(Sito Giornate degli Autori)

Il manifesto cinematografico è stato fin dalle origini, ancora prima del trailer o di altri filmati promozionali, il principale mezzo informativo relativo all’uscita di un film, idoneo a trasmettere anche una certa emozionalità, travalicando quindi la mera funzione “di servizio”, riuscendo a riportare attraverso la riproduzione di un immagine lo stesso linguaggio da “macchina dei sogni” proprio della Settima Arte.

Quanto scritto restituisce alla memoria un periodo in cui le case di produzione, ma in particolare quelle distributrici, cui spettava l’approvazione finale, commissionavano la realizzazione  del manifesto ad un cartellonista, offrendo il destro ad un particolare e suggestivo incontro tra grafica e pittura: quadri e disegni realizzati a mano, prima della stampa della locandina vera e propria, assecondavano così un senso ed una dimensione artigianale, almeno fino agli anni ’70, quando inizierà a prendere piede uno stile più vincolato al marketing.

Necessaria premessa per introdurre la presentazione della mostra Manifesti da salvare che, a cura di Luca Siano e in collaborazione con Le Giornate degli Autori, sarà visitabile dal 31 agosto al 9 settembre alla Sala Laguna nel corso della 80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un’esposizione che ha come riferimento la lista dei 100 film italiani da salvare, lanciata durante le Giornate degli Autori nel 2006 alla 63ma Mostra, nel proposito di visualizzarne alcuni titoli attraverso i manifesti utilizzati per promuovere i film alla loro uscita.

La lista tiene in considerazione un lasso temporale che va dagli anni ’40 agli anni ’70, un momento fondamentale per la produzione cinematografica nel nostro Paese e anche uno dei periodi di massima evoluzione del manifesto cinematografico illustrato italiano: sono stati scelti cinque manifesti significativi per ognuno di questi decenni, a costituire un percorso iconografico cronologico che presenterà in tutto 20 affissioni originali in prima edizione, quasi tutte rarità e alcune mai esposte prima.

Il formato scelto per tutti i film sarà quello del classico manifesto {cosiddetto “due fogli”) che veniva originariamente affisso davanti ai cinema e per strada al fine di incuriosire e catturare i passanti per portarli in sala a vedere la proiezione.

A creare queste meravigliose illustrazioni, poi stampate e affisse, era appunto il cartellonista di cui si è scritto sopra, uno dei mestieri legati al cinema ormai scomparso, per cui pittori, illustratori e grafici di varie generazioni si sono succeduti durante buona parte del Novecento per condensare in un’unica immagine le centinaia di film prodotti in quegli anni in Italia e all’estero.

Nomi come, tra gli altri, Luigi Martinati, Enrico De Seta, Sandro Biazzi, Renato Casaro, Dante Manno, Sandro Symeoni, a creare una vera e propria scuola italiana dei cartelloni cinematografici di cui purtroppo ancora oggi si conosce ben poco e di cui questa mostra si prodiga nel ricordarne l’importanza artistica oltre che storica.

E’ grazie all’arte e all’abilità di questi maestri se lo spettatore, incuriosito da un’unica immagine, decide di entrare in una sala cinematografica, è il corredo pubblicitario del film (manifesti, locandine, fotobuste, etc..), che spesso riesce a fissare quel determinato titolo nella memoria collettiva e nell’esperienza di varie generazioni di spettatori, una macchina del tempo di una visione popolare, fino ad offrire un punto di vista privilegiato sui cambiamenti storici e socio-culturali di una nazione e dei suoi abitanti.

Una mostra, quindi, che intende creare un momento di riflessione riguardo l’arte del manifesto, così da conferirvi legittimazione artistica, ma anche lanciare un appello, che parte proprio da Venezia, per salvare metaforicamente e fisicamente queste memorie di carta, tanto importanti quanto la nostra storia e i nostri sogni. (

Fonte parziale: comunicato stampa)

Manifesti da salvare, Sala Laguna, 31 agosto – 9 settembre 2023- In occasione della 80a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia- Un’esposizione a cura di Luca Siano, promossa da Le Giornate degli Autori, prodotta da Ferrara la Città del Cinema e Archivio Sandro Simeoni, in collaborazione con L’Archivio Immagine in Movimento di Adria e col sostegno del Comune di Ferrara e di BPER Banca.

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