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Cesare deve morire (2012)

(MyMovies)

Vincitore, fra l’altro, dell’Orso d’Oro al 62mo Festival di Berlino nel 2012, insieme al Premio della Giuria Ecumenica, Cesare deve morire, scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, è la dimostrazione di come il cinema d’autore, italiano nello specifico, non sia poi così legato, o non lo sia sempre, a rigidi schemi rappresentativi, magari intrisi di accademismo e virtuosismi fini a se stessi. Anzi a volte riesce, e il film in questione ne costituisce un esempio eclatante, a rinnovarsi con intelligenza ed intuitivo spirito d’adattamento, così da andare incontro alle diverse esigenze fruitive di un pubblico sempre più eterogeneo. Continua a leggere

Vittorio Taviani (1929-2018)

Vittorio Taviani (FilmTV)

E’ morto ieri, domenica 15 aprile, a Roma, il regista e sceneggiatore Vittorio Taviani (San Miniato, PI, 1929); insieme al fratello Paolo, di due anni più giovane, ha realizzato capolavori indiscussi, tratteggiando, unendo poesia ed impegno politico, le molteplici  contraddizioni proprie del nostro paese, prendendo spunto da avvenimenti storicamente accaduti, così come dalla letteratura. Coniugando all’interno della messa in scena realismo, rigorosità, gusto visionario, assecondando, quando necessario, le linee proprie del melodramma, hanno offerto in buona sostanza una certa consistenza affabulante ed avvincente al racconto cinematografico. L’attività di Vittorio risulta del tutto in simbiosi con quella di Paolo: ambedue abbandonarono presto gli studi di Giurisprudenza assecondando la loro passione per la Settima Arte dirigendo insieme a Valentino Orsini il Circolo del Cinema di Pisa e dando vita nel 1954, dopo una serie di esperienze come aiuto registi, alla loro prima opera, il cortometraggio San Miniato, luglio ’44, che ricostruiva l’eccidio perpetrato dai nazisti nella loro città natale, con un commento di Cesare Zavattini. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2014: le cinquine dei documentari

untitledSono state annunciate oggi, venerdì 24 gennaio, le cinquine dei titoli in lizza per i Nastri D’Argento 2014 fra i documentari, scelti dal Direttivo Nazionale del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) tra quelli presentati nei più importanti festival (poi usciti in sala o editi in dvd, oppure trasmessi da una rete tv) fra il 1° aprile e il 31 dicembre 2013.
Una selezione che, nella varietà delle proposte, conferma ancora una volta la ritrovata vivacità del genere, col suo sguardo inedito al reale, contribuendo ad annullare il divario con il “film di finzione”, tendenza venuta alla luce in occasione della 70ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il Leone d’Oro conseguito da Sacro Gra di Gianfranco Rosi.

Gianfranco Rosi (Wikipedia)

Gianfranco Rosi (Wikipedia)

Proprio a Rosi sarà consegnato infatti un Nastro Speciale nel corso della cerimonia di premiazione, prevista venerdì 31 gennaio, alle ore 19, al Teatro Ambra Garbatella di Roma per una serata dedicata, ed è la prima volta, interamente al documentario.
Dopo l’apertura, che prevede un incontro con gli autori e i produttori finalisti, una volta consegnati i Nastri Doc 2014, a partire dalle 21 vi sarà la proiezione di due documentari, realizzati da Giovanna Taviani (Il riscatto) e Francesco Cinquemani (Offstage), legati alle vere storie dei protagonisti del film Cesare deve morire, 2012, di Paolo e Vittorio Taviani.
Di seguito le cinquine finaliste, nei due settori Miglior documentario e Miglior documentario di argomento cinematografico.

Miglior documentario: Fuoristrada (Elisa Amoruso); L’amministratore (Vincenzo Marra); Per altri occhi (Silvio Soldini); Summer ’82 When Zappa Come To Sicily (Salvo Cuccia); Wolf (Claudio Giovannesi).
Miglior documentario di argomento cinematografico: Bertolucci On Bertolucci (Luca Guadagnino e Walter Fasano); Essere Riccardo… E gli altri (Giancarlo Scarchilli); Istintobrass (Massimo Zanin); I Tarantiniani (Steve Della Casa e Maurizio Tedesco); Non eravamo solo ladri di biciclette (Gianni Bozzacchi e Carlo Lizzani).

I Nastri d’Argento 2014 si apriranno a Roma il 29 maggio, presso la struttura del MAXXI con l’annuncio ufficiale delle “cinquine” dei candidati, mentre a Taormina, sabato 28 giugno, dal Teatro Antico, vi sarà la serata di premiazione che ospiterà anche i Premi Guglielmo Biraghi per gli esordienti.
A marzo, sempre nella Capitale, appuntamento con i Nastri d’Argento per i cortometraggi, in collaborazione con il Cinemaster di Studio Universal.

“Nastro d’Argento dell’anno 2013” a “Io e te” di Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci (My Movies)

Bernardo Bertolucci (My Movies)

Io e te, il film che ha visto il ritorno alla regia di Bernardo Bertolucci, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti (tra gli sceneggiatori della pellicola, insieme allo stesso regista, Umberto Contarello e Francesca Marciano), sarà premiato con il Nastro d’Argento dell’anno 2013. A dare la notizia i Giornalisti Cinematografici Italiani, i quali, nel ricordare come lo scorso anno il riconoscimento venne conferito a Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, hanno inoltre reso ufficiali le date degli appuntamenti riguardo la 67ma edizione dei Nastri d’Argento, che, come consuetudine, si svolgerà tra Roma e Taormina.

nastro-dargento-dellanno-2013-a-io-e-te-di-be-L-eIYEblGiovedì 30 maggio nella Capitale, presso il Museo MAXXI, saranno consegnati i premi al film vincitore del Nastro dell’anno e, contemporaneamente, verrà dato l’annuncio ufficiale delle “cinquine” dei candidati, mentre sabato 6 luglio, durante la Notte delle stelle (organizzata insieme a Taormina Arte), che si svolgerà nella struttura del Teatro Antico della città siciliana, avrà luogo la serata di premiazione, ospiti i vincitori votati da tutti i giornalisti, con i Premi Guglielmo Biraghi previsti per gli esordienti, oltre ad alcuni riconoscimenti speciali. La sera del 30 maggio insieme a Bertolucci riceverà un Nastro anche il produttore del film, Mario Gianani, e insieme loro saranno anche festeggiate altre professionalità del film, scelte dal Direttivo dei Giornalisti Cinematografici, premiate con un particolare riconoscimento legato alla scelta del Film dell’anno 2013.

Oscar 2013: “Cesare deve morire” fuori dalla rosa dei nove titoli

oscar-2013-cesare-deve-morire-fuori-dalla-ros-L-vj0nYHNon ci sarà un titolo italiano a concorrere per l’Oscar, nell’85ma Edizione che si svolgerà il 24 febbraio 2013, un vecchio ritornello, che ormai si ripete da tanto, troppo, tempo: come ho già scritto in precedenti articoli, l’ultima statuetta vinta da un nostro film risale al ’99, La vita è bella, di Roberto Benigni, mentre il dato più recente per le nomination risale al 2006, La bestia nel cuore, di Francesca Comencini.

oscar-2013-cesare-deve-morire-fuori-dalla-ros-L-WBBRVdIl film candidato in rappresentanza dell’Italia, Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, vincitore dell’Orso d’Oro alla 62ma edizione del Berlino International Film Festival e di cinque David di Donatello (tra i quali miglior film e migliore regista), è stato infatti escluso dai membri dell’Academy dalla rosa dei nove titoli, fra i quali cinque verranno scelti relativamente al conferimento delle nomination per il Miglior Film Straniero, il prossimo 10 gennaio: Quasi amici, di Olivier Nakache ed Eric Toledano (Francia); A Royal Affair, di Nikolaj Arcel (Danimarca); Amour, di Michael Haneke (Austria); War Witch, di Kim Nguyen (Canada); No, di Pablo Larraín (Cile); The Deep, di Baltasar Kormákur (Islanda); Kon-Tiki di Joachim Rønning ed Espen Sandberg (Norvegia); Beyond the Hills, di Cristian Mungiu (Romania); Sister, di Ursula Meier (Svizzera).

“Cesare deve morire” candidato agli Oscar 2013

cesare-deve-morire-candidato-agli-oscar-2013-L-skC2m0L’apposita commissione selezionatrice (Angelo Barbagallo, Nicola Borrelli, Francesco Bruni, Martha Capello, Valerio De Paolis, Piera Detassis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano e Paolo Mereghetti) istituita, su incarico dell’Academy Award, presso l’Anica ha espresso il suo verdetto: Cesare deve morire, regia di Paolo e Vittorio Taviani, sarà la pellicola rappresentante il nostro paese alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera; l’Academy renderà note le nomination il 10 gennaio 2013, mentre il 24 febbraio avrà luogo la serata di premiazione.

I fratelli Taviani

I fratelli Taviani

Personalmente, pur non avendo potuto ancora visionare la pellicola (attendo il dvd), causa i soliti problemi distributivi della mia zona (anche, se a onor del vero, mi pare che a livello nazionale le cose non siano andate meglio), la ritengo un’ottima scelta, perché Cesare deve morire, già premiato con L’Orso d’Oro a Berlino e vincitore di cinque David di Donatello ( attualmente è in concorso al New York Film Festival) rappresenta il ritorno ad un cinema italiano non solo di qualità (al riguardo, tra i film in corsa per la selezione vi erano ottime proposte), ma che sa recuperare e fare concretamente propria la voglia di sperimentare, di mettersi in gioco, pur nella scia della tradizione di una cinematografia d’impegno civile.

Gli “avversari” in campo si preannunciano agguerriti, in attesa che, domani, si pronunci la Spagna: Quasi amici, Olivier Nakache, Eric Toledano (Francia); Sangue do meu Sangue, João Canijo (Portogallo); Amour, Michael Haneke (Austria); Pieta, Kim Ki-duk (Sud-Corea); Fill the Void, Rama Burshtein (Israele); A perdre la raison, Joachim Lafosse (Belgio); Children of Sarajevo, Aida Begic (Bosnia-Herzegovina); A Royal Affair, Nikolaj Arcel (Danimarca); Barbara, Christian Petzold (Germania); Kon-Tiki, Espen Sandberg e Joachim Rønning (Norvegia); 80 Million, Waldemar Krzystek (Polonia); Beyond the Hills, Cristian Mungiu, (Romania); The Hypnotist, Lasse Hallström (Svezia); Sister, Ursula Meier (Svizzera).

Per ricordare gli ultimi successi italiani al riguardo, dobbiamo tornare indietro nel tempo, ad un passato relativamente recente per le nomination (2006, La bestia nel cuore, di Cristina Comencini) e un po’ più distante riguardo l’agognata statuetta: correva l’anno 1999, La vita è bella, di Roberto Benigni… Usque tandem…?