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Milano: Fondazione Cineteca Italiana omaggia Kathryn Bigelow e i fratelli Taviani

Kathryn Bigelow (Göteborg Film Festival)

Da lunedì 8, con proseguimento fino a mercoledì 24 gennaio, è in corso al Cinema Spazio Oberdan di Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, Il cinema di Kathryn Bigelow, omaggio alla regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica statunitense, prima donna a vincere l’Oscar nel 2010 con The Hurt Locker, attraverso  una rassegna di sette film in occasione dell’ uscita del suo ultimo lavoro, Detroit (2017).
Dopo gli inizi all’insegna della sperimentazione e dell’avanguardia, intorno alla metà degli anni Ottanta la Bigelow decise di abbandonare le produzioni indipendenti per tentare la strada delle major hollywoodiane, senza però perdere di vista un personale percorso di ricerca autoriale, che le ha consentito di realizzare opere in cui i ritmi e le cadenze da film d’azione convivono con la complessità e lo spessore umano dei personaggi e l’attualità stringente delle situazioni. Sempre a Milano e a cura di Fondazione Cineteca Italiana, ma nella location del MIC – Museo Interattivo del Cinema, ha preso il via ieri, martedì 9, e proseguirà fino a giovedì 18 gennaio, Gli artigiani del cinema italiano:i fratelli Taviani, una retrospettiva dedicata ai due fratelli registi e sceneggiatori, Paolo e Vittorio, in occasione del loro ultimo film, Una questione privata, nell’intento di ripercorrere attraverso le  opere più significative le diverse tappe della loro carriera  e il loro saper tratteggiare con grande poeticità le contraddizioni che caratterizzano il nostro paese, partendo da avvenimenti effettivamente verificatisi, perlopiù a carattere politico. (Fonte: comunicato stampa)

Festa del Cinema di Roma: presentazione in anteprima del nuovo film di Paolo e Vittorio Taviani

Vittorio e Paolo Taviani

Sarà presentato in anteprima alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (26 ottobre – 5 novembre), prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Piera Detassis, Una questione privata il nuovo lavoro di Paolo e Vittorio Taviani.
I due autori toscani, che da cinquanta anni segnano il cinema italiano e internazionale con la loro personale estetica fatta di continui richiami alla poesia e al realismo, alla letteratura e all’attualità dei temi civili e politici, portano sul grande schermo l’omonimo capolavoro di Beppe Fenoglio, pubblicato postumo nel 1963.
Le vicende narrate ruotano attorno al giovane partigiano Milton: sullo sfondo delle Langhe attraversate dalla guerra, fra romanticismo e ossessione, sogno e mistero, Milton intraprende un viaggio eroico e disperato alla ricerca della verità sull’amore che lo ha legato a Fulvia. Nel ruolo del protagonista, uno dei più apprezzati attori italiani della nuova generazione, Luca Marinelli, che ha recitato per registi come Paolo Sorrentino, Paolo Virzì e Saverio Costanzo, e si è aggiudicato il David di Donatello come miglior attore non protagonista per Lo chiamavano Jeeg Robot. Accanto a lui Lorenzo Richelmy e Valentina Bellè. Producono Stemal Entertainment e Ipotesi Cinema con Rai Cinema.
“Sono estremamente orgoglioso di presentare alla Festa del Cinema un nuovo, splendido film di due maestri del cinema mondiale, ha dichiarato il direttore artistico Antonio Monda. È una grande storia d’amore, quella realizzata da Paolo e Vittorio Taviani, che traduce in immagini indimenticabili e struggenti il romanzo di Beppe Fenoglio”.

 

Pergola (PU): a luglio la II edizione di “Animavì – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico”

Nel centro storico di Pergola (Pesaro – Urbino), nel giardino di Casa Godio, dal 13 al 16 luglio avrà luogo la seconda edizione di Animavì – Festival Internazionale del Cinema d’animazione poetico, con la direzione artistica del più importante regista italiano di cinema d’animazione, Simone Massi, che da anni realizza il trailer e la locandina della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di di Venezia. Ospite d’eccezione il Maestro svizzero Georges Schwizgebel, regista di fama internazionale premiato nei festival di tutto il mondo, da Cannes ad Annecy, autore di oltre venti cortometraggi d’animazione (tra cui La Course à l’abîme; ; Romance; Jeu; Erlkönig), in cui applica una tecnica originale, artigianale, che consiste nel dipingere a mano ogni fotogramma, realizzando una pittura animata, di fatto opere d’arte dinamiche. Continua a leggere

“Bif&st- Bari Film Festival” 2016: la VII Edizione dedicata a Scola e Mastroianni

Bifest-Bari-Scola-Mastroianni-2016-530x600Anche per la prossima edizione del Bari International Film Festival (2-9 aprile) Ettore Scola continuerà ad essere il presidente della kermesse pugliese, che già lo ha visto per sei anni (accolse l’incarico nel giugno 2010) animatore e protagonista.
Il programma della manifestazione ideata e diretta da Felice Laudadio, promossa dalla Regione Puglia presieduta da Michele Emiliano e prodotta dall’Apulia Film Commission presieduta da Maurizio Sciarra, è stato infatti seguito e curato dal grande regista fino a pochi giorni prima della sua scomparsa e a lui sarà dedicata per l’appunto questa edizione, con un tributo incrociato con quello già da tempo annunciato per Marcello Mastroianni. Il tema del prossimo Bif&st sarà dunque Scola-Mastroianni 9½. C’eravamo tanto amati, giacché il regista ha diretto più di chiunque altro l’attore scomparso 20 anni fa: hanno lavorato insieme in ben 9 lungometraggi, più un film ad episodi, che verranno presentati l’uno dopo l’altro.
Sarà inoltre istituito il Premio Ettore Scola per il miglior regista di opera prima o seconda che verrà assegnato, insieme ai Premi Gabriele Ferzetti e Mariangela Melato per il migliore attore e la migliore attrice, dalla giuria del pubblico presieduta dal giornalista e scrittore Furio Colombo. Continua a leggere

“Milano città aperta”

milano-città-aperta-copy-254x300Da oggi, lunedì 20 aprile, e fino a martedì 3 maggio, a Milano, Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con l’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e l’INSMLI – Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, presenterà, in occasione del 70° anniversario della Liberazione, e in parallelo alla XIII edizione del festival Il cinema italiano visto da Milano (inaugurata ieri, domenica 19 aprile), una retrospettiva composta da due iniziative: una mostra fotografica di 70 scatti partigiani, provenienti dagli archivi dell’INSMLI, che saranno esposti dal 21 aprile al 3 maggio nel foyer di Spazio Oberdan e una rassegna cinematografica di alcune delle più significative pellicole ambientate durante la Resistenza, in programma al MIC – Museo Interattivo del Cinema dal 20 al 25 aprile.
I film proposti, realizzati da alcuni tra i più grandi registi del cinema italiano, da Rossellini a Diritti, passando per i fratelli Taviani, raccontano con grande sensibilità uno dei periodi più difficili della nostra storia, durante il quale l’unità e il senso di fratellanza di un popolo intero è riuscito nell’impresa di liberare il Paese dalla tirannia e dalla violenza della guerra; saranno, inoltre, tutti preceduti da brevi filmati-testimonianze, conservati dagli archivi dell’ANPI, di partigiani milanesi che raccontano la loro esperienza della Resistenza. Continua a leggere

Nastri d’Argento 2014: le cinquine dei documentari

untitledSono state annunciate oggi, venerdì 24 gennaio, le cinquine dei titoli in lizza per i Nastri D’Argento 2014 fra i documentari, scelti dal Direttivo Nazionale del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) tra quelli presentati nei più importanti festival (poi usciti in sala o editi in dvd, oppure trasmessi da una rete tv) fra il 1° aprile e il 31 dicembre 2013.
Una selezione che, nella varietà delle proposte, conferma ancora una volta la ritrovata vivacità del genere, col suo sguardo inedito al reale, contribuendo ad annullare il divario con il “film di finzione”, tendenza venuta alla luce in occasione della 70ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il Leone d’Oro conseguito da Sacro Gra di Gianfranco Rosi.

Gianfranco Rosi (Wikipedia)

Gianfranco Rosi (Wikipedia)

Proprio a Rosi sarà consegnato infatti un Nastro Speciale nel corso della cerimonia di premiazione, prevista venerdì 31 gennaio, alle ore 19, al Teatro Ambra Garbatella di Roma per una serata dedicata, ed è la prima volta, interamente al documentario.
Dopo l’apertura, che prevede un incontro con gli autori e i produttori finalisti, una volta consegnati i Nastri Doc 2014, a partire dalle 21 vi sarà la proiezione di due documentari, realizzati da Giovanna Taviani (Il riscatto) e Francesco Cinquemani (Offstage), legati alle vere storie dei protagonisti del film Cesare deve morire, 2012, di Paolo e Vittorio Taviani.
Di seguito le cinquine finaliste, nei due settori Miglior documentario e Miglior documentario di argomento cinematografico.

Miglior documentario: Fuoristrada (Elisa Amoruso); L’amministratore (Vincenzo Marra); Per altri occhi (Silvio Soldini); Summer ’82 When Zappa Come To Sicily (Salvo Cuccia); Wolf (Claudio Giovannesi).
Miglior documentario di argomento cinematografico: Bertolucci On Bertolucci (Luca Guadagnino e Walter Fasano); Essere Riccardo… E gli altri (Giancarlo Scarchilli); Istintobrass (Massimo Zanin); I Tarantiniani (Steve Della Casa e Maurizio Tedesco); Non eravamo solo ladri di biciclette (Gianni Bozzacchi e Carlo Lizzani).

I Nastri d’Argento 2014 si apriranno a Roma il 29 maggio, presso la struttura del MAXXI con l’annuncio ufficiale delle “cinquine” dei candidati, mentre a Taormina, sabato 28 giugno, dal Teatro Antico, vi sarà la serata di premiazione che ospiterà anche i Premi Guglielmo Biraghi per gli esordienti.
A marzo, sempre nella Capitale, appuntamento con i Nastri d’Argento per i cortometraggi, in collaborazione con il Cinemaster di Studio Universal.

Cesare deve morire (2012)

5Vincitore, fra l’altro, dell’Orso d’Oro al 62mo Festival di Berlino nel 2012, insieme al Premio della Giuria Ecumenica, Cesare deve morire, scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, è la dimostrazione di come il cinema d’autore, italiano nello specifico, non sia poi così legato, o non lo sia sempre, a rigidi schemi rappresentativi, magari intrisi di accademismo e virtuosismi fini a se stessi. Anzi a volte riesce, e il film in questione ne costituisce un esempio eclatante, a rinnovarsi con intelligenza ed intuitivo spirito d’adattamento, così da andare incontro alle diverse esigenze fruitive di un pubblico sempre più eterogeneo.

cesare-deve-morire21-800x535Una volta adattato il testo del Giulio Cesare di William Shakespeare alla realtà carceraria di Rebibbia, mantenendone ben fermi tanto i temi portanti (il senso dell’onore, l’eterna rincorsa fra amicizia e tradimento, potere e libertà) quanto l’iter narrativo, i fratelli Taviani si sono avvalsi dell’ausilio di Fabio Cavalli, regista teatrale con all’attivo varie esperienze al riguardo, per la scelta del cast fra i detenuti della Sezione Alta Sicurezza (con l’eccezione di Bruno Striano, interprete di Bruto, che, avendo usufruito dell’indulto nel 2006, vi è rientrato come attore). Tramite modalità rappresentative classiche, ma ravvivate da un’evidente voglia di sperimentare, i due registi hanno quindi messo in scena una realistica visualizzazione della reciproca confluenza fra arte e vita, con la prima a farsi valente forma di comunicazione della seconda, tanto da consentire un’esternazione sincera e toccante del proprio io più profondo da parte degli attori e conseguente immedesimazione di noi spettatori.

Bruno Striano

Bruno Striano

La vicenda assume un andamento che potremmo definire circolare: inizio e conclusione coincidono infatti con la rappresentazione della parte finale sul palcoscenico, di fronte al pubblico, visualizzata a colori, mentre l’avvio e il corso della narrazione, in bianco e nero, precedute dall’approvazione del progetto teatro e dai provini dei detenuti che vi hanno aderito (sei mesi prima del debutto), vedono come scenario l’interno delle celle, la biblioteca, i corridoi, i cortili della ricreazione.
Felicissima l’intuizione di far sì che ognuno degli attori possa esprimersi nel dialetto della regione d’origine, offrendo così una recitazione piuttosto naturale, spontanea ma sentita, riportando la tragedia shakespeariana alla sua primigenia essenza di opera popolare. Continua a leggere