Una barca chiamata desiderio

una-barca-chiamata-desiderio-L-1yYVoL“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela.
La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme.
Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei cargo e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.
Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio“.

una-barca-chiamata-desiderio-L-7GA8uWLa prefazione di Henri Laborit (1914-1955) al suo saggio Elogio della fuga (Eloge de la fuit, 1976 Editions Robert Laffont S. A. Paris; Arnoldo Mondadori Editore, marzo 1982). Fuggire non vuol dire allontanarsi dall’impegno, ma affrontare un viaggio interiore, alla scoperta dei propri limiti e delle proprie capacità, verso un nuovo mondo possibile, lontani da cinismo, opportunismo e volgarità.

Nel ’91 il regista Gabriele Salvatores con Mediterraneo, insieme allo sceneggiatore Vincenzo Monteleone, ha visualizzato questo pensiero, esplicandolo in una didascalia iniziale, una frase tratta dal suddetto saggio (“In tempi come questi la fuga è l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare”), dedicando il film “a tutti quelli che stanno scappando”. Il contesto storico si fa metafora, insieme al’idea dell’isola come luogo chiuso, comunità autosufficiente, a rappresentare un momento di pausa, di riflessione, per decidere cambiamenti interiori, dare un nuovo senso alla propria vita, o di portata universale, darlo anche a quella degli altri, costretti spesso a scegliere tra compromesso o rassegnazione.


2 risposte a "Una barca chiamata desiderio"

  1. Il tema della fuga mi è sempre appartenuto e oggi più che mai. Fuggire credo che non sia un atto di codardia per non saper affrontare le difficoltà e paure che nel luogo e nel tempo ci circondano, a volte il saper distaccarsi dalla quotidianeità e dalle abitudini sia un elemento di coraggio. Andar via da dove si è sempre vissuti e consumati alla ricerca di un posto in cui forse le porte possano essere maggiori e più facili da aprire, è sempre stato il desiderio di molti, e nell’arte, e perciò nella mente degli artisti, la colonizzazione dei sogni ha trovato ampio respiro in quello che si chiama andar via e ricominciare una vita daccapo credendo di annullare il passato. Ecco che invece, quando tutto sembra realizzarsi e vedere vicino dissolversi la vita di prima che diventa passato e quindi ricordo, inizia ad irrorarsi nell’animo dell’artista la malinconia e la nostalgia per ciò che è stato, e i giorni che verranno non potranno mai essere separati da quel mondo in cui si è sempre voluti scappare.
    Mediterraneo è un film che ha avuto un certo fascino nella mia idea di cinema, e ogni volta che l’ho veduto sono stato sempre catturato dalla bellezza e sensualità dellle immagini, con certi accostamenti tra paesaggi naturali bellissimi e musica di grande maestria, ma allo stesso tempo non trovavo una simile emozione quando questi finivano: gli attori, sebbene di talento, quando entravano in scena rompevano una forte melodia che si era formata prima.

    "Mi piace"

    1. Intendendo “fuga” nel senso descritto sono d’accordo, anche se ritengo che il passato, i ricordi, belli o brutti, abbiano sempre la loro importanza per aiutarci a capire meglio il presente e comprendere i nostri errori, senza comunque che costituiscano una zavorra o un nido ovattato nel quale cullarsi. Riguardo “Mediterraneo”, siamo pur sempre di fronte ad una commedia e quindi gli attori si adeguano ai toni, evidenziando pregi e difetti tanto dell’italiano medio che dei diversi caratteri umani; la mia personale opinione è che vi sia un buon amalgama tra ironia e senso del tragico, per quanto a volte la recitazione possa apparire sopra le righe.

      "Mi piace"

Rispondi a cristian Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.