Jerome “Jerry” Robinson, fumettista e scrittore (soprattutto saggi tematici sul mondo dei ballons), è scomparso lo scorso 7 dicembre a New York, all’età di 88 anni. Allievo di Bob Kane, il “papà” di Batman, Robinson, disegnatore ed inchiostratore, contribuì non poco all’evoluzione del “cavaliere oscuro”, adottando, almeno agli inizi, uno stile piuttosto simile a quello di Kane, spesso sostituendolo, visto che questi si dedicava in particolare alle “strisce” sui quotidiani, completandone le storie per gli albi.
Con il n. 5 di Batman (la storia Fratelli), Robinson è disegnatore unico, per poi divenire autore delle copertine: infatti, per quanto, almeno sino al 1968, la firma di Kane fosse ben presente in tutte le storie dell’uomo pipistrello, nella prima tavola, i “disegnatori nell’ombra”, come spesso avviene, erano numerosi e Robinson rientrava tra questi; attivo fino agli anni 60 personalizzò man mano il suo stile, arrivando infine ad una stilizzazione della figura del supereroe, privilegiando, in particolare, toni in certo qual modo scanzonati, almeno rispetto a quelli più violenti propri degli esordi, risalenti al ‘39.
Negli anni è stato poi riconosciuto il suo contributo alla creazione di Robin, “il ragazzo-meraviglia” e, soprattutto, del criminale con la faccia da clown e il perenne ghigno come marchio di fabbrica, colui che diverrà la nemesi di Batman, The Jolly, poi Joker, un misto di malvagità, sarcasmo e sinistro sense of humor: per tale personaggio, Kane ricevette evidente ispirazione dalla visione de L’uomo che ride, Paul Leni, ’28, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, in particolare dal suo protagonista, Conrad Veidt.
Robinson comunque diede il suo contributo ad altri “eroi di carta”, come, tra il ‘42 ed il ‘43, per le avventure del Calabrone Verde (Harvey Comics) o nel ’44 per le gesta di Atoman (Spark ), oltre a curare un corso di giornalismo grafico alla School of Visual Arts ed alla New School of Social Research ed essere stato, dal ‘67 al ‘69, presidente della National Cartoonist Society e del Cartoonist and Writers Syndicate, del quale fu anche membro.





Lascia un commento