
La Coop. Calabria Film, dopo circa due anni di pausa, ha ripreso la propria attività cinematografica con un nuovo direttivo, composto, tra gli altri, da Paolo Sanci (Presidente e Coordinatore), Pino Gambardelli (Segretario e Direttore di produzione), Antonio Alì (Vicepresidente e Direttore Artistico) e Antonio Polito (consigliere e delegato alla produzione).
Calabria Film, con sede a Locri, partecipa con i propri lavori ai concorsi cinematografici che si svolgono annualmente a Milano, il Festival del film nazionale – volti nuovi per il cinema (nel 2005 il film-fiction Calabria Voglia Di Cambiare è stato premiato dalla critica, classificandosi al 7° posto) e Nuovi talenti per il film amatoriale (nel 2006-2007 il secondo film prodotto, Dolce intrigo mortale, diretto da Bernardo Migliaccio Spina, ha ottenuto la nomination come miglior film, classificandosi al 3° posto).
Questi successi, confermando la validità dell’iniziativa in un territorio come quello della Locride, dove difficoltà e prevenzioni non mancano, hanno spinto la Calabria Film a perseverare nel cammino intrapreso, dando così la possibilità a tanti giovani talenti calabresi di poter esprimere le proprie potenzialità, muovendo i primi passi nel mondo del cinema, apprendendone i vari rudimenti ed invogliandoli ad andare avanti.
Ultimo lavoro è il mediometraggio amatoriale Non arrendersi, di E. Barone, che vede al debutto come operatori Antonio Alì e Mario Caruso, con un cast di attori non professionisti.
Pregio essenziale dell’opera, che ha come set l’ideale scenografia naturale di varie cittadine locridee (Ardore, Locri, Siderno, Caulonia, Roccella Jonica), è di puntare su temi sociali; il plot narrativo si basa su una storia realmente accaduta, e comunque su circostanze e accadimenti che riguardano o potrebbero riguardare tante famiglie, dai problemi relazionali genitori-figli, sino all’accadimento imprevisto che sconvolge l’esistenza.
Il giovane Antonio (Antonino D’Antoni) ama Lidia (Francesca Di Biase), ma il loro rapporto non è visto di buon occhio dalla famiglia di lui, ed è causa di molti litigi,che coinvolgono alla fine anche la ragazza, che vorrebbe che Antonio si decidesse ad andare a vivere con lei.
Dopo un’accesa discussione, Antonio va via, è questione di un attimo, attraversa distrattamente la strada e viene investito da un’auto. Costretto sulla sedia a rotelle, la vita per lui si fa difficile, fatica ad accettare la sua nuova condizione, l’amarezza si fa totale quando vede Lidia con un altro ragazzo (Cosimo Sanci) e la voglia di farla finita sarà tanta ma…
Nei limiti di un prodotto amatoriale (regia sufficientemente “ferma”, recitazione comunque valida, per quanto spesso sin troppo“spontanea”), il film nei suoi 30 minuti riesce a coinvolgere grazie soprattutto al forte messaggio d’amore e di speranza che ne scaturisce (per quanto ammantato di un certo simbolismo): un invito ad accettare tutto ciò che la vita ci offre,nel bene e nel male, senza mai arrendersi, affidandosi alla forza salvifica dell’amore che, imprevisto ed improvviso, potrà far luce su un nuovo cammino.





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