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Milano, Cinema Spazio Oberdan: una personale dedicata a John Huston

John Huston (Disney Wiki-Fandom)

Dal 23 luglio al 12 agosto  Fondazione Cineteca Italiana presenterà al Cinema Spazio Oberdan di Milano una personale in 19 lungometraggi dedicata a John Huston (1906 – 1987) , uno dei massimi registi dell’intera storia del cinema, oltre che uomo di forte personalità, errabonda e avventurosa, dai svariati talenti (pugile, militare di carriera, giornalista, attore, sceneggiatore, documentarista, regista). Le sue opere sono permeate di un vigoroso senso dell’avventura, dal coraggio della sfida, quest’ultima spesso incentrata sulla ricerca di un’illusoria ricchezza, tanto a lungo bramata quanto rapida a sfuggire di mano, nonché della sconfitta, anche quando si mette in piedi una lotta per ciò in cui si crede, una ritrovata luce nell’incedere quotidiano che andrà presto a spegnersi; nel corso della sua carriera si è cimentato in tutti i generi cinematografici, plasmandoli e modificandoli a suo piacimento: dal noir al western, passando per la commedia e il kolossal.
Fra i 19 titoli in cartellone l’unico senza la regia di Huston risulta Chinatown, per il quale Roman Polanski affidò al collega la parte di Noah Cross, un vecchio magnate senza scrupoli di indimenticabile forza espressiva. Continua a leggere

Un ricordo di Miloš Forman

Miloš Forman (Alchetron)

Ci lascia Miloš Forman, regista cinematografico ceco, naturalizzato statunitense (Forman Ján Tomáš, Čáslav, Boemia, 1932), morto ieri, venerdì 13 aprile.
Una volta diplomatosi, a metà degli anni ’50, alla FAMU di Praga (Facoltà di cinema dell’Accademia delle Muse), Forman, dopo una serie di esperienze come attore, sceneggiatore ed aiuto regista, ed aver preso parte all’opera collettiva volta a girare le immagini per Laterna magika, spettacolo teatrale di mimo, danza, musica e cinema muto, esordì in autonomia sul grande schermo nel 1963, con il mediometraggio Konkurs (Il concorso), realizzando poi nello stesso anno il suo primo lungometraggio, Černý Petr (L’asso di picche), grazie al quale divenne fra i maggiori esponenti della Nová Vlna, la “nuova onda” di rinnovamento che attraversava in quel tempo il cinema cecoslovacco.   Continua a leggere

Stato di leggero malessere

stato-di-leggero-malessere-L-coX5VxL’ “opera omnia” dello scrittore Jack Torrance (Jack Nicholson) in Shining, ’80, di Stanley Kubrick, dall’omonimo romanzo di Stephen King, ’77 (All work and no play makes Jack a dull boy è un proverbio inglese traducibile in Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un cattivo ragazzo; nella versione italiana divenne Il mattino ha l’oro in bocca, così come cambiò nelle edizioni per altri paesi, ad opera dello stesso regista).

Dennis Hopper vola nel vento

Dennis Hopper

Dennis Hopper

Dennis Hopper si è spento ieri, 29 maggio, nella sua casa di Venice, in California: soffriva di un cancro alla prostata.
Tra le ultime apparizioni, nella fase terminale della malattia, la cerimonia per la consegna della stella, lo scorso marzo, con il suo nome sulla Hollywood Walk of fame a Los Angeles, accompagnato dal suo grande amico Jack Nicholson.

Nato a Dodge City, Kansas, il 17/05/’36, Hopper è stato tra le personalità più anticonformiste di Hollywood, attore e regista, nonché pittore e fotografo non professionista, capace di vivere in pieno, compreso l’uso eccessivo di droghe, la sua epoca e di coglierne in pieno ogni sfumatura dei cambiamenti in atto, costituendo ciò tanto il suo pregio, una naturalezza recitativa e registica esemplari, quanto il suo limite, finendo spesso nel cristallizzarsi in uno stereotipo da lui stesso creato, quasi avesse voluto bloccare il tempo in quella ribellione al sistema espressa magnificamente in Easy Rider;tra i suoi primi ruoli al cinema si ricordano quelli in Gioventù bruciata, con James Dean, Il gigante e Johnny Guitar, ma è stato appunto Easy Rider, ’69, a dargli la notorietà a livello mondiale, del quale è stato regista, soggettista ed interprete, insieme a Peter Fonda, film manifesto degli anni Sessanta, la storia, abbastanza semplice e lineare, di due amici motociclisti che attraversano l’America in sella ai loro choppers, testimoni e portatori della controcultura dell’epoca, road movie dove il tema del viaggio si accompagna alla voglia di libertà e al conflitto giovani-adulti, tra droga e musica, protesta e pacifismo, mandando in frantumi il classico sogno americano; indimenticabile poi la colonna sonora: Bob Dylan, Mike Blommfield, Jimi Hendrix…

Ma non è stato solo questo il suo film da regista, occorre ricordare, tra quanti diretti, Out of the Blue (1981), Colors (1987) e The Hot Spot (1990), mentre come attore, particolarmente rilevanti sono state le sue interpretazioni ne L’amico americano (1977) di Wim Wenders, che lo ha diretto nel 2008 in Palermo Shooting, Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola, Velluto blu (1986) di David Lynch, Basquiat (1996) di Julian Schnabel, Space Truckers (1996) di Stuart Gordon, Blackout (1997) di Abel Ferrara, La terra dei morti viventi (2005) di George A. Romero .