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La fiamma del peccato (Double Indemnity, 1944)

Los Angeles, notte. Un’auto procede a forte velocità, attraversa un incrocio noncurante delle indicazioni semaforiche e sbanda pericolosamente: la sua corsa finisce di fronte l’entrata di un edificio dove ha sede la Pacific All Risk, una compagnia assicuratrice.
Dalla vettura discende Walter Neff (Fred MacMurray), che qui lavora in qualità di agente: il suo passo è incerto, come non può fare a meno di notare il guardiano notturno che lo accompagna in ascensore.
Giunto in ufficio, madido di sudore e sofferente, si siede alla scrivania, accende una sigaretta, prende la cornetta del dittafono ed inizia a narrare, rivolgendosi al suo superiore ed amico Barton Keyes (Edward G. Robinson), la  fosca storia in cui è rimasto coinvolto, masticando amaro nell’esternare la motivazione: “L’ho fatto per denaro e per una donna. E non ho avuto il denaro e non ho avuto la donna”. I fatti, spiega Neff, risalgono a tre mesi prima, quando, trovandosi a Glendale, venne a rammentarsi che da quelle parti abitava il petroliere Dietrichson (Tom Powers), la cui polizza assicurativa per le proprie auto era prossima alla scadenza. Decideva quindi di andarlo a trovare, così da avviare l’iter per il rinnovo. Accolto dall’affascinante moglie, Phyllis (Barbara Stanwyck), ne restava subitamente ammaliato, attrazione che si rivelò ben presto reciproca, l’attacco diretto di lui, la studiata ritrosia di lei, fra sguardi e dialoghi colmi di sottintesi. Il ghiaccio non fu difficile a sciogliersi, anzi, già da un successivo incontro la donna ebbe modo di raccontargli la propria insoddisfazione coniugale, un marito ricco, più anziano di lei, avaro e scostante nei suoi confronti, nonché incline ad alzare le mani se in preda ai fumi dell’alcool, rivelandogli poi l’intenzione di convincerlo a stipulare una polizza sulla vita, visto che nel suo lavoro un incidente era sempre possibile … Continua a leggere

Un ricordo di Héctor Babenco

Héctor Babenco

Héctor Babenco

E’ morto lo scorso giovedì, 14 luglio, a San Paolo (Brasile), il regista e sceneggiatore cinematografico argentino, naturalizzato brasiliano, Héctor Babenco (Buenos Aires, 1946), cantore attraverso le sue opere di un’umanità brulicante ai margini della società, visualizzata attraverso uno stile filmico che, almeno nelle realizzazioni degli esordi, appariva piuttosto limpido ed essenziale, facendo leva anche sulla naturalità di attori non professionisti, ancora libero da quelle sovrastrutture ricercate, pregne di un certo formalismo, che caratterizzeranno invece le produzioni successive.
Babenco entrò nel mondo del cinema come figurante nel film Il gaucho (1964, Dino Risi), che venne girato a Mar del Plata, per poi diciassettenne mettersi in viaggio (Africa, America, Europa) svolgendo vari mestieri.
In Italia lavorò come comparsa in alcuni spaghetti western, frequentando a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia, divenendo allievo di Cesare Zavattini. Nei primi anni Settanta si stabilì in Brasile, dove iniziò a lavorare come assistente regista, realizzando una serie di spot e documentari, esordendo infine nel 1975 con il suo primo lungometraggio, O rei da noite (Il re della notte), cui seguirono Lúcio Flávio, o passageiro da agonia (1977) e Pixote, a lei do mais fraco (1980, Pixote, la legge del più debole). Continua a leggere

Ken Russell, visionarietà ed eccentricità

Ken Russell

Ken Russell

Il regista inglese Ken Russell, un autore che tra visionarietà ed eccentricità è riuscito, a suo modo, a volte anche sfidando il buon gusto, a lasciare un particolare segno nel cinema, mettendo da parte regole e consuetudini di linguaggio, costumi e morale, è morto ieri notte, all’età di 84 anni.
A darne la notizia il sito della BBC, la rete televisiva britannica dove per undici anni, a partire dalla seconda metà degli anni ’50, ha realizzato documentari, incentrati in particolare sulle autobiografie di musicisti e artisti, dopo aver girato alcuni corti ed essere stato in precedenza fotografo, coreografo, ballerino, attore, non dimenticando il periodo di servizio presso la RAF.

Il debutto cinematografico, senza colpo ferire, risale al’64, Pepe francese, per poi farsi veramente notare nel ‘67, con Il cervello da un miliardo di dollari, film di spionaggio con Michael Caine e, soprattutto, due anni dopo con Donne in amore, tratto dal romanzo di D. H. Lawrence, che fece guadagnare l’Oscar come migliore attrice alla protagonista Glenda Jackson; seguiranno opere come L’altra faccia dell’amore, ’70, I diavoli, ’71, dai toni sempre più esagitati e a volte confusi, arrivando al ’75, anno di uscita del suo più grande successo di pubblico, il musical Tommy, derivato dall’omonima rock-opera degli Who, insieme a Stati di allucinazione, ’80, interpretato da William Hurt.

Comunque non sono da dimenticare titoli come Messia selvaggio, ’72, biografia dello scultore Henri Gaudier, Valentino, ’77, dove Rudolf Nureyev dava corpo e anima al celebre divo del muto, o il crudo, insieme dolente e furente, Whore, ’91, magari mettendo da parte opere dai toni più visionari e barocchi, nel bene e nel male caratteristiche che hanno accompagnato la sua carriera e ne perpetreranno certo il ricordo.

Festival del Film di Roma 2011: Marc’Aurelio a Richard Gere

 Richard Gere

Richard Gere

Chiusa con successo la 68ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, cominciano a circolare le prime indiscrezioni sulla VI edizione del Festival del Film di Roma, che prenderà il via il 27 ottobre, apertura affidata a The Lady di Luc Besson, per concludersi il 4 novembre, con la consegna dei Marc’Aurelio (miglior film, migliore attrice e miglior attore, Gran Premio della Giuria) alle opere in concorso nella Selezione Ufficiale della kermesse.

Sempre Gian Luigi Rondi nella qualità di Presidente del Festival e Piera Detassis Direttore Artistico, Presidente della Giuria sarà Ennio Morricone, che avrà accanto Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala, primo italiano ad essere nominato Principal Dancer dell’American Ballet di New York, oltre ad aver espresso il suo talento praticamente su tutti i palcoscenici del mondo, facendo parte delle compagnie più prestigiose.

Il Premio Marc’Aurelio all’attore verrà assegnato a Richard Gere, attore estremamente poliedrico, mentre, in attesa di conoscere il cartellone definitivo, nella sezione Fuori Concorso della Selezione Ufficiale risalta il film tv Too Big to Fail – Il Crollo dei Giganti di Curtis Hanson, sulla base dell’omonimo libro scritto dal giornalista Andrew Ross Sorkin (tra gli interpreti, William Hurt e Paul Giamatti) e in quella L’Altro Cinema Extra l’incontro previsto con il regista Michael Mann; interessante, infine, il confronto libro-film previsto nella sezione Alice nella città, con la visione in anteprima, ormai tradizionale, di alcune sequenze di The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte I, in uscita il 16 novembre, e il reading di brani tratti dal romanzo di Stephenie Meyer.