Festa del Cinema di Roma XV Edizione, le prime anticipazioni

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(Luca Dammicco / Fondazione Cinema per Roma)

Il Direttore Artistico Antonio Monda, d’intesa con Laura Delli Colli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e Francesca Via, Direttore Generale, ha annunciato oggi, venerdì 17 luglio, alcune anticipazioni della  Festa del Cinema di Roma (XV Edizione, Auditorium Parco della Musica, 15-25 ottobre).
Quest’anno la manifestazione farà parte di Romarama, il programma di eventi culturali promosso da Roma Capitale. Fra le opere in cartellone ci sarà Mi chiamo Francesco Totti, un racconto intimo, in prima persona, dello sportivo e dell’uomo, diretto da Alex Infascelli, anche autore di soggetto e sceneggiatura insieme a Vincenzo Scuccimarra, tratto dal libro Un Capitano scritto da Francesco Totti con Paolo Condò (edito da Rizzoli). Verranno poi ospitati alcuni titoli, presentati dal Delegato Generale Thierry Frémaux, della Selezione Ufficiale 2020 del 73mo Festival di Cannes all’interno di un evento dedicato alla celebre manifestazione francese. Satyajit Ray, considerato uno dei maggiori cineasti della storia della settima arte, sarà protagonista di una retrospettiva, a cura di Mario Sesti; produttore, regista, sceneggiatore e compositore dei temi per i suoi film, Ray esplora nella sua opera i generi più diversi con stili e linguaggi sempre nuovi: forti le influenze della letteratura e della tradizione indiana, i richiami al neorealismo italiano e l’attenzione al contesto internazionale che lo porterà ad affrontare anche i conflitti ideologici con la cultura occidentale.

Numerosi i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni, dal Leone d’Oro al Premio Oscar® alla Carriera. In programma due pietre miliari del cinema italiano: In nome della legge di Pietro Germi, fra i principali successi del cineasta genovese, autore di straordinaria cultura in grado di affrontare con la stessa intensità dramma, commedia e satira, vincitore di un Oscar® per la sceneggiatura di Divorzio all’italiana, nella versione restaurata da CSC – Cineteca Nazionale,  e Padre padrone di Paolo e Vittorio Taviani, restaurato da CSC – Cineteca Nazionale e Istituto Luce Cinecittà, il capolavoro dei fratelli Taviani, in particolare per la dirompente  potenzialità espressiva che fa leva, tanto dal punto di vista visivo che da quello del contenuto, su realismo ed immediatezza: tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Gavino Ledda (edito da Feltrinelli nel 1975) vinse la Palma d’Oro al 30mo Festival di Cannes. (Fonte: sito web Festa del Cinema di Roma)


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