
“Sono cresciuto in un una piccola città del Canada e disegnavo continuamente. Ero ispirato dai fumetti, dai libri di fantascienza e dai film che divoravo avidamente. Più illustratore nel cuore che artista, usavo i miei disegni e dipinti per raccontare storie. Questa è stata una preparazione perfetta per passare all’arte del cinema quando avevo vent’anni“. Queste parole di James Cameron, regista, sceneggiatore e produttore, sono certo illuminanti nell’introdurci alla visione inerente al suo genio creativo, che sarà celebrato a partire dal 25 febbraio 2025, giorno dell’inaugurazione, al Museo Nazionale del Cinema di Torino con la mostra The Art of James Cameron, raccolta di una straordinaria e ampia selezione di opere rare e mai viste prima, tratte dall’archivio privato del celebre cineasta. Adattata alla particolare struttura verticale della Mole Antonelliana, questa esposizione unica nel suo genere mette in mostra il processo creativo che ha portato alla creazione di classici contemporanei quali The Terminator, Aliens, Titanic e la serie di Avatar.

Come si evince dalla dichiarazione riportata ad inizio articolo, la vena creativa di Cameron, pur avendo creato e utilizzato tecnologie cinematografiche di altissimo livello durante la sua carriera, ha avuto il suo inizio con penna, matita e colori, ben prima di prendere in mano una macchina da presa. Ed infatti al riguardo la mostra includerà ogni tappa inerente alla sua evoluzione creativa e artistica nel corso degli anni, dai primi schizzi a progetti mai realizzati, per arrivare alle sue opere più celebri, in modo che i visitatori, guardando all’interezza dell’arte di Cameron, possano constatare come idee, temi e anche immagini particolari abbiano alimentato alcune delle scene cinematografiche più iconiche che oggi associamo alle spettacolari realizzazioni per il grande schermo.

Cameron ha mostrato un’abilità straordinaria fin da giovane, riempiendo quaderni di schizzi con illustrazioni di creature aliene, mondi lontani e meraviglie tecnologiche. Con il tempo, la sua arte è diventata sempre più sofisticata, esplorando grandi temi che avrebbero influenzato il suo lavoro successivo, come la minaccia di una catastrofe nucleare o i pericoli legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Quando ventenne ha iniziato a lavorare nel settore cinematografico, Cameron si manteneva illustrando manifesti teatrali e concept art per film a basso budget, prima di creare i progetti visionari che aiutarono a far apprezzare il suo primo lungometraggio, The Terminator, seguente alla coregia di Piranha Part Two: The Spawning, affiancato da Ovidio G. Assonitis.
L’esposizione sarà suddivisa in sei aree tematiche: Sognare ad occhi aperti, La macchina umana, Esplorare l’ignoto, Titanic: Viaggio nel tempo, Creature: Umani e Alieni e Mondialità selvagge. I più di 300 oggetti originali in esposizione includono disegni, dipinti, oggetti di scena, costumi, fotografie e tecnologie 3D realizzate o adattate dallo stesso Cameron, innovatore tecnologico in molteplici discipline e ricercatore instancabile di nuove tecniche, così da visualizzare una sorta di “autobiografia attraverso l’arte”, per usare le stesse parole dell’artista, e un’esperienza unica del suo ricco percorso e processo creativo.
La mostra, visitabile dal 26 febbraio al 16 giugno 2025, è ideata dalla Cinémathèque française, Parigi in collaborazione con l’Avatar Alliance Foundation, a cura di Kim Butts, Avatar Alliance Foundation, con la partecipazione di Matthieu Orléan, Cinémathèque française. Adattamento di Kim Butts, Avatar Alliance Foundation, e Carlo Chatrian, Museo Nazionale del Cinema. (Fonte: comunicato stampa-Immagine di copertina: Jean-Pierre Dalbéra da Parigi, Francia, Concessione di licenza CC BY 2.0, via Wikimedia Commons)






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