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Milano, Cinema Spazio Oberdan: “Noir italiano d’autore”

(MyMovies)

Lo scorso sabato, 9 giugno, al Cinema Spazio Oberdan di Milano  ha preso il via, per concludersi martedì 19 , a cura di Fondazione Cineteca Italiana, una rassegna in dieci film dedicata al noir italiano d’autore, un genere non molto frequentato dalla nostra cinematografia, ma nel quale si sono cimentati maestri quali Luchino Visconti, Elio Petri, Francesco Rosi, Alberto Lattuada, Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Mario Soldati, Giuseppe De Santis.
I titoli in programma comprendono un arco di tempo che va dal 1943 (Ossessione) al 1961 (L’assassino) e testimoniano della capacità dei nostri registi di realizzare opere in cui drammaturgia ed elementi del linguaggio cinematografico (dal taglio delle inquadrature all’uso della luce, senza dimenticare l’ interpretazione degli attori) ricalcano i canoni propri del genere suddetto, escludendo quindi quelle opere ascrivibili al genere poliziesco o, più specificamente, poliziottesco, realizzate dalla seconda metà degli anni Sessanta e fino ai primi Ottanta, che, tra forzature spettacolari e facili espedienti retorici volti alla popolarità, faceva intravedere la desolazione morale del periodo. Continua a leggere

Un ricordo di Elsa Martinelli

Elsa Martinelli

Fotomodella e attrice cinematografica dal fascino naturale, scaturente tanto da un corpo longilineo e sinuoso quanto da uno sguardo esprimente allo stesso tempo dolcezza e determinazione, Elsa Martinelli (Roma, 1935) è morta  ieri, sabato 8 luglio, a Roma.
L’eleganza del portamento e l’indubbia presenza scenica,  così come l’esprimere una certa intraprendenza nell’ambito dei personaggi interpretati, le valsero presto l’appellativo di “Audrey Hepburn italiana”,  sottolineando  la distanza dall’idea di femminilità propria degli anni ’50.
S’impose all’attenzione internazionale recitando nel western Il cacciatore di indiani (The Indian Fighter,  André de Toth, 1955) accanto a Kirk Douglas, che la chiamò dopo averla notata in una fotografia sulla copertina della rivista Life, film che può considerarsi il suo vero debutto cinematografico, considerando le brevi apparizioni nei precedenti titoli Se vincessi cento milioni (Carlo Campogalliani e Carlo Moscovini, 1953, l’episodio L’indossatrice) e  L’uomo e il diavolo (Le rouge et le noir, Claude Autant-Lara, 1954, dove peraltro risultava non accreditata). Una volta tornata in Italia, recitò ne La risaia (Raffaello Matarazzo, 1955) e l’anno seguente in Donatella, per la regia di Mario Monicelli, film che le valse l’Orso d’Argento come miglior attrice alla sesta edizione del Festival di Berlino.  Mantenendo identica classe, l’attrice si cimentò poi in ruoli  più “difficili”, lontani dall’immagine della “brava ragazza”. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Gli anni difficili 1969 – 2017. Da Piazza Fontana a Via Padova”

Ha preso il via ieri, mercoledì 12 aprile, con la proiezione del film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Elio Petri, 1969), al  MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, a cura di Fondazione Cineteca Italiana, la rassegna Gli anni difficili 1969 – 2017. Da Piazza Fontana a Via Padova, organizzata in collaborazione con la Casa della Memoria del capoluogo lombardo in occasione della pubblicazione del libro di Alberto Crespi Storia d’Italia in 15 film (2016, Editori Laterza). Le pellicole proposte raccontano i momenti più difficili della storia dell’Italia e della città di Milano, trasposti sullo schermo da registi in grado di comunicare il profondo rapporto che lega il cinema alla storia.
Chiuderà la rassegna giovedì 4 maggio alle ore 17 il film Buongiorno, notte (2003) di Marco Bellocchio, che sarà presente in sala per un incontro con il pubblico. Di seguito, il calendario delle proiezioni. Continua a leggere

Milano, MIC-Museo Interattivo del Cinema: “Marcello come here!”

Marcello Mastroianni

Marcello Mastroianni

Dall’1 al 23 dicembre a Milano, al MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Marcello come here! Omaggio in 16 film a Marcello Mastroianni, una rassegna di sedici interpretazioni scelte nella sterminata filmografia dell’attore che è stato a lungo il volto per antonomasia del cinema italiano nel mondo, e dirette da sedici registi diversi. Dai suoi primi ruoli d’ensemble in Vita da cani (1950) e I soliti ignoti (1958) sotto la direzione di Monicelli, alla sua consacrazione da protagonista, con titoli come Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti, tratto dall’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij e Il bell’Antonio, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati. Attore di formazione teatrale (frequentò la scuola di  Visconti), Mastroianni ha offerto al cinema un impagabile eclettismo, profuso nell’ambito di un’ampia gamma di carattterizzazioni all’insegna di una mutabile e sempre consona espressività. Ha alternato ironia e dramma, assecondando ora toni sornioni ed accomodanti, ora dolenti, sofferti, intimamente toccanti, sempre abbracciando un particolare melange di professionalità e naturalezza nell’aderire al personaggio interpretato. Emblematica al riguardo la sua “trasfigurazione” nell’alter ego di Federico Fellini (8 ½), senza sottovalutare  la mutazione anche fisica che spesso affrontò con una certa disinvoltura in vari ruoli, espressione di un’esibita noncuranza della propria immagine.
Difficile dimenticare poi i duetti recitativi con Sophia Loren (da Peccato che sia una canaglia, 1954, Alessandro Blasetti, a Prêt-à-porter, 1994, Robert Altman) o Massimo Troisi (Splendor, Che ora è, entrambi del 1989, Ettore Scola) e Jack Lemmon (Maccheroni, 1985, ancora Scola). Continua a leggere

Un ricordo di Gabriele Ferzetti

Gabriele Ferzetti (repubblica.it)

Gabriele Ferzetti (repubblica.it)

Ci lascia Gabriele Ferzetti (Pasquale F. all’anagrafe), raffinato attore cinematografico e teatrale, morto ieri, mercoledì 2 dicembre, a Roma, sua città natale (1925). Nelle sue molteplici interpretazioni Ferzetti ha puntato su una recitazione asciutta, levigata, che offriva risalto all’eleganza della presenza scenica e ad un apparente distacco dai personaggi dei quali rivestiva i panni, riuscendo a metterne in risalto con naturalezza determinate zone d’ombra e delineando in tal modo una figura di uomo idonea ad esprimerne dubbi ed insicurezze, in particolare nell’ambito dei rapporti sentimentali, all’interno di una società, quella propria dell’Italia degli anni ’50 e ’60, in piena trasformazione.
Doti quelle descritte che furono valorizzate soprattutto da registi come Michelangelo Antonioni (Le amiche, 1955; L’avventura, 1960) o, quale contraltare di una particolare figura femminile, da Antonio Pietrangeli, in Nata di Marzo (1958), autore quest’ultimo che ne sottolineò anche la sottile ironia e l’estrema duttilità, caratteristiche idonee a far sì che Ferzetti potesse affrontare nel corso della sua carriera ruoli sempre diversi ed opportunamente caratterizzati. Ferzetti frequentò l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e debuttò sul grande schermo appena diciassettenne (La contessa Castiglione, 1942, Flavio Calzavara), per poi concentrarsi in particolar modo nell’attività teatrale ed ottenere infine un ruolo di rilievo al cinema ne La provinciale (Mario Soldati, 1953). Continua a leggere

Giulio Questi (1924-2014)

Giulio Questi

Giulio Questi

Ci ha lasciato lo scorso mercoledì, 3 dicembre, il regista, nonché sceneggiatore e scrittore (ha vinto la XXVI edizione del Premio Chiara con Uomini e comandanti, Einaudi, 2014), Giulio Questi (Bergamo, 1924), fra i cineasti più eccentrici e inventivi degli anni ’60 e ’70, omaggiato nei giorni scorsi all’interno del 32mo Torino Film Festival, nella sezione After Hours, particolare rassegna di film “notturni” che privilegia generi quali l’horror, il thriller, il noir, ma anche cult per cinefili, bizzarri e surreali.
In collaborazione con la Cineteca Nazionale di Roma, alla kermesse torinese sono stati presentati i suoi tre lungometraggi, Se sei vivo spara (1967), western di culto, La morte ha fatto l’uovo (1968) e Arcana (1972), entrambi particolari esempi di cinema fantastico sui generis. Continua a leggere

“Bif&st” 2014 dedica il manifesto a Gian Maria Volontè e ricorda l’attore con un omaggio

y567E’ dedicato a Gian Maria Volonté il poster ufficiale del Bif&st 2014, kermesse cinematografica (Presidente Ettore Scola, Direttore Artistico Felice Laudadio) che avrà luogo a Bari dal 5 al 12 aprile. Il Bif&st -Bari Film Festival inoltre, per ricordare il grande attore teatrale, cinematografico e televisivo, ha inserito in questa Quinta Edizione un omaggio incentrato tanto sul suo mestiere e relativa arte, quanto sul suo profilo umano e politico, sviluppato attraverso i ricordi di alcuni fra quelli (registi, attori, produttori) che gli furono vicini sul set; nel corso degli otto giorni di svolgimento del Bif&st sono quindi previsti nove incontri ed altre interessanti iniziative, tanto da dar vita ad un vero e proprio Festival Gian Maria Volonté all’interno della manifestazione principale.

Gian Maria Volonté (Wikipedia)

Gian Maria Volonté (Wikipedia)

Verrà presentata una rassegna, curata da Barbara Scaramucci, comprensiva di pressoché tutti i lavori televisivi interpretati dall’attore per la RAI, sarà anche rammentata la sua attività, per quanto sporadica, come regista di documentari ed infine, grazie all’utilizzo di varie fonti e diversi archivi, sono stati assemblati alcuni materiali relativi a rare interviste ed apparizioni televisive.
Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento RAI Teche (direttore Barbara Scaramucci), la Cineteca Nazionale-Centro Sperimentale di Cinematografia (diretta da Emiliano Morreale), l’Istituto Luce-Cinecittà (amministrato da Roberto Cicutto), l’Archivio audiovisivo del Movimento operaio e democratico e l’Associazione culturale Quasar di La Maddalena, presieduta da Giovanna Gravina Volonté (figlia di Gian Maria e Carla Gravina), curatrice a sua volta dei suddetti nove incontri in programma, condotti da Maria Pia Fusco. Continua a leggere