“Nastro d’Argento dell’anno 2013” a “Io e te” di Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci (My Movies)
Bernardo Bertolucci (My Movies)
Io e te, il film che ha visto il ritorno alla regia di Bernardo Bertolucci, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti (tra gli sceneggiatori della pellicola, insieme allo stesso regista, Umberto Contarello e Francesca Marciano), sarà premiato con il Nastro d’Argento dell’anno 2013. A dare la notizia i Giornalisti Cinematografici Italiani, i quali, nel ricordare come lo scorso anno il riconoscimento venne conferito a Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, hanno inoltre reso ufficiali le date degli appuntamenti riguardo la 67ma edizione dei Nastri d’Argento, che, come consuetudine, si svolgerà tra Roma e Taormina.

nastro-dargento-dellanno-2013-a-io-e-te-di-be-L-eIYEblGiovedì 30 maggio nella Capitale, presso il Museo MAXXI, saranno consegnati i premi al film vincitore del Nastro dell’anno e, contemporaneamente, verrà dato l’annuncio ufficiale delle “cinquine” dei candidati, mentre sabato 6 luglio, durante la Notte delle stelle (organizzata insieme a Taormina Arte), che si svolgerà nella struttura del Teatro Antico della città siciliana, avrà luogo la serata di premiazione, ospiti i vincitori votati da tutti i giornalisti, con i Premi Guglielmo Biraghi previsti per gli esordienti, oltre ad alcuni riconoscimenti speciali. La sera del 30 maggio insieme a Bertolucci riceverà un Nastro anche il produttore del film, Mario Gianani, e insieme loro saranno anche festeggiate altre professionalità del film, scelte dal Direttivo dei Giornalisti Cinematografici, premiate con un particolare riconoscimento legato alla scelta del Film dell’anno 2013.


2 risposte a "“Nastro d’Argento dell’anno 2013” a “Io e te” di Bernardo Bertolucci"

  1. Dare un nastro d’argento a Bertolucci, a un regista che ha stupito e ha reso il cinema ancora più sorprendente e con nuovi aspetti di bellezza con i suoi film unici, corposi, sensuali e sempre spettacolari, è sempre un gesto da poco ma giusto e assolutamente meritato. Soprattutto se si considera che in questi anni ormai il cinema, e non solo italiano, non ha più quel fervore magico per cui lo spettatore si incanta davanti a un’opera filmica: questo sembra non avvenire più, magari forse in rari casi accade, ma sono elementi irrilevanti per considerare un’arte, la settima arte, all’avanguardia e in progresso, sempre più lontana dalla sua idea originale e trasformata in un’industria arida e asciutta. Il ritorno di Bertolucci al cinema è un fatto non solo importante per il nostro cinema, ma dovrebbe far riflettere tutti gli altri Paesi, i cineasti considerati “giovani registi” e soprattutto i produttori di oggi che sembrano aver dimenticato che appena poco dietro di loro ci sono state personalità, come appunto Bernardo Bertolucci, che hanno nutrito l’arte del cinema esprimendo un’idea di bellezza personale che si è potuta divulgare agli altri e nel tempo avvenire, avendo un appoggio intelligente da parte di produttori cha hanno creduto nel senso di libertà dell’artista. E proprio il sentimento di libertà lo ritroviamo spesse volte nei suoi film, come in quest’ultimo “Io e te” dove la sensazione di coraggio e di liberazione da parte di qualcuno che si è sempre considerato un diverso da fuggire sempre dal mondo reale, si imprime nel sorriso finale del protagonista, donando allo spettatore ciò che si è aspettato fin dall’inizio e riempiendo i polmoni così di libertà e di sorriso.

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    1. Buongiorno Cristian. Condivido in pieno quanto da te espresso in questo bel commento. E’un riconoscimento che, così come quello egualmente conferito lo scorso anno a Cesare deve morire dei fratelli Taviani, riconosce il valore e l’importanza di un certo modo di fare cinema, più attento all’espressione di un’idea forte da visualizzare sullo schermo che ad avallare le consuete “mode da botteghino”, volte quest’ ultime più ad assecondare gli spettatori che a stimolarli. Le eccezioni vi sono e lasciano ben sperare (penso a registi come Garrone), oltre alla produzione credo che un ruolo determinante l’abbia anche la distribuzione, che spesso “spinge” determinati titoli a scapito di altri, sempre per le logiche di cui sopra. Grazie, cari saluti.

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