L’attore e regista teatrale Daniele Formica è morto ieri, martedì 1 febbraio. Aveva 60 anni. Probabilmente quanti hanno la mia età o giù di lì lo ricorderanno protagonista di molte trasmissioni di successo, e anche innovative, della Rai a partire dagli anni ’80, come A tutto gag, regia di Romolo Siena, varietà anticipatore di quella comicità al confine tra il trash e il demenziale che si ritroverà qualche anno più tardi in vari spettacoli, uno per tutti Drive In. Successivamente si è dedicato quasi esclusivamente al teatro, brillando sia come autore di testi che di spettacoli, con incursioni nel mondo del cinema, anche come doppiatore (era sua la voce di Randall nel geniale Monsters e co, 2001) o ancora nella televisione.

Formica nasce in Irlanda, padre irlandese e madre italiana, cresce e studia al Trinity College di Dublino ed intorno agli anni ’70 debutta sulla scena con Rabelais di Jean Louis Barrault, poi si trasferisce in Inghilterra ed iniziano le sue apparizioni cinematografiche nei film italiani (Cerca di capirmi ’70, Mariano Laurenti), mentre nel ’73, dopo essere entrato nella compagnia dello Stabile dell’Aquila, prende parte a vari sceneggiati Rai (Lungo il fiume e sull’acqua ’73, L’assassinio dei fratelli Rosselli ’74).

La sua prima regia teatrale, Terapia di mucchio ’78, ottiene un certo successo, spingendolo ad indirizzare il suo talento alla scrittura ed alla direzione, oltre che all’interpretazione, quest’ultima caratterizzata sempre da un’efficace e funzionale sobrietà. Nascono così lavori come Madri & figli, ’84, A luce rossa – X Rated (’85, ’87, ’92 e ’97) e Formicando all’improvviso (’93-’95). Tra le sue ultime apparizioni televisive, la fiction Linda e il brigadiere , il film tv Ladri si nasce, entrambi del ’97, mentre al cinema ricordiamo Pa-ra-da di Marco Pontecorvo e Ti stramo di Pino Insegno e Gianluca Sodano, 2008.

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