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36mo Torino Film Festival: Pupi Avati “Guest Director”

Pupi Avati (Corriere.it)

Il regista Pupi Avati sarà il Guest Director del 36moTorino Film Festival (23 novembre- 1° dicembre) e presenterà una sezione denominata Unforgettables, composta da cinque titoli per una mescolanza fra musica e cinema a rappresentare le due sue grandi passioni: The Glenn Miller Story (La storia di Glenn Miller, Anthony Mann,1954), The Benny Goodman Story ( Il re del jazz, Valentine Davies, 1956), Bird (Clint Eastwood,1988), Thirty Two Short Films About Glenn Gould (Trentadue piccoli film su Glenn Gould, François Girard, 1993), Bix (Pupi Avati,1991), quest’ultimo selezionato da Emanuela Martini, direttore artistico del Torino Film Festival, che ha così commentato: “Unforgettables, la sezione proposta da Pupi Avati, Guest Director del 36mo Torino Film Festival, si collega idealmente alla mostra su cinema e musica in corso al Museo Nazionale del Cinema: Soundframes (inaugurata il 26 gennaio  e che proseguirà fino al 7 gennaio 2019), nella quale sono stati approfonditi molteplici aspetti delle connessioni e commistioni tra le due arti. Mi è parso però che, nella mini-sezione del Guest Director, mancasse un tassello importante. Perciò, ho scelto, tra i numerosi film e le miniserie che Pupi Avati ha realizzato nel suo connubio ideale tra cinema e musica, la sua toccante ricostruzione del leggendario e oscuro cornettista Leon Bix Beiderbecke, Bix, storia di una vita americana perduta, colta dal nostro autore con piena adesione a quella musica e a quel ‘mito’”. (Fonte: comunicato stampa)

Sogni d’oro

(Pinterest)

“Io… io dormirò tranquillo… perché so che il mio peggior nemico… veglia su di me”. (Clint Eastwood, “il buono”, rivolto a Tuco, “il brutto”, Eli Wallach, nel film Il buono, il brutto, il cattivo, Sergio Leone, 1966).

La notte brava del soldato Jonathan (The Beguiled, 1971)

America, da qualche parte nel Sud, mentre infuria la Guerra di Secessione.
Una  ragazzina, Amy (Pamelyn Ferdin), è intenta a raccogliere funghi nel bosco quando s’imbatte in un soldato yankee (Clint Eastwood) gravemente ferito ad una gamba e con profonde bruciature alle mani.
Il pensiero di Amy va subito al padre morto dissanguato in un prato, chissà magari colpito proprio dal “pancia blu” ora malconcio ai suoi piedi, ma la carità cristiana prende il sopravvento e quindi decide di condurlo con sé nel collegio femminile dove risiede insieme ad altre cinque fanciulle, presieduto dalla risoluta miss Martha Farnsworth (Geraldine Page) e che vede come istitutrice la dolce Edwina Dabney (Elizabeth Hartman), mentre la schiava Hallie (Mae Mercer) è d’aiuto nelle faccende domestiche. Sul dovere di consegnare alle truppe sudiste il caporale John McBurney, questo il nome dell’uomo ferito, segnalandone la presenza con uno straccio blu legato all’inferriata del cancello, prevale il senso d’ospitalità unito al dovere di assistenza da  rivolgere ai bisognosi; una volta guarito lo si lascerà nelle mani dei Confederati. Continua a leggere

Sully

sullyposter_jpg_1400x0_q8515 gennaio 2009, ore 15:24:56.
Il volo 1549 della US Airways è appena decollato dall’aeroporto LaGuardia di New York, 150 passeggeri a bordo più cinque membri dell’equipaggio, compresi il comandante Chestley Sully Sullenberger (Tom Hanks) e il co-pilota Jeff Skiles (Aaron Eckhart), quest’ultimo ai comandi; raggiunta quota 2.800 piedi improvvisamente uno stormo di uccelli va ad impattarsi contro il velivolo, mettendo fuori uso entrambi i motori. Sully riprende i comandi e Skiles avvia la procedura d’emergenza prevista dal manuale: una volta contattata la torre di controllo, si delinea la possibilità di ritornare all’aeroporto di partenza, ma il vento in direzione contraria fa optare per un’altra soluzione, invertire la rotta verso il New Jersey, Teterboro Airport.
Il comandante, quarant’anni di servizio sulle spalle, intuendo l’impossibilità  di raggiungere le destinazioni che gli sono state suggerite, opta con lucida tempestività per un ammaraggio sul fiume Hudson.
La manovra riesce in pieno, tutti i passeggeri sono salvi e prontamente assistiti dai mezzi di soccorso, l’opinione pubblica e i media ben presto inneggiano al miracolo eroico, ma l’impavida operazione viene messa in discussione dal National Trasportation Safety Board, agenzia investigativa indipendente del Governo degli Stati Uniti, che apre un’inchiesta per far luce sull’accaduto … Continua a leggere

Presentato il 34mo Torino Film Festival

100620-manifesto34tff_vertSi è svolta ieri, mercoledì 9 novembre, con la consueta duplice conferenza stampa (il mattino a Roma, in serata a Torino), la presentazione del 34mo Torino Film Festival (18-26 novembre), che vede la direzione artistica di Emanuela Martini, mentre il regista e sceneggiatore italiano Gabriele Salvatores, premio Oscar al Miglior Film Straniero con Mediterraneo, sarà il Guest Director e curerà inoltre una sezione denominata Cinque pezzi facili.
Il regista e direttore della fotografia Christopher Doyle riceverà il Gran Premio Torino lunedì 21 novembre prima della proiezione del documentario Wind di Saw Tiong Guan e del lungometraggio Port of Call di Philip Yung (ore 20.00, Cinema Reposi 2). La selezione, che ha comportato la visione di oltre 4000 titoli,prevede 158 lungometraggi, 17 mediometraggi e 38 cortometraggi, di cui 46 lungometraggi opere prime e seconde, 43 anteprime mondiali, 25 anteprime internazionali, 8 anteprime europee e 73 anteprime italiane.
Ad aprire il Festival, venerdì 18 novembre, all’ Auditorium Giovanni Agnelli, sarà Between Us (USA, 2016, DCP, 93’, Rafael Palacio Illingworth), mentre la chiusura, sabato 26, sarà affidata a Free Fire (UK, 2016, DCP, 90’, Ben Wheatley), proiettato al Cinema Reposi. Continua a leggere

34mo Torino Film Festival: l’immagine ufficiale e i primi titoli in programma

100620-manifesto34tff_vertEcco l’immagine guida del 34mo Torino Film Festival (18-26 novembre):un ritratto di David Bowie che balla in una scena di Absolute Beginners, cult movie diretto da Julien Temple nel 1986, così come rielaborata dall’agenzia creativa Independent Ideas.
Un omaggio ad uno dei personaggi più eclettici della cultura contemporanea, scomparso il 10 gennaio di quest’anno a sessantanove anni.
Grande musicista, autore e interprete di brani entrati nella storia della musica, attore cinematografico e teatrale, oltre che pittore, David Bowie, ha segnato l’evoluzione dell’immaginario e dello stile collettivo degli ultimi cinquant’anni, grazie ad album come Hunky Dory, The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, Heroes o Let’s Dance, fino ad arrivare all’ultimo, struggente, Blackstar. Continua a leggere

Michael Cimino (1939-2016)

Michael Cimino

Michael Cimino

E’ morto ieri, sabato 2 luglio, a New York, sua città natale (1939 o, secondo alcuni fonti, 1943) il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Michael Cimino, autore “fuori sistema”, che ha creduto fortemente, gestendo tale scelta con valide capacità tecniche ed espressive, ad un tipo di cinema “classico”, facendo leva però su di un linguaggio moderno, forte e diretto, scontrandosi con i sistemi produttivi imposti dalle major. I suoi film, sette in tutto (otto considerando l’episodio No Translation Needed del film Chacun son cinéma, concepito per festeggiare i 60 anni del Festival di Cannes), al di là dei successi e degli insuccessi, tralasciando le varie disavventure produttive, rivelano comunque la capacità di stagliarsi ognuno come un’avventura e un’esperienza unica, offrendo uno sguardo critico, disilluso, alla storia della nazione americana, ai suoi modelli fondativi, senza intenti demistificatori o nostalgici. Cimino ha raccontato come pochi l’America e le sue tante anime, con uno stile unico capace di combinare epica ed emozione, bellezza dei paesaggi e personaggi indimenticabili. Continua a leggere