Archivi tag: Peppino De Filippo

Buon compleanno, Franca Valeri! – Il segno di Venere (1955)

Franca Valeri (Corriere della Sera)

Auguri di un felice compleanno a Franca Valeri (no, non si svela l’età di una signora, ma che cafoni, nonchè ordinari …) la cui sapida arguzia, le sottolineature ironiche di un certo tipo di borghesia milanese tutta snob e birignao o del cattivo gusto un po’ cafonesco di certa Roma, risultano quanto mai attuali e dimostrano l’intuitivo saper guardare lontano di un’attrice che il nostro cinema non sempre ha saputo valorizzare al meglio, autrice di testi teatrali ironici ed intelligenti, così come di sceneggiature cinematografiche profonde e attente alla psicologia dei personaggi, portatrice di una signorilità e di un portamento esemplari, nella vita come nel calcare le scene. Continua a leggere

Totò sceicco (1950) – Un ricordo del “principe della risata” fra bazzecole, quisquilie e pinzillacchere

Antonio De Curtis/ Totò (Wikipedia)

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis, principe di Bisanzio, in breve Antonio De Curtis e in arte Totò (Napoli, 1898-Roma,1967): grazie alle repliche televisive dei suoi film ed alla loro riedizione in vhs prima e in dvd poi, non vi è generazione che non abbia conosciuto il suo talento, l’innata, travolgente, stralunata vis comica scaturente tanto da un corpo da marionetta estremamente snodabile, quanto da ogni gesto e parola, con un uso raffinato della mimica, esaltata quest’ultima da una mobilità facciale ai limiti dell’incredibile.88x31

Attivo dal primo dopoguerra sulle scene della rivista, Totò fece il suo debutto cinematografico nel 1937 (Fermo con le mani!, Gero Zambuto), protagonista assoluto ma non propriamente convinto della possibilità di adattare la sua maschera, del tutto personale, rodata da anni di varia attività teatrale, a canovacci o sceneggiature.
Abituato a prendere spunto da una situazione di partenza e lavorarci d’istinto più che affidarsi ad un testo da mandare a memoria (basti pensare allo sketch C’era una volta il mondo, 1947, noto con il titolo L’onorevole in vagone letto, riproposto in Totò a colori, 1952, diretto da Steno, inizialmente piuttosto breve ma che di replica in replica raggiunse i cinquanta minuti), avvertiva in particolare la mancanza di un contatto diretto con il pubblico, idoneo a condurlo verso il territorio a lui congeniale dei  lazzi e dell’improvvisazione. Continua a leggere

Ritratti femminili nel cinema italiano tra emancipazione e autodeterminazione

untitledRiporto di seguito la trascrizione del mio intervento d’introduzione e commento relativo alla rassegna cinematografica “Ritratti femminili nel cinema italiano tra emancipazione e autodeterminazione”, che ha avuto luogo nei giorni 11 marzo, 18 marzo e 1° aprile presso l’ex Convento dei Minimi di Roccella Jonica (RC), evento compreso nel cartellone dei Caffè artistico-letterari 2016, organizzati dal Circolo di Lettura dell’ A.R.A.S. – Progetto Cinema e dal Comune della cittadina.
Ad entrambi rivolgo nuovamente da queste pagine i ringraziamenti per la cortese ospitalità, così come rinnovo un caloroso grazie allo staff tecnico e al pubblico presente in sala, sempre piacevolmente attento e partecipe nel corso delle presentazioni e proiezioni dei titoli proposti (Il segno di Venere, La ragazza con la pistola e Scusate se esisto!).

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La banda degli onesti (1956)

12345567uuhAntonio Bonocore (Totò), portiere presso uno stabile romano, conduce un’esistenza non certo agiata ma onesta, infatti rifiuta di prender parte ad un illecito relativo all’acquisto di una partita di carbone necessaria per la caldaia, prospettatogli dal nuovo amministratore, il ragioniere Casoria (Luigi Pavese), il quale lo minaccia di fargli perdere l’impiego, comportante l’abbandono dell’appartamento dove vive con l’anziana madre, la moglie e due bambini; quando però un ex incisore dell’Istituto Poligrafico in punto di morte gli confida di essersi appropriato di un cliché e della carta filigranata per la stampa dei biglietti da diecimila lire, non avendo mai avuto il coraggio di farne uso, pregandolo di disfarsene, Bonocore, tra dubbi ed esami di coscienza, decide la “diserzione dall’onestà”, coinvolgendo nell’impresa il tipografo Lo Turco (Peppino De Filippo), oberato dalle cambiali, e il pittore Cardoni (Giacomo Furia), prossimo ad essere sfrattato; dopotutto, il loro sarebbe “un lavoro proprio di una succursale della Zecca”, “un reato a responsabilità limitata”; il sopraggiungere del figlio più grande di Bonocore, guardia tributaria, capovolgerà non poco gli eventi… Continua a leggere

Giacomo Furia (1925-2015)

Giacomo Furia

Giacomo Furia

E’ morto ieri, venerdì 5 giugno, a Roma, l’attore Giacomo Furia (G.Matteo Furia, Arienzo, CE, 1925), probabilmente l’ultimo dei caratteristi del cinema italiano, celebre in particolare per aver recitato a fianco di Totò in numerosi film (17, al bando la scaramanzia), offrendo, fra ironia, vis comunicativa e grande naturalezza, la caratterizzazione di un “tipo” cinematografico ben preciso, un misto di indolenza e bonomia, ingenuità e (rara) scaltrezza, quest’ultima tanto inopportuna da ritorcersi spesso a suo danno.
Una genuina combinazione di particolarità fisiche (l’andatura “dondolante”) e comportamentali (la ritrosia nei confronti di ogni evento idoneo a turbare il tranquillo andamento quotidiano), che hanno portato negli anni ad una identificazione totale con il genere filmico in cui l’attore si trovava frequentemente a recitare. Continua a leggere

Milano, MIC- Museo Interattivo del Cinema: “Anita Ekberg e Virna Lisi: ricordo di due dive internazionali”

Anita Ekberg

Anita Ekberg

Oggi, venerdì 6 marzo, e domani, sabato 7, a Milano, presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema, Fondazione Cineteca Italiana presenterà Anita Ekberg e Virna Lisi: ricordo di due dive internazionali, un omaggio in quattro film che intende ricordare le due grandissime attrici da poco scomparse (rispettivamente l’11 gennaio 2015 e il 18 dicembre 2014). Anita Ekberg, splendida donna svedese dalle forme giunoniche, nacque a Malmö il 29 settembre del 1931.
Nel 1950 venne eletta Miss Svezia e da lì iniziò la sua carriera di attrice, che la portò ad essere adottata nel Bel Paese soprattutto in seguito al successo ottenuto da La dolce vita di Federico Fellini, film nel quale interpretava Sylvia, diva americana in trasferta a Roma.
Da allora prese parte a molti altri film italiani, fino al ritiro dalle scene avvenuto nel 2002. Continua a leggere

Roma, “Casa del Cinema” : “Mia famiglia. I fratelli De Filippo fra cinema e teatro”

Eduardo, Titina e Peppino De Filippo

Eduardo, Titina e Peppino De Filippo

Con i loro personaggi indimenticabili hanno fatto riflettere, sorridere e commuovere contribuendo a costruire la storia del cinema e del teatro italiano. Ai fratelli De Filippo, nella ricorrenza dei trent’anni dalla morte di Eduardo (31 ottobre 1984), è dedicata la mostra Mia famiglia. I fratelli De Filippo fra cinema e teatro, ideata dall’Associazione & Compagnia Teatroantico a cura di Giulio D’Ascenzo e Elisabetta Centore, ospitata dalla Casa del Cinema di Roma dal 23 settembre al 2 novembre, che raccoglie materiali rari ed originali: foto di scena, locandine, manifesti, libri, brochure, riviste e interviste d’epoca. Grande rilievo è dato all’opera cinematografica dei fratelli De Filippo, senza però dimenticarne la provenienza teatrale. Tra le tante rarità esposte vanno segnalate le locandine originali di Eduardo Scarpetta del 1903, il manifesto  (1917) de Il gallo nel pollaio con Vincenzo Scarpetta e le brochure originali  delle prime pellicole dei De Filippo, come Il Marchese di Ruvolito (1939, Raffaello Matarazzo) e L’amor mio non muore! (1938, Giuseppe Amato). Continua a leggere