(Una rosa nel mio giardino)

Vi è un nome soave in tutte le

o lingue, venerato fra tutte le genti.

il primo a che suona sul labbro

del bambino con lo svegliarsi

della coscienza. l’ultimo che mormora

il giovinetto in faccia alla morte;

un nome che l’uomo maturo e il vecchio

invocano ancora, con tenerezza

di fanciulli, nelle ore solenni della vita,

anche molti anni dopo che non è più

sulla terra chi lo portava; un nome

che pare abbia in sé una virtù misteriosa

di ricondurre al bene. di consolare e

di proteggere. un nome con cui si dice

quanto c’è di più dolce. di più forte.

di più sacro all’anima umana.la madre.

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