Notti in bianco, baci a colazione

Bracciano, tempi nostri. Matteo Bussola (Alessio Vassallo), 40 anni, un passato di architetto inserito nell’ufficio tecnico del comune ed un presente che lo vede invece fumettista freelance svegliarsi alle 5:05 di ogni mattina, visualizzando le cifre sulla sveglia come un disperato SOS. A partire da quell’orario si è ritagliato un lasso di tempo per dedicarsi ad un fumetto tutto suo, fino a quando non saranno in attività i due cani e le tre figlie Virginia (Agnese Maselli), 9 anni, Ginevra (Aurora Menenti), 6 anni, e la piccola Melania (Ambra Belmonte), 2 anni, nate dalla relazione con Paola Barbato (Ilaria Spada), sceneggiatrice di fumetti e scrittrice di romanzi thriller, la cui conoscenza ha portato il nostro a seguire la sua passione di sempre, arrivando poi al mutuo per l’acquisto di una casa in campagna e, considerando come il suo lavoro possa svolgersi anche fra le mura domestiche, dedicarsi all’attività di padre a tempo pieno. Il menage familiare sembra muoversi in equilibrio sulla fune tesa dei compromessi e degli adattamenti in corso d’opera: se Matteo lavora al mattino presto, al riguardo Paola fa invece le ore piccole e mentre il primo, in attesa di superare l’insicurezza nel presentare ad una casa editrice il suo progetto, si barcamena fra sporadici incarichi, ritenute d’acconto e strette di mano (quando va bene) quale trattamento di fine rapporto, la seconda è sotto contratto e deve solo sperare che la felice ispirazione generatrice dei vari best seller non si esaurisca o possa andare incontro a momenti di stanca. I due si troveranno improvvisamente di fronte ad un bivio, l’uno, spinto dall’ex collega Sara (Tess Masazza), ora scouter, si convincerà a presentare i suoi disegni ad una casa editrice parigina, l’altra troverà inedita linfa vitale per concludere il suo ultimo libro nel conoscere il pittoresco addestratore di cani Max (Giordano De Plano), cui ha affidato la nuova arrivata Athena…

Ilaria Spada e Alessio Vassallo

Fra i titoli di pre-apertura alla 16ma Festa del Cinema di Roma, Notti in bianco, baci a colazione è l’adattamento, ad opera di Salvatore De Mola, dell’omonimo libro di Matteo Bussola (Einaudi, 2016), estensione su carta dei pensieri quotidiani esternati sui social relativamente alla sua attività di padre e fumettista precario. De Mola ne ha scritto anche la sceneggiatura, con la collaborazione dello stesso Bussola, di Paola Barbato ed infine di Francesco Mandelli. Quest’ultimo è il regista del film, cui ha inferto un particolare e brioso andamento narrativo, ricorrendo a varie soluzioni visive (una vivace mescolanza di split screen, didascalie animate ed onomatopee) che lo avvicinano allo scorrere veloce delle pagine di un buon albo a fumetti, alleggerendo la presenza, a volte fin troppo incombente, della voce narrante. Vengono comunque rimarcati con sensibilità, filtrata dall’ironia, argomenti attuali, dal lavoro alla sua conciliazione con la vita di coppia e le attenzioni da riservare al rapporto con i figli, cercando di mediare fra opposte esigenze ed aspettative, fino a sacrificare una parte di sé in nome di un “noi” che possa garantire, fra inevitabili scosse di assestamento, una relativa tranquillità familiare. Se la sceneggiatura quindi pecca di un’eccessiva derivazione dalla pagina scritta, oltre a rendere fin troppo caricaturali, se non improbabili, alcuni personaggi (vedi l’addestratore di cani latin lover piacione, fra tisane al cardamomo ed iperbolici trascorsi sentimentali) e la regia nel complesso risulta ariosa ed inventiva, buona parte della narrazione si regge sulle valide interpretazioni attoriali dei due protagonisti, mentre i personaggi secondari avrebbero meritato, a mio avviso, una maggiore definizione.

(Vanity Fair)

Ecco quindi Alessio Vassallo, piuttosto credibile nei panni di un uomo che cerca di coronare fra molte difficoltà e titubanze il suo sogno, trovando però concretezza esistenziale nell’ essere vicino alle figlie in ogni momento della loro crescita e nel mantenere vivo e saldo il rapporto con la compagna, interpretata con realismo ed ironia da Ilaria Spada, ritraendo una donna intenta ad affrontare un momento particolare della sua vita, fra difficoltà lavorative e il sentirsi estranea alla routine familiare. La consapevolezza di poter contare sull’apporto di Matteo, ora minata dal suo possibile trasferimento per lavoro a Parigi, la vedono combattuta tra un sofferto e comprensibile egoismo e il profondo amore che la spinge a lasciarlo andare verso un probabile successo lavorativo, anche se entrambi arriveranno infine a comprendere come le opportunità d’impiego seguano un’altalenante variabilità, mentre determinati momenti di condivisa gioia familiare, anche una semplice festa di compleanno, non avranno repliche, perché se “la vita non è ciò che ti capita, ma quel che cerchi di fare con ciò che ti capita”, è anche vero che “non si raccoglie ciò che si semina, si raccoglie ciò di cui ci prende cura”. Notti in bianco, baci a colazione procede con fluidità verso un finale forse troppo affrettato ed intriso di ottimismo da provvidenziale “piano b”, comunque del tutto in linea con l’impostazione propria di un film che, pur nell’affidarsi fin troppo pedissequamente al libro d’origine, segue comunque, coerentemente ed onestamente, l’idea di mettere in scena attraverso la mediazione d’ ironia e spigliatezza, attingendo come scritto nel corso dell’articolo dal mondo del fumetto e dal linguaggio immediato del web, situazioni di vita reale con le quali si empatizza facilmente, spesso riconoscendosi nei vari affanni procurati dall’ordinarietà quotidiana e nelle diatribe fra i protagonisti. Senza gridare al miracolo e nei limiti descritti, una valida e godibile realizzazione per famiglie, dove, rara avis, in particolare nelle produzioni relative alla commedia italica, leggerezza non fa rima con inconsistenza, mediando opportunamente tra intrattenimento e riflessione.


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