
Riporto di seguito i vincitori della 31ma edizione del Medfilm Festival, manifestazione dedicata alle cinematografie del Mediterraneo che ha preso il via a Roma lo scorso giovedì, 6 novembre, ed ora in proseguimento fino a domenica 16 novembre, in streaming in tutta Italia su MYmovies, al Teatro Palladium e all’Archivio Flamigni per proiezioni, letture ed eventi speciali ed anche in 4 città metropolitane di Roma Capitale.
MedFilm Festival – Concorso Ufficiale Lungometraggi. La Giuria, composta da Daria D’Antonio, Gianluca Guzzo, Laika, Donatella Palermo, Antonio Piazza ha conferito il Premio Amore e Psiche per il Miglior Film (2.000 euro) a Le aquile della Repubblica di Tarik Saleh (Svezia/Francia, 2025, 129’), “Un film che fonde satira e tragedia politica in un racconto di irresistibile ambiguità morale. Riflettendo sul potere, sulla manipolazione dell’immagine e sul rapporto tra cinema e regime, il film mantiene un ritmo teso che alterna ironia e inquietudine senza mai perdere precisione drammatica. Un’opera coraggiosa che svela il meccanismo di ogni sistema in cui l’individuo è costretto a scegliere tra verità e sopravvivenza”.
Premio Speciale della Giuria (1.500 euro): A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (Libano/Stati Uniti/Germania/Arabia Saudita/Qatar, 2025, 106’), “Un film che colpisce per la sua preziosa capacità di intrecciare commedia sentimentale e racconto storico e civile, trasformando la storia d’amore dei protagonisti in un ritratto vivo di Beirut”.
Premio Espressione Artistica: Una donna e un bambino di Saeed Roustaee (Iran/Francia, 2025, 131’), “Un film che trova la sua verità nella splendida interpretazione della protagonista Parinaz Izadyar e dell’intero cast artistico, la cui bravura porta questa storia dolorosa di resistenza femminile al cuore dello spettatore”.
Concorso Ufficiale Cortometraggi. La Giuria, composta da Anny Potamiti, Carlotta Venturini, Ayesha Salam Khan, Valentina Pischedda, Pietro Macaione, Omar Zaafaoui, Tullio Edoardo Rocca, Fran Moreno Blanco, Santi Pujol Amat, Lidiya Mitiku, Letizia Zatti, Hazem Shaheen, Gauthier Gervaise e da un gruppo di detenuti di Casa di Reclusione Roma Rebibbia, Casa Circondariale Femminile Roma Rebibbia, Casa Circondariale Nuovo Complesso Roma Rebibbia, III Casa Circondariale Roma Rebibbia, ha assegnato il Premio Methexis Per Il Miglior Cortometraggio (1.000 euro) a Walud di Daood Alabdulaa e Louise Zenker (Siria / Germania, 2024, 25’), “Una donna costretta al silenzio che affronta ogni difficoltà, trovando comunque il coraggio di aiutare gli altri, anche a costo di mettere a rischio la propria vita. Un film maturo, che sceglie le azioni al posto delle parole, gli sguardi al posto dei dialoghi, e un’ambientazione che riflette perfettamente cosa significa essere isolati dal mondo. Un sentimento con cui hanno profondamente empatizzato i detenuti che hanno formato l’altra metà di questa giuria, che hanno riconosciuto la forza e l’autenticità della realtà raccontata in questa storia toccante, umana e di straordinaria attualità”.
Premio Cervantes Roma al Cortometraggio più Creativo: Melanochaita di Niko Avgoustidi (Grecia, 2025, 17’), “Un film che, attraverso un semplice ma efficace escamotage narrativo, invita a riflettere sulla natura umana e sulla società contemporanea. Con leggerezza, ironia ed efficace linguaggio comico riesce a raccontare temi importanti come il bombardamento mediatico di cui subiamo ogni giorno le conseguenze e la trasformazione delle nostre città in selve di cemento, gabbie nelle quali le vere belve siamo noi esseri umani. Un corto che si divora i suoi 17 minuti, che rimane attaccato addosso, accessibile a tutti grazie al linguaggio che usa per raccontarsi”.
Menzione Speciale: Control Anatomy di Mahmoud Alhaj (Palestina, 2025, 17’), “Il film impiega un linguaggio sperimentale per raccontare un nuovo punto di vista sulla guerra, quello della tecnologia in relazione ai corpi, alla memoria e alla morte, ponendo una questione fondamentale: dove si posiziona in tutto questo la componente umana? Sul finale, una bomba che esplode al contrario fa ciò che solo il cinema e l’arte permettono: riscrivere la storia, un gesto poetico e radicale con cui l’autore tenta di cancellare la ferita della guerra e restituire all’umanità la possibilità di un nuovo inizio”.
Premio Valentina Pedicini – Miglior Opera Prima e Seconda. La Giuria, composta da Alessandro Cassigoli, Guendalina Folador, Lino Musella, ha ritenuto Miglior Film My Father and Gheddafi di Jihan K (USA/Libia, 2025, 88’), “Per la capacità di portare lo spettatore nell’intimo della sua vicenda personale attraverso la narrazione di un contesto storico violento e forte della storia Libica ma anche Italiana e Mondiale unita all’utilizzo di materiale d’archivio e giornalistico capace di tracciare le sfumature del terrore che si poteva insidiare da una parte della perdita improvvisa del proprio padre dall’altra nella presa di potere sempre più violenta e dittatoriale del regime di Gheddafi. Per la dolcezza malinconica con cui cerca, attraverso le tracce storiche, le linee che hanno composto il profilo forte e temerario del padre che non si è piegato davanti ad una morte certa. Perché insegna a tutti noi come ogni nostra vita possa essere esperienza e testimonianza di rivoluzione”.
Menzione Speciale a Portuali di Perla Sardella (Italia, 2024, 81’), “Per la capacità di raccontare il contemporaneo generando un documento storico fondamentale che racconta lo spaccato della società attuale, in cui, al regime di repressione di parola si affianca la lotta collettiva”.
Premio Miglior Coproduzione Euromediterranea, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. La Giuria, composta da Massimo Pronio, Ado Hasanovic, Stefania Ulivi, ha ritenuto Miglior Film (2.000 euro) Calle Malaga di Maryam Touzani (Marocco/Francia/Spagna, 2025, 116’), “Un film che riesce a trattare personaggi e vicende, solitamente lasciati ai margini del racconto, con uno sguardo autentico e originale. Tragedia e commedia si tengono su un equilibrio solido grazie a un’ottima sceneggiatura ricca di sfumature da cui emerge con forza la ricchezza della convivenza fra culture. L’attrice protagonista, Carmen Maura, offre una nuova interpretazione intensa e profonda, capace di dare anima alla storia. Un’opera contemporanea che si distingue per la sua anima euro-mediterranea, riflesso di un importante sforzo di coproduzione che unisce in un fertile dialogo culturale Europa e Marocco”.
Menzione Speciale a With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari (Germania/Palestina/Francia/Qatar, 2025, 106’), “Per la forza silenziosa con cui trasforma un viaggio personale in atto di memoria collettiva. Attraverso immagini fragili e reali, il film restituisce la Gaza di un tempo perduto, rendendo visibile ciò che oggi è scomparso. Un gesto semplice, ma necessario, che diventa testimonianza e resistenza. E che acquista il valore della condivisione grazie allo sforzo congiunto della coproduzione tra Palestina, Francia, Svizzera, Germania e Qatar”.
Premio Ecumenico, in collaborazione con Institut Français Centre Saint-Louis. La Giuria, composta da Suor Mary Lembo, Padre Michel Kubler, Alexey Vozniuk ha conferito il premio di Miglior Film (€1.500) a Promised Sky di Erige Sehiri (Francia/Tunisia/Qatar, 2025, 95’), “Questa storia di quattro donne africane – tre adulte e una bambina – giunte in Tunisia ma ancora alla ricerca di una “salvezza” fatta di libertà e di pace, mette in evidenza l’autenticità di ognuna di loro, con la complessità delle proprie aspirazioni e fragilità. Una è pastora evangelica, devota alla sua comunità ma desiderosa di legarsi alla bambina senza famiglia; un’altra è senza documenti, ma non senza la volontà di farcela, anche ricorrendo all’illegalità; una terza è una studentessa ambiziosa, che però si scontra con il razzismo e l’arbitrarietà del paese che la accoglie – senza dimenticare la speranza muta e innocente della piccola orfana. I loro percorsi, uniti da una solidarietà incrollabile, tessono un film di grande ricchezza morale e anche estetica, che merita un vasto pubblico”.
Med Meetings- OIM Prize – Stadion Video Prize – Pitching Prize. La Giuria, composta da Sara Fgaier, Maria Teresa Cavina, Antonio Badalamenti ha assegnato l’ Oim Prize (10.000 euro) a In a Manner of Speaking di Val Jashari (Kosovo), prodotto da Valmira Hyseni. Premio Stadion Video (3.500 euro) a Halima di Yassine el Idrissi (Marocco), prodotto da Yassine el Idrissi. Premio FM Records (1.000 euro) per la produzione della colonna sonora originale e concessione in licenza del catalogo proprietario FM Records, a titolo gratuito, nel film a Where I End and You Begin di David Power (Italia / Romania), prodotto da Raffaella Pontarelli. I professionisti partecipanti ai MedPitching hanno conferito il Medpitching Prize (1.000 euro) a El Bastardiya (Once Upon a Time in Tripoli) di Abdullah Al-Ghaly (Egitto / Libia), prodotto da Hala Lotfy
Premio Diritti Umani Amnesty International, assegnato a With Hasan in Gaza di Kamal Al Jafari (Germania/Palestina/Francia/Qatar, 2025, 106’), “Questo film è una testimonianza struggente di una realtà che non potrà mai essere recuperata. Tutto quello che vediamo nel film non esiste più: le case, i terreni coltivati, le strade, le università ora sono macerie e quasi certamente buona parte delle persone riprese allora non sono più in vita a causa dei conflitti successivi e del genocidio in corso. Immagini girate due decenni fa diventano inaspettatamente una denuncia e comunicano la necessità di continuare a parlare di Gaza, della vita che c’era allora e ora non c’è più, delle violazioni dei diritti umani che non sono mai cessate”.
WWF Medfilm Award, € 1.000, assegnato al film che risulta più “capace di raccontare in controluce e con una narrativa originale ed efficace la sempre più stretta connessione tra le condizioni dell’ambiente e la vita delle comunità e dei singoli abitanti che popolano la regione mediterranea”.
La Giuria, composta da Paola Di Mitri, Stefano Liberti, Elisabetta Pellini ha premiato Ciudad sin sueño di Guillermo Galoe (Spagna/Francia, 2025, 97’), “Il film offre uno sguardo incisivo su una delle più grandi baraccopoli illegali d’Europa — abitata da famiglie impegnate nel commercio dei rottami metallici e costrette a scegliere tra la propria terra e un futuro incerto. In questo contesto, la dimensione ambientale emerge con forza: la terra come risorsa identitaria e materiale, gli strumenti di demolizione che distruggono non solo l’abitare ma l’equilibrio con il territorio, e la rottamazione stessa come metafora del ciclo produttivo e del degrado urbano-ambientale. Con linguaggio visivo essenziale e una narrazione che unisce dimensione reale e simbolica, il film invita lo spettatore a riflettere su come la crisi ambientale passi anche attraverso la perdita del luogo, della terra, del tessuto sociale. La giuria è lieta di conferirgli il premio per la sua capacità di rappresentare, con forza e poesia, l’intersezione tra ambiente, territorio e giustizia sociale”.
Premio piuculture. La Giuria, composta da Gao Chuanyan, Hana Beraki Ghebresilasie, William Mbiena, Klein Marvin Mendiola, Serena Osma ha ritenuto Miglior Film Promised Sky di Erige Sehiri (Francia/Tunisia/Qatar, 2025, 95’), “Un film che finalmente ci restituisce uno spaccato quotidiano di quello che accade al di là del Mediterraneo, cioè prima della traversata, ma da un’altra prospettiva, apparentemente “normale”, ma che ripropone le stesse dinamiche delle migrazioni: allontanamento, distanza, nostalgia di casa, precarietà. Una “differente” narrazione che fa emergere comunque le contraddizioni della complessità dove si incrociano minoranza cristiana in terra musulmana, sub-sahariani verso nordafricani-magrebini, ma restituendo quei valori universali che ci rendono umani: solidarietà, altruismo, fede e, soprattutto, SPERANZA, declinata in vari modi. Perché alla fine viviamo tutti sotto lo stesso cielo”.
Premio delle Giurie Universitarie. La Giuria Universitaria è formata da due Giurie parallele ed autonome a quelle ufficiali, una per ciascun Concorso (Lungometraggi e Cortometraggi) ed è composta da studenti di Dipartimento ISO Istituto italiano di Studi Orientali Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Filosofia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Macroarea di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Università degli Studi Roma Tre, Università degli Studi Internazionali di Roma UNINT, UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo, Università Luiss Business School – Writing School for Cinema and Television, Major – Master in Media and Entertainment, John Cabot University.
Premio Miglior Lungometraggio: A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (Libano/Stati Uniti/Germania/Arabia Saudita/Qatar, 2025, 106’). Menzione Speciale: Ciudad sin sueño di Guillermo Galoe (Spagna/Francia, 2025, 97’), “Per aver raccontato con coraggio persone ai margini della società e il diritto all’abitare in ogni sua forma, tematiche tuttora tabù. Attraverso una consapevolezza e tecnica cinematografica magistrale in grado di rappresentare con veridicità palpabile un micro cosmo intriso di congetture e pregiudizi”.
Premio Miglior Cortometraggio: What If They Bomb Here Tonight? di Samir Syriani (Libano, 2025, 17’), “Il cortometraggio vincitore è in perfetto equilibrio tra comicità e suspense. Con ironia nera trasmette una sensazione di ansia in un contesto di conflitti o guerre, anche a chi non le sta vivendo. Le inquadrature trasportano nella psicologia dei personaggi, in un appartamento che diventa claustrofobico, dove banali e oggetti della quotidianità si trasformano in segni di violenza”. Menzione Speciale: The Devil and the Bicycle di Sharon Hakim (Francia / Libano, 2025, 24’), “Per aver dato visibilità alla scoperta del piacere femminile attraverso gli occhi di Yasma. Il tema, ancora oggi considerato un tabù, viene affrontato con ironia e leggerezza, anche attraverso la critica ad un contesto religioso e culturale che inibisce l’autodeterminazione della donna”.
Premio Koiné 2025 ad Aya Ashour, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi, “Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all’informazione e all’istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza ed essere diventata un simbolo di coraggio, voglia di vivere e impegno per la verità. In una Striscia chiusa alla stampa internazionale da oltre due anni, Aya Ashour – giornalista e ricercatrice 24enne, laureata in diritto internazionale con una tesi sul ruolo delle donne nella sicurezza e nella pace – ha narrato con lucidità e profonda dignità gli orrori della guerra e la resilienza del suo popolo, continuando a testimoniare anche sotto le bombe la realtà della sua famiglia e dei civili intrappolati nel conflitto”.
Premio alla carriera 2025 a Tony Gatlif, regista, sceneggiatore, compositore, attore e produttore algerino di etnia rom, “Per aver celebrato con il suo cinema umanista e rivoluzionario ogni forma di resistenza all’emarginazione e alla dittatura del denaro e il potere della musica come linguaggio universale. Chevalier de la Légion d’Honneur e vincitore per la miglior regia a Cannes 2004 con “Exils”, Tony Gatlif è uno dei cineasti più audaci, inclassificabili e stimolanti di sempre, un instancabile poeta del vagabondaggio e della libertà”.






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