Archivi tag: Enrico Vanzina

Lamezia Film Fest V Edizione

Prenderà il via martedì 13 novembre, al Chiostro San Domenico di Lamezia Terme, , per concludersi venerdì 17, la quinta edizione del Lamezia Film Fest. L’inaugurazione della kermesse, che ha come direttore artistico GianLorenzo Franzì, sarà affidato all’incontro con Enrico Vanzina, in ricordo anche del fratello Carlo, con cui ha realizzato film entrati nell’immaginario culturale collettivo, come il cult Sapore di mare, 1983, che verrà proiettato all’interno della sezione Monoscopio, dedicata alle retrospettive. Tra gli ospiti Peter Greenaway, uno dei più grandi maestri del cinema internazionale,  gli attori Alessandro Cosentini e Alessandro D’Ambrosi, l’attrice, sceneggiatrice e regista Santa De Santis, il regista, sceneggiatore e direttore della fotografia Daniele Ciprì, l’attore e regista Ascanio Celestini, il gruppo di youtuber Casa Surace, l’attrice Alice Pagani. Continua a leggere

Oscar 2019: l’Italia candida “Dogman”

Sarà Dogman di Matteo Garrone a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera nell’ambito della 91ma edizione degli Academy Awards: questa la decisione presa  dalla Commissione di Selezione istituita dall’ANICA lo scorso giugno, su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riunita davanti a un notaio e composta da Nicola Borrelli, Marta Donzelli, Gian Luca Farinelli, Antonio Medici, Silvio Soldini, Maria Carolina Terzi, Maria Sole Tognazzi, Stefania Ulivi, Enrico Vanzina.
Dogman è stato presentato, in concorso, al 71mo Festival di Cannes, dove il protagonista, Marcello Fonte, ha conseguito la Palma d’Oro per la migliore interpretazione maschile. L’annuncio delle nomination è previsto per il 22 gennaio 2019; la cerimonia di consegna degli Oscar avrà luogo a Los Angeles domenica 24 febbraio 2019.

Un ricordo di Carlo Vanzina

Carlo Vanzina(TgCom24)

Ci lascia Carlo Vanzina, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore (Roma, 1951), morto oggi, domenica 8 luglio, nella sua città natale.
Insieme al fratello Enrico, sceneggiatore, ha firmato più di sessanta film, soprattutto commedie, pur cimentandosi a volte, con risultati alterni, in diversi generi  (per esempio il thriller nel 1983, Mystère, e nel 1985, Sotto il vestito niente, film quest’ultimo che ebbe anche una sorta d’ideale seguito, Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata, 2011).
Credo vadano riconosciute, tanto a Carlo quanto ad Enrico, figli di Steno (Stefano Vanzina), anche nell’ambito delle realizzazioni più becere e raffazzonate, una non comune capacità d’osservazione delle mutazioni in atto nella società, in particolare a livello di costume, pur rimproverandogli una spesso compiaciuta, e compiacente, messa alla berlina degli italici vizi, all’insegna di un cialtronesco “malcostume mezzo gaudio”, senza esprimere il coraggio di un vero e proprio affondo; evidente, poi, in molti loro titoli (almeno sino al triste subentro delle varie derive triviali ed escatologiche) un’allegra e coinvolgente spontaneità che assumeva la consistenza, pur flebile, di un richiamo  sincero alla genuinità primigenia di un cinema “sanamente” popolare, certo memori di quanto il citato padre fosse stato un  maestro nell’accostare  situazioni comiche tipiche della commedia tradizionale a una pungente e talvolta amara satira di costume. Continua a leggere

Caccia al tesoro

Napoli, oggi. Domenico Greco (Vincenzo Salemme) è un attore teatrale non propriamente baciato dal successo.
I suoi tentativi di trasporre in dialetto napoletano opere quali L’avaro di Molière, infatti, sono falliti miseramente ed ecco giungere puntuale l’ufficiale giudiziario ad intimargli lo sfratto dal teatro causa protratta morosità nel pagamento dell’affitto. Domenico vive, a scrocco, a casa della cognata Rosetta (Serena Rossi), la vedova di suo fratello, il cui figlio di 9 anni è gravemente malato di cuore: è appena giunta una lettera dagli Stati Uniti che comunica la possibilità di un intervento chirurgico idoneo a salvare la vita del ragazzino, ma il costo ammonto a 160mila euro… Non resta che affidarsi a San Gennaro, chiedendo la grazia di un miracolo… Il santo prontamente risponde, almeno è quanto sembra a Domenico e Rosetta, invitandoli a prelevare una pietra preziosa dalla mitra facente parte del famoso tesoro. Ma le sue parole sono state udite anche da Ferdinando (Carlo Buccirosso), pure lui intento a chiedere i favori del venerabile visto che naviga in cattive acque dopo la separazione dalla moglie, il quale obbliga i due a prenderlo come socio per trafugare il prezioso copricapo.
I tre si danno dunque da fare per organizzare il colpo, peccato però che non solo il tesoro sia stato trasferito a Torino per un’esposizione, ma per di più sulle sue tracce vi sono anche i romani Cesare (Max Tortora) e Claudia (Christiane Filangieri), mariuolo di professione lui, ladra per necessità lei.
La caccia al tesoro è appena iniziata e fra travestimenti, truffe più o meno ingegnose, inseguimenti, avrà termine a Cannes, coinvolgendo anche un temibile boss della camorra… Continua a leggere

Febbre da cavallo (1976)

Roma, anni ’70. Bruno Fioretti (Gigi Proietti), detto Mandrake per via del “sorriso magico” e delle “innate doti trasformistiche”, attore ed indossatore squattrinato, racconta al giudice (Adolfo Celi) di come insieme ai suoi amici Armando Pellicci Er pomata (Enrico Montesano) e Felice Roversi (Francesco De Rosa), posteggiatore abusivo, si siano ritrovati in un’aula di tribunale.
Tutto ebbe inizio all’ippodromo di Tor di Valle, meta abituale dei tre, accaniti scommettitori alle corse dei cavalli, sempre in attesa di beccare il risultato vincente, visto che le dritte di Pomata, ex driver e sedicente “computer equino”, al momento disoccupato e convivente con la nonna (Nerina Montagnani) e la sorella Giuliana (Marina Confalone), non vanno mai a buon fine. Intorno a loro ruotano poi altre figure, sempre orbitanti nel giro dell’ippica, come l’avvocato De Marchis (Mario Carotenuto), proprietario del cavallo Soldatino, gran mangiatore di biada ma in costante digiuno di vittorie, il conte Dallara (Gigi Ballista), la cui cavalla Bernadette è invece foriera di molteplici soddisfazioni, o il macellaio Otello Rinaldi (Ennio Antonelli), alias Manzotin, fortunato scommettitore e vittima delle ben orchestrate mandrakate, truffe perpetrate dai “tre moschettieri” per procurarsi i soldi  necessari a raggiungere ippodromi di altre città e puntare sull’ennesimo equino dato per vincente. Continua a leggere

Roma, “Casa del Cinema”: “La maschera e il sorriso: l‘avventura artistica di Mario Carotenuto”

carotenuto-532x300Oggi, mercoledì 7 dicembre, alle ore 20, alla Casa del Cinemadi Roma avrà luogo la proiezione de La maschera e il sorriso: l‘avventura artistica di Mario Carotenuto, docufilm diretto da Claretta Carotenuto, figlia del noto e valente caratterista che tanto ha dato al nostro cinema, offrendo interpretazioni a volte perse all’interno di una corriva produzione di cassetta ma ben più frequentemente caratterizzate da un’empatica umanità, in particolare quando diretto da registi (penso al ruolo del tipografo in Romanzo di un giovane povero di Scola o a quello del parvenu Albertocchi ne La spiaggia di Lattuada), capaci d’intuirne e sfruttare adeguatamente le sue inclinazioni recitative all’insegna di una certa duttilità, che trovò ulteriore sfogo, forse più mirato, in un’  attività teatrale altrettanto intensa. Continua a leggere

Torno indietro e cambio vita

1Roma, oggi. Marco (Raoul Bova) conduce un’esistenza che potremmo definire perfetta: un ottimo lavoro, una moglie bella e affettuosa, Giulia (G. Michelini), con la quale è sposato da 25 anni, un figlio.
Ma una sera, quella che dovrebbe essere la consueta conclusione della giornata assume i contorni del classico fulmine a ciel sereno: Giulia rivela a Marco che da tempo frequenta un altro uomo e vuole il divorzio, spingendolo così a lasciare l’abitazione.
Per fortuna, mentre le vicende familiari iniziano a ripercuotersi sul lavoro, Marco può sempre contare sull’amico fraterno Claudio (Ricky Memphis), compagno di liceo, scapolo e vivente ancora con la madre Giuditta (Paola Minaccioni), che ha seri problemi con l’alcool.

Giulia Michelini e Raoul Bova

Giulia Michelini e Raoul Bova

A lui durante una passeggiata confida i propri patemi ed esprime un desiderio a voce alta, la possibilità di tornare indietro nel tempo, quando si era ancora studenti liceali, fare in modo di evitare il fatidico incontro con Giulia ed impostare così un nuovo futuro.
E’ un attimo, una disattenzione nell’attraversare la strada, un’auto che non riesce ad evitare lo scontro e i due amici si ritrovano catapultati nel 1990, consapevoli di essere adulti con sembianze d’adolescenti, vesti in cui appaiono ai compagni di scuola e ai familiari. Ma davvero è possibile mutare lo scorrere temporale modificandone gli eventi in base alle nostre evenienze o, piuttosto, la differenza sta nelle nostre mani, nel cambiare atteggiamenti e modalità di vita, assecondando anche la casualità e lasciando che il destino svolga comunque il suo corso?
La risposta Marco e Claudio la troveranno una volta ritornati al futuro, sempre causa incidente stradale … Continua a leggere