Archivi tag: Manetti Bros

Nastri d’Argento 2018, otto riconoscimenti per “Dogman”

Sono stati consegnati ieri sera, sabato 30 giugno, al Teatro Antico di Taormina, i Nastri d’Argento 2018. La cerimonia di premiazione ha visto una netta vittoria di Dogman, diretto da Matteo Garrone, premiato dai Giornalisti Cinematografici come Miglior Film, Regia, Produzione (lo stesso Garrone con Paolo Del Brocco per Rai Cinema), Scenografia (Dimitri Capuani), Suono in presa diretta (Maricetta Lombardo, ex aequo con L’intrusa, per la regia di Leonardo Di Costanzo), Casting Director, Attore Protagonista (ex aequo Marcello Fonte ed Edoardo Pesce) e Montaggio (Marco Spoletini, altro ex aequo, con Walter Fasano, per Chiamami col tuo nome). Paolo Sorrentino  col dittico Loro  consegue il Nastro per la Migliore Sceneggiatura (scritta insieme ad Umberto Contarello) e tre premi per gli attori: Elena Sofia Ricci Migliore Protagonista, Kasia Smutniak e Riccardo Scamarcio, Non Protagonisti dell’anno; Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani, premio già annunciato, è la Migliore Commedia,  per la quale, sono stati riconosciuti migliori attori Paola Cortellesi e Antonio Albanese; opinione del tutto personale, avrei gradito l’assegnazione di tale riconoscimento ad Ammore e malavita dei Manetti Bros., che ha conseguito due premi, per la Musica (a Pivio e Aldo De Scalzi, con le liriche di Nelson), e la migliore canzone (Bang Bang, interpretata da Serena Rossi, Giampaolo Morelli e Franco Ricciardi), cui va ad aggiungersi  il Premio Nino Manfredi alla protagonista Claudia Gerini. Continua a leggere

Nastri d’ Argento 2018: “Come un gatto in tangenziale” è la Commedia dell’anno

In attesa di conoscere i vincitori dei Nastri d’Argento 2018, la cui cerimonia di assegnazione si svolgerà domani sera, sabato 30 giugno, al Teatro Antico di Taormina, i Giornalisti Cinematografici hanno annunciato oggi il conferimento del Nastro quale Commedia dell’anno a Come un gatto in tangenziale di Riccardo Milani. Premiati anche i protagonisti, “migliori attori di commedia”, Paola Cortellesi e Antonio Albanese; i titoli in lizza, insieme al citato vincitore, erano Ammore e malavita (Manetti Bros.), Benedetta follia (Carlo Verdone), Brutti e cattivi (Cosimo Gomez), Io sono tempesta (Daniele Luchetti), Metti la nonna in freezer (Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi), Smetto quando voglio – Ad honorem (Sydney Sibilia).

David di Donatello 2018: “Ammore e malavita” Miglior Film, “A Ciambra” Miglior Regia

Si è svolta ieri sera, mercoledì 21 marzo, negli Studi De Paolis di Roma, la cerimonia di premiazione della 62ma edizione dei David Di Donatello, condotta da Paolo Conti con la consueta professionalità, assecondando momenti statici ed altri piuttosto emozionanti, vedi, ancora prima dell’intervento di Steven Spielberg nel ritirare il David alla Carriera, con più di un omaggio al nostro cinema nello specifico, l’apertura affidata al monologo di Paola Cortellesi, che ha interpretato un bel testo di Bartezzaghi sulla discriminazione presente nella lingua italiana relativamente al passaggio dal maschile al femminile di molti termini o modi dire. L’assegnazione dei David ha visto in definitiva premiata, come ha sottolineato Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del cinema italiano,  la diversificazione dell’offerta, elargita,  ho già avuto modo di scriverne in altri articoli, da autori che da qualche anno a questo parte hanno ritrovato una originalità espressiva, incline a smuovere certo immobilismo spesso e volentieri accomodante nel suo assecondare il pubblico più che stimolarlo. Continua a leggere

David di Donatello 2018: le candidature

Sono state rese note oggi, mercoledì 14 febbraio, le candidature relative alla 62ma edizione dei David di Donatello: a darne l’annuncio, nella consueta conferenza stampa che si è tenuta a Roma, il Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del cinema italiano, Piera Detassis, Giuliano Montaldo, Presidente Onorario Fondazione David di Donatello, il Direttore di Rai1 Angelo Teodoli, la responsabile Rai Movie Cecilia Valmarana e Carlo Conti.
I film sono stati selezionati nell’ambito dei titoli usciti in sala dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017 e le votazioni si sono svolte dal 9 al 31 gennaio 2018.
In testa con 15 candidature la scanzonata commedia musicale Ammore e malavita dei Manetti Bros., cui seguono Napoli velata di Ferzan Ozpetek con 11, Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, La tenerezza di Gianni Amelio, The Place di Paolo Genovese,  tutti appaiati a quota 8; A Ciambra di Jonas Carpignano ne ottiene 7, così come Gatta Cenerentola (Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone). La cerimonia di premiazione avrà luogo mercoledì 21 marzo, condotta da Carlo Conti ed andrà in onda su Rai1, prima serata. Continua a leggere

Ronciglione (VT), al via l’edizione 2017 del “Cubo Cine Festival”

Prende il via oggi, mercoledì 6 dicembre, a Ronciglione (VT), l’edizione 2017 del Cubo Cine Festival 2017, per la direzione artistica di Antonio De Feo: cinque giorni dedicati al cinema e al settore dell’audiovisivo, proponendo in cartellone film usciti nell’anno in corso e grandi capolavori del passato, oltre a conferenze, dibattiti e corsi gratuiti.
Il Festival, che avrà termine domenica 10 dicembre, ha annunciato nei giorni scorsi i vincitori nelle varie categorie:i Manetti Bros con Ammore e malavita si aggiudicano due importanti riconoscimenti: Miglior film e Miglior regia.
Cubo Cine Award al film di Cesare Furesi Chi salverà le rose per la Miglior opera prima e un premio Alla carriera agli attori protagonisti Lando Buzzanca, Carlo Delle Piane e Philippe Leroy; Miglior attore, invece, Elio Germano per In arte Nino di Luca Manfredi, premiato come Miglior Film Tv e Miglior produzione. Il film di Max Nardari La mia famiglia a soqquadro riceve due riconoscimenti, Miglior soggetto e Miglior attore emergente (Gabriele Caprio); Miglior sceneggiatura e Miglior scenografia e Miglior Fotografia sono andati al film Nobili bugie di Antonio Pisu; il Social Award è stato conferito a Talking To the Trees di Ilaria Borrelli, il premio Miglior Web Serie è andato a The Pills e, infine, il Premio alla Carriera  al regista Sergio Martino. Continua a leggere

Ammore e malavita

Napoli, oggi, Chiesa S.Maria, Rione Sanità. Si è conclusa la cerimonia funebre di Don Vincenzo Strozzalone (Carlo Buccirosso), ‘o re do pesce, famigerato boss locale, fatto fuori da una banda rivale.
Accanto al feretro, affranta dal dolore, Donna  Maria (Claudia Gerini), la vedova, e, poco distante, madre, sorella e nipote del morto. Questa volta le Tigri, fidate ed agguerrite guardie del corpo, ovvero Ciro (Giampaolo Morelli) e Rosario (Raiz), non sono riuscite ad evitare la morte del loro capo, anche se in realtà  non tutto è come appare: dietro quel decesso violento e così ostentato si cela una complessa macchinazione ordita dalla citata Donna Maria, ispirata cinefila, e della quale sono a conoscenza poche persone, come il braccio destro di Don Vincenzo, Gennaro (Franco Ricciardi) e i due tirapiedi, ma anche, casualmente, tale Fatima (Serena Rossi), infermiera che vive a Scampia, un amore riaffiorato improvvisamente dal passato di Ciro, ancora vivo e palpitante, al pari della città che sarà teatro di convulse vicende fra dolorosi ricordi, passione ritrovata, sparatorie e repentini regolamenti di conti, una vera e propria battaglia messa in atto da un killer prezzolato che ora si troverà a scegliere fra l’ammore overo, quello che nasce ‘na vota e nun more maje, e malavita… Continua a leggere

Venezia 74: Leone d’Oro a Guillermo del Toro per “The Shape of Water”

Guillermo del Toro (Biennale di Venezia)

Al regista messicano Guillermo Del Toro è stato attribuito questa sera, sabato 9 settembre, il Leone d’Oro della 74ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per il film The Shape of Water, fiaba nera dai risvolti romantici ambientata nell’ America della Guerra Fredda: questo il verdetto espresso dalla Giuria presieduta da  Annette Bening e composta da Ildikó Enyedi, Michel Franco, Rebecca Hall, Anna Mouglalis, David Stratton, Jasmine Trinca, Edgar Wright, Yonfan. In attesa di poter vedere il film, ritengo, rammentando la filmografia dell’autore, che questo riconoscimento costituisca una vittoria del “cinema per il cinema”, senza se e senza ma.
Il Leone d’Argento per la migliore regia è andato invece al regista esordiente Xavier Legrand per Jusqu’à La Garde, che ottiene anche il Leone del futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis. Continua a leggere