichette, ma sempre attraversato da temi e sentimenti di eccezionale tensione emotiva. Continua a leggere

Tredicesima Festa del Cinema di Roma: il manifesto omaggia Peter Sellers

Peter Sellers ™ Used with permission from The Lynne Unger Children’s Trust.
Photo by Terry O’Neill/Iconic Images/Getty Images

Peter Sellers è il protagonista dell’immagine ufficiale della Festa del Cinema di Roma (tredicesima edizione, dal 18 al 28 ottobre,  Auditorium Parco della Musica). L’attore inglese, apprezzato da un pubblico eterogeneo, che ha ammirato tanto le sue interpretazioni brillanti, intrise di lucida follia, rispettose dei tempi comici ed ispirate all’essenzialità visiva dei tempi del muto, quanto le eccellenti prove in ruoli drammatici, appare ritratto nei panni del suo personaggio più conosciuto, l’ispettore Jacques Clouseau, protagonista della serie La Pantera Rosa (iniziata nel 1963, per la regia di Blake Edwards, The Pink Panther); uno scatto realizzato dal fotografo britannico Terry O’Neill, celebre in tutto il mondo per aver immortalato innumerevoli personalità del mondo della musica e del cinema, dai Beatles ai Rolling Stones, dalla famiglia reale britannica alle star di Hollywood: l’ispettore punta diretto al pubblico e lo rende protagonista dell’evento.
Peter Sellers sarà poi protagonista di una retrospettiva a cura di Mario Sesti, realizzata in collaborazione con l’Ambasciata Britannica e il British Council;
“Sin dal mio primo anno, ho voluto caratterizzare la mia direzione artistica con manifesti che dessero un segno di eleganza, grazia e leggerezza – ha spiegato Antonio Monda– Quest’anno sono felice di aggiungere anche l’ironia, e Peter Sellers, in questo, è stato un maestro. Non è stato soltanto un genio comico, ma un attore grandissimo e versatile, come dimostrano le sue magnifiche interpretazioni per maestri diversissimi quali Stanley Kubrick, Vittorio De Sica, Hal Ashby, Blake Edwards, Alexander Mackendrick e molti altri”.

 

Un ricordo di Burt Reynolds

Burt Reynolds (BBC)

Fisico indubbiamente macho, un volto che sembrava scolpito nella roccia, modi spicci da buon “duro”, appena ammorbiditi da una soffusa ironia, l’attore Burt Reynolds (Burton all’anagrafe, Waycross, Georgia, 1936, padre cherokee e madre italiana),  ci ha lasciato ieri, giovedì 6 settembre; fin dagli esordi è riuscito a delineare un’aura iconica che si è mantenuta stabile fino ai giorni nostri, consegnandola definitivamente  all’immaginario collettivo, nonostante l’alternarsi fra ruoli da più che valido protagonista in film dall’impianto piuttosto solido ad altri da bravo caratterista in realizzazioni caratterizzate da plot deboli e regie non del tutto incisive. Reynolds si dedicò alla recitazione una volta che fu costretto ad abbandonare la carriera sportiva da giocatore di football (professionista) in seguito ad un incidente d’auto, frequentando così l’Hyde Park Playhouse di New York ed iniziando a recitare in teatro e in televisione. Continua a leggere

Debbie Reynolds (1932-2016)

Debbie Reynolds

Debbie Reynolds

Così è la vita, per quanto banale possa sembrare: nel giro di poche ore, quando non di un attimo, quanto hai davanti sparisce alla tua vista portato via da un refolo improvviso, il tempo del canonico battito di ciglia … 24 ore dopo la scomparsa di Carrie Fisher, il mondo del cinema ha quindi pianto anche la scomparsa di sua madre, Debbie Reynolds (Mary Frances Reynolds, El Paso, 1932), morta lo scorso mercoledì, 28 dicembre, a Los Angeles. Di bell’aspetto, sbarazzina e vivace, grazie alle discrete doti canore e di ballerina divenne presto l’interprete ideale di molti musical della Hollywood “dei tempi d’oro”a partire da Three Little Words (Tre piccole parole, 1950, Richard Thorpe), di due anni successivo al suo debutto cinematografico, una piccola parte in  June Bride (Vorrei sposare, Bretaigne Windust), anche se la grande notorietà venne raggiunta dall’attrice con il ruolo di Kathy Selden in  Singin’ in the Rain (Cantando sotto la pioggia, 1952, Stanley Donen e Gene Kelly), cui seguì, per la regia del solo Donen, Give A Girl A Break (Tre ragazze di Broadway). Continua a leggere