(CGtv.it©)

Nell’antica Roma il 21 febbraio era consuetudine celebrare i Feralia, quale ultima tappa dei Parentalia, i giorni sacri destinati al culto dei trapassati (manes). Se questi ultimi confluivano in cerimonie private, i primi avevano invece il carattere di festa pubblica: ci si recava presso le tombe dei propri avi, portando delle offerte rituali, così da assicurare loro riposo eterno.  Ispirandosi a tale costumanza, il regista indipendente Davide Cancila ha realizzato un film horror, suo secondo lungometraggio dopo The Iced Hunter (2020).  Il titolo riprende la denominazione del descritto rito, andando ad ampliare e maggiormente definire quanto già messo in scena in un precedente cortometraggio.

La narrazione ha inizio col ritrovamento casuale da parte di Lori (Rita Rusciano) di un vecchio medaglione e di un diario all’interno dell’abitazione in cui si è appena trasferita insieme al compagno Sergio (Alessio Cherubini); nel corso dei preparativi per la cena gli racconterà del rinvenimento, ma, nel prendere il manufatto, in seguito a una serie di circostanze tra loro concatenate, la donna scomparirà, senza lasciare traccia. Considerando come fosse giorno 21 febbraio, Diego riallaccia la sparizione al culto dei Feralia, forse il medaglione consente un avvicinamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti, come spiega all’amico Diego (Federico Mariotti), che coinvolge nella riproposizione degli accadimenti accaduti la fatidica sera, per poi sparire anche lui. Diego allora cercherà delle spiegazioni, iniziando a indagare, coinvolgendo i ricercatori Bea (Serena Bilanceri) e Marco (Silvio Zanoncelli)…

Apprezzando il cosiddetto “orrore suggerito”, nel cui ambito paura e tensione nascono dall’atmosfera e dallo svelarsi graduale delle psicologie dei personaggi, sono rimasto piacevolmente coinvolto dalla visione di Feralia, la cui essenzialità scenica mi ha richiamato in mente quanto in passato autori come Argento, Fulci, Bava, restando nell’ambito del nostro cinema di genere, andarono a  realizzare  conciliando ingegno, creatività, spesso artigianale, con i pochi mezzi a disposizione.  Autore anche del montaggio e della sceneggiatura, piuttosto lineare nel suo sviluppo narrativo, Cancila, avvalendosi del buon supporto offerto da fotografia (Noemi Ester Romani) e colonna sonora (Daniele Pistocchi), offre concreta tangibilità all’elemento soprannaturale, all’inquietudine generata dal suo insinuarsi nell’ordinarietà del quotidiano.

Ecco allora l’approssimarsi dei confini, notoriamente labili, resi dall’inconscia fascinazione dell’ignoto. È il momento in cui  la ragione propende a sopirsi, rivelando così il lato oscuro, perverso e ambiguo, dell’umana natura: sullo sfondo di un’aura inquietante, Bene e Male potranno allora assumere diverse sembianze, offrendo anche adeguato proscenio a un subconscio reso torbido da traumi irrisolti, riguardanti esperienze esistenziali pregresse, dal tradimento amicale all’omicidio, passando per la mancata manifestazione dell’affetto filiale. Ho anche apprezzato la caratterizzazione visiva offerta dallo sfruttamento di diverse location (le riprese si sono svolte tra Prato, Sesto Fiorentino e nell’ area archeologica di Sorano), che contribuisce a creare un’atmosfera incerta, sul cui sfondo realistico s’insinua l’incombente presenza della morte.

I personaggi sembrano sospesi in un mondo a parte, quello creato dalle loro angosce e dal modo di reagirvi, dopo aver riportato alla memoria comportamenti riprovevoli. Feralia, pur portando a conclusione quanto narrato, lascia aperta la porta a un possibile seguito, che auguro possa avere realizzazione, andando così a rendere manifesta la vitalità tanto del nostrano cinema di genere che di quello indipendente, venendo fuori dalle secche della consueta produzione, quasi sempre omologata, a parte sporadiche felici eccezioni volte  a una benvenuta diversificazione stratiforme, capace di andare incontro agli spettatori offrendo loro ritrovata creatività in nome di un sano intrattenimento.

Immagine di copertina: CGtv.it©

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

In voga