Probabilmente il suo nome suonerà poco familiare a quanti non siano propriamente addentrati nei meandri più reconditi del mondo cinematografico, anche perché Bob Anderson, morto il 1° gennaio a Londra all’età di 89 anni, noto come “lo spadaccino di Hollywood”, rientrava nell’ ambito di quelle maestranze solite operare nell’ombra o, termine ancor più indicato nel caso specifico, dietro la maschera.
Si è dovuto infatti attendere il 1983 per venire a conoscenza che fu proprio Anderson a combattere a colpi di spada laser nei panni di Darth Vader in molti duelli in due dei film della saga di Star Wars ( L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi), a seguito di un’intervista rilasciata da Mark Hamill (interpretava Luke Skywalker), sostituendo quindi David Prowse (la cui voce d’altronde era di James Earl Jones).
Ex schermidore, rappresentante della Gran Bretagna alle Olimpiadi del 1948 e del 1952 e ai campionati mondiali nel 1950 e nel 1953, Anderson portò la sua maestria nel mondo del cinema, iniziando a lavorare al fianco di attori come il mitico Errol Flynn (The Master of Ballantrae ,’52 )per poi negli anni contribuire con le sue splendide coreografie a fil di spada a varie pellicole (tra le tante mi piace ricordare The Princess Bride,’87, Bob Reiner), dando prova ulteriore della sua maestria nella saga de Il signore degli anelli, ideando, dopo aver letto l’opera di Tolkien, un diverso stile di combattimento a seconda delle varie tipologie di personaggi e delle loro etnie.
Per ricordarne la figura, utile la visione del documentario Reclaming the Blade, Daniel McNicoll, e, soprattutto, nella sua valenza per quanti hanno dato e tuttora danno il loro contributo, anche minimo, a far sì che il cinema continui ad essere magico dispensatore del sogno, riportare quanto detto da Hamill nell’ambito della suddetta intervista: “Si è sempre pensato dovesse essere un segreto ma alla fine ho detto a George Lucas che non mi sembrava giusto. Bob ha lavorato talmente sodo che merita un riconoscimento. E’ ridicolo cercare di preservare il mito che sia stato fatto tutto da un uomo solo”.





Lascia un commento