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Domani è un altro giorno

(MyMovies)

Roma, oggi. Giuliano (Marco Giallini), noto attore teatrale, estroverso ed aperto alla vita, divorziato e con un figlio studente universitario a Barcellona, vive solo, insieme all’amato cane Pato.
Le sue condizioni di salute non sono delle migliori, il cancro ai polmoni  che lo ha colpito circa un anno addietro non intende regredire, anzi sta per estendersi a tutto il corpo, tanto che il nostro ha ormai preso la decisione di interrompere qualsiasi trattamento ed attendere così il giorno della dipartita. Nulla sembra potergli far cambiare idea, neanche la contrarietà espressa dalla sorella Paola (Anna Ferzetti) o la presenza dell’amico di lunga data Tommaso (Valerio Mastandrea), giunto dal Canada, vincendo la paura dell’aereo, dove vive con la sua famiglia ed insegna robotica all’università; soggiornerà nella Capitale per quattro giorni, tempo bastevole per ritrovare l’intesa di un tempo, quella complicità, anche silente, propria di due caratteri del tutto diversi, Tommaso è piuttosto introverso e alquanto laconico, la capacità  di ridere l’uno dell’altro nel rammentare le loro esperienze passate, provando ad allontanare la tristezza incombente sforzandosi di vivere al meglio il presente, in nome di una fraterna amicizia indelebile a fronte di qualsivoglia avversità, che sarà sublimata da Giuliano in un atto finale da attore consumato … Continua a leggere

Berlino 2014: annunciati i primi film nelle sezioni “Competition” e “Berlinale Special”

untitledi7687Sono stati annunciati oggi, martedì 17 dicembre, cinque nuovi titoli rientranti nella selezione ufficiale del 64mo Festival Internazionale del Cinema di Berlino (6-16 febbraio 2014), produzioni e co-produzioni di Canada, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Sono tutti in concorso e vanno ad aggiungersi al film d’apertura, Grand Budapest Hotel, diretto da Wes Anderson (anteprima mondiale) e a Monuments Men di George Clooney (fuori concorso, prima internazionale). Rivelato anche una parte, quattro titoli, del cartellone di Berlinale Special, sezione rivolta a giovani filmmaker, documentari e formati unici. Di seguito l’elenco delle opere al momento selezionate, in attesa degli altri nominativi che saranno annunciati nelle prossime settimane:

Wes Anderson (Movieplayer)

Wes Anderson (Movieplayer)

Competition: ’71 (Regno Unito, Yann Demange. Con Jack O’Connell, Sean Harris, Richard Dormer. Anteprima mondiale); Aimer, boire et chanter (Life of Riley, Francia, Alain Resnais. Con Sabine Azéma, Sandrine Kiberlain, Caroline Silhol, André Dussolier, Hippolyte Giradot, Michel Vuillermoz. Anteprima mondiale); Aloft (Spagna/Canada/Francia, Claudia Llosa. Con Jennifer Connelly, Cillian Murphy, Mélanie Laurent. Anteprima mondiale); Die geliebten Schwestern (Germania, Dominik Graf. Con Hannah Herzsprung, Florian Stetter, Henriette Confurius. Anteprima mondiale); Stratos (Grecia / Germania / Cipro, Yannis Economides. Con Vangelis Mourikis, Vicky Papadopoulou, Petros Zervos. Anteprima mondiale). The Grand Budapest Hotel (Regno Unito/Germania, Wes Anderson. Con Ralph Fiennes, Tony Revolori, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody. Anteprima mondiale – Film d’apertura); The Monuments Men (Germania / USA, George Clooney. Con George Clooney, Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin, Bob Balaban, Hugh Bonneville, Cate Blanchett. Anteprima internazionale – Fuori concorso).

Alain Resnais

Alain Resnais

Berlinale Special: A Long Way Down (Regno Unito, Pascal Chaumeil. Con Pierce Brosnan, Toni Collette, Aaron Paul, Imogen Poots. Anteprima mondiale); Entente Cordiale (We Come As Friends, documentario, Francia / Austria, Hubert Sauper. Anteprima europea). The Galapagos Affair: Satan Came to Eden (documentario, USA, Dayna Goldfine e Dan Geller. Con le voci di Cate Blanchett, Diane Kruger, Thomas Kretschmann, Sebastian Koch, Josh Radnor, Connie Nielsen, Gustaf Skarsgård. Premiere europea). The Turning (anthology film, Australia, Marieka Walsh, Warwick Thornton, Jub Clerc, Robert Connolly, Anthony Lucas, Rhys Graham, Ashlee Page, Tony Ayres, Claire McCarthy, Stephen Page, Shaun Gladwell, Mia Wasikowska, Simon Stone, David Wenham, Jonathan auf der Heide, Justin Kurzel, Yaron Lifschitz, Ian Meadows. Con Cate Blanchett, Rose Byrne, Miranda Otto, Richard Roxburgh, Hugo Weaving. Premiere internazionale).

L’esperimento del dottor K. (The Fly, 1958)

45Montreal, Canada, stabilimenti della Delambre Freres Electronics: il guardiano, insospettito dal rumore dei macchinari in piena notte, entra nella fabbrica e si trova dinnanzi ad una scena raccapricciante, la pressa idraulica è intrisa di sangue ed un corpo ormai senza vita vi giace accanto, mentre Helene Delambre (Patricia Owens), moglie dello scienziato Andrè (Al Hedison) fugge via. Poco dopo, è proprio la donna a telefonare al cognato Francois (Vincent Price), confessandogli di aver ucciso il marito. Sopraggiunta la polizia per gli accertamenti del caso, Helene confermerà sia a Francois che all’ispettore Charas (Herbert Marshall) il brutale omicidio, senza fornire alcun movente, ma dietro la parvenza di un gesto folle si nasconde un terribile segreto, legato ad un esperimento scientifico di Andrè …

Sulla base di una valida sceneggiatura, opera di James Clavell, da un racconto di George Langelaan, il poliedrico regista di origine germanica Kurt Neumann (morì poco prima della proiezione ufficiale del film), dirige con solido mestiere, un occhio rivolto all’Espressionismo tedesco e l’altro al gotico di Edgar Allan Poe, una pellicola che, per quanto possa apparire ingenua agli occhi degli scafati spettatori odierni, in particolare nella visualizzazione degli effetti speciali, vista ed inquadrata nell’ottica dell’epoca di realizzazione appare invece estremamente innovativa e lungimirante nel suo tragico simbolismo, rappresentando una delle prime confluenze tra horror e fantascienza, dalla raffinata costruzione, vedi la bella fotografia in Cinemascope (Karl Struss), pur non superando i confini propri di un classico b-movie.

The Fly, infatti, presenta l’incipit di un classico giallo, un delitto e il presunto colpevole, prosegue con tale struttura per la prima mezz’ora circa, confluendo nel tipico noir anni ’40, con tanto di flashback esplicativo, il quale ci riporterà nell’ambito di una normalità quotidiana e casalinga, dove l’orrore si insinuerà gradualmente nella sua drammaticità: viene raffigurato, nel confronto marito- moglie e nei dubbi esternati da quest’ultima, il timore angosciante di una scienza invasiva e distruttiva nel suo spingersi sin troppo velocemente oltre determinati limiti del conoscibile, mentre appare sconcertante la naturalezza con la quale Andrè parla della sua scoperta relativa alla “trasmissione dei corpi attraverso la loro disintegrazione e successiva materializzazione”.

Andrè Delambre, ben reso nell’interpretazione di Hedison, non è propriamente il classico “mad doctor”, più che la dicotomia rappresentativa Bene-Male di Jekyll/Hyde a predominare in lui è la scintilla del fuoco da far conoscere all’umanità propria di un Prometeo moderno, come il Dr. Frankenstein di Mary Shelley, colui che “più sa e più è certo di sapere molto poco”, con le nuove scoperte viste come “meravigliosi dati di fatto”, attribuibili all’intelligenza donataci da Dio per scoprire i prodigi della natura: purtroppo, nella ricerca della verità “si è distratto un attimo”, come spiega con efficace e sintetica enfasi, appena velata da humour sinistro, Francois/Price al nipotino Philippe.

Sequenza cult, oltre quella finale, estremamente tragica (sempre se si entra nella suddetta ottica dell’epoca, altrimenti il risibile è dietro l’angolo) e carica d’inquietanti interrogativi morali, certamente la rivelazione alla povera Helene da parte di Andrè dei tremendi effetti della propria distrazione, con la reazione della donna vista nella soggettiva di uno sguardo non umano, con un sorprendente effetto caleidoscopico reso sullo schermo, anche se a creare una certa inquietudine contribuiscono non poco i miagolii della sventurata gatta di casa “dispersa tra gli atomi” o l’estenuante ricerca di una mosca dalla testa bianca …

A mantenere ben radicato lo stato di tensione drammatica sino alla fine, concorrono anche le valide prove attoriali: oltre al citato Edison, risalta Patricia Owens nell’interpretazione di una donna forte e determinata, capace di seguire con amore sempre saldo il suo uomo sino alle estreme conseguenze e il gigionismo trattenuto, tra aplomb e understatement, del grande Vincent Price.Non a caso è lui a pronunciare battute come quella iniziale, che capiremo in seguito, parlando con l’ispettore: “ Per Helene e Andrè la vita era sacra. Non avrebbero fatto del male a nessuno. Neanche ad una mosca”. Due sequel, La vendetta del dottor K. (Return of the Fly,’59, Edward Bernds) e Curse of the Fly,’65, Don Sharp, senza dimenticare il profondo remake ad opera di David Cronenberg, ’86, che finalmente recupera nella traduzione italiana il titolo originale, anch’esso oggetto di un seguito, ’89, opera di Chris Walas.
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Una breve postilla riguardo il titolo italiano del film: inutile dire che del fantomatico dottore nel corso della narrazione non se ne riscontra la benché minima traccia; tra le tante ipotesi possibili, accolgo quella di Daniela Catelli (Ciak si trema. Guida al cinema horror, 2007, costa & nolan), che ritiene probabile un’allusione dei distributori al celebre romanzo La metamorfosi di Franz Kafka, pur con scambio d’insetto.