Pubblico di seguito l’elenco dei premi ufficiali e collaterali del 41mo Torino Film Festival, comunicati ieri pomeriggio, sabato 2 dicembre, nel corso della conferenza stampa di chiusura.
Concorso Lungometraggi Internazionali. La giuria, composta da Lyda Patitucci (Italia), Clément Rauger (Francia), Martin Rejtman (Argentina), Angel Sala (Spagna), Elisabetta Sgarbi (Italia), ha assegnato il premio Miglior film (18.000 €) a La palisiada di Philip Sotnychenko (Ucraina), con la seguente motivazione: “Film complesso, di grande libertà registica nella costruzione delle scene che, concatenandosi, trovano il loro senso autonomo. Il regista, alla sua opera prima, dimostra assoluta padronanza dei mezzi”.
Premio speciale della giuria (7.000 €) a Le ravissement di Iris Kaltenbäck (Francia): “Film armonicamente riuscito, dove tutto concorre all’ottimo risultato finale. Iris Kaltenbäck, con la complicità degli interpreti Hafsia Herzi, Alexi Manenti e di tutto il cast, realizza un’opera prima matura e coinvolgente”.
Miglior attrice è risultata Hafsia Herzi per il film Le ravissement / The Rapture di Iris Kaltenbäck (Francia), con l’attribuzione di una Menzione speciale a Barbara Ronchi per il film Non riattaccare di Manfredi Lucibello (Italia).
Miglior attore: Martín Shanly per il film Arturo a los 30 di Martín Shanly (Argentina). Miglior sceneggiatura: Sébastien Laudenbach, Chiara Malta per il film Linda veut du poulet! di Sébastien Laudenbach e Chiara Malta (Francia/Italia).
Concorso Documentari Internazionali. La giuria composta da Tizza Covi (Italia), Carlo Hintermann (Svizzera/Italia), Jessica Woodworth (Belgio/Stati Uniti) ha ritenuto Miglior film IWonderfull (6.000 €) Notre corps / Our Body di Claire Simon (Francia). Premio speciale per Clorindo Testa di Mariano Llinás (Argentina), con una Menzione per Silence Of Reason di Kumjana Novakova (Bosnia).
Concorso Documentari Italiani. La giuria, composta da Valentina Bertani (Italia), Fabio Bibbio (Italia) e Costanza Quatriglio (Italia), ha conferito il premio Miglior film (6.000 €) a Giganti rosse di Riccardo Giacconi (Italia), con la seguente motivazione: “Sul confine labile tra realtà e finzione, in un racconto che riflette sui meccanismi della rappresentazione e della messa in scena del reale, il regista ci conduce in un viaggio sentimentale tra conflitti familiari e il difficile ricordo di una brutale violenza di gruppo nei confronti di un uomo inerme. Così la macchina da presa diventa occasione per disvelare segreti ed emozioni taciute”.
Premio speciale a Tempo d’attesa di Claudia Brignone (Italia): “I mesi che precedono il parto costituiscono nel film il tempo della condivisione. Un balsamo per le paure che le donne troppo spesso tengono per sé e che qui affrontano insieme facendo comunità. Nell’ascolto reciproco e nell’ascolto da parte della regista, il tempo dell’attesa è il tempo prezioso dell’attenzione”.
Spazio Italia | Concorso Cortometraggi Italiani. La giuria composta da Erica Favaro (Italia) Ilaria Feole (Italia), Luisa Porrino (Italia) ha ritenuto Miglior cortometraggio Un respiro parziale ma intero di Lorenzo Spinelli (Italia), con la seguente motivazione: “Per il tocco originale e attento con cui viene raccontato l’incontro tra l’autore e Patrizia Cavalli e per il riuso creativo del materiale di repertorio. La densità e la capacità di emozionare gli danno il respiro di un piccolo poema”.
Premio speciale della giuria, ex aequo per Le fenne di Giulia Di Maggio (Italia), “Perché racconta un coming of age in modo visionario e simbolico, ma anche con una purezza e un’innocenza di sguardo rari. L’autrice si sofferma con sensibilità su quella fase delicata della crescita della bambina protagonista in un alternarsi di tenerezza e crudeltà, mentre sullo sfondo gli adulti restano indifferenti e lontani” ed Even Tide di Francesco Clerici (Svizzera/Italia), “Il cortometraggio colpisce per gli interrogativi di grande attualità che propone: in un mondo nel quale la vita umana è al tramonto, resta solo quella animale, catturata da strumenti automatici di registrazione. Ma chi ci sarà ancora a guardare quelle immagini?”.
Menzione speciale a Osas e le donne di Benin City di Gabriele Gravagna (Italia), “La giuria intende dare particolare risalto a un cortometraggio che racconta il lavoro straordinario di Donne di Benin City, la prima associazione italiana contro lo sfruttamento della prostituzione, fondata e presieduta a Palermo da Osas Ekbon, da sempre in prima linea nella lotta contro la violenza sulle donne”.
Crazies | Concorso. La giuria, composta da Alessandro Boschi (Italia), Anaïs Emery (Svizzera) e Maurizio Tedesco (Italia), ha assegnato il premio Miglior film a Augure / Omen di Baloji (Belgio / Congo / Olanda / Germania / Sud Africa). Menzione speciale a Visitors – Complete Edition di Kenichi Ugana (Giappone) e The Complex Forms di Fabio D’Orta (Italia).
Premio Fipresci. La giuria composta dai critici cinematografici Roberto Baldassarre (Italia) Joanna Orzechowska-Bonis (Francia), Harri Römpötti (Finlandia) ha conferito il Premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) a Birth di Jiyoung Yoo (Corea del Sud), con la seguente motivazione: “Birth è un’accurata dissezione femminista del ruolo delle donne che bilanciano maternità, lavoro e creatività nel nostro mondo competitivo, realizzata da una regista che si ispira al cinema di Yasujirō Ozu”.
Premi Collaterali. Il Premio Rai Cinema Channel, acquisizione diritti web e free tv per l’Italia, per il Miglior film Concorso Cortometraggi Italiani ha visto vincitore Osas e le donne di Benin City di Gabriele Gravagna (Italia), con la seguente motivazione: “Una storia che ci obbliga a guardarci dentro per provare a capire cosa succede sia per le strade del nostro Paese che in Africa. Una storia che attraversa la violenza, i soprusi e l’indifferenza per arrivare, grazie al grande coraggio della protagonista, alla libertà!”.
Premio Valdata, Miglior film Concorso Lungometraggi: la Giuria dei lettori di TorinoSette composta da Igor Catrano, Filippo Michelini, Alessandra Longhin, Rachele Gaggini, Maria Cristina Disavino ha premiato Mandoob/ Night Courier di Ali Kalthami (Arabia Saudita), con la seguente motivazione: “Per il coraggio di aver dato vita a un ritratto inusuale di una società apparentemente lontana ma in realtà così disperatamente vicina”.
Premio Scuola Holden, destinato alla Migliore sceneggiatura. I lavori della giuria, composta dagli studenti del college Drama del biennio 2022/2024, sono stati coordinati dallo sceneggiatore Aaron Ariotti. Gli allievi Bianca Giardina, Tommaso Leotta, Davide Procopio, Elena Scipione ed Eleonora Vecchio hanno assegnato il Premio per la miglior sceneggiatura a Le ravissement di Iris Kaltenbäck (Francia), con la seguente motivazione: “Per la capacità di raccontare, con una scrittura intima e incisiva e un’equilibrata struttura narrativa, la tensione tra la ricerca di una felicità e la consapevolezza dell’impossibilità di raggiungerla”. Gli studenti hanno attribuito anche una menzione speciale a Camping du lac di Éléonore Saintagnan.
Premio Occhiali di Gandhi, assegnato dal Centro Studi Sereno Regis (Torino) al film che meglio interpreta la visione gandhiana del mondo: Silence Of Reason di Kumjana Novakova (Bosnia), “Un film che ha ammutolito una sala intera. Le testimonianze delle vittime degli abusi sessuali perpetrati durante la guerra nella ex Jugoslavia superano il tempo e lo spazio per diventare monito di cogente attualità. La regista riesce a trasformare il mero materiale forense in un documentario incisivo e toccante”.
Menzione speciale per il film Sconosciuti puri di Valentina Cicogna e Mattia Colombo (Italia), con la seguente motivazione: “Restituire il nome, il nucleo del nostro essere persona. Dare ai parenti la consolazione della sepoltura, un ancestrale della nostra storia umana. Il conflitto e la sua trasformazione nonviolenta sono chiari: riconoscere il diritto all’identità di chi è morto cercando di raggiungere l’Occidente”.
Premio Interfedi. La Giuria Interfedi, promossa dalla Chiesa Valdese e dalla Comunità Ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino, e composta da Giorgio Berruto (Comunità Ebraica), Walter Nuzzo (Comitato Interfedi) e Maria Cecilia Rivoira (Chiesa Valdese), ha attribuito la nona edizione del Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità al film Amen di Andrea Baroni (Italia), “Attraverso l’efficace rappresentazione dell’uso della religione come strumento per condizionare una comunità familiare chiusa, campione paradigmatico di tutta la società, richiama temi centrali del nostro tempo, evidenziando la realtà e le conseguenze della religione autoprodotta, dell’integralismo, dell’intolleranza, della giustificazione religiosa di atti efferati”.
Premio Piemonte Factory. La giuria, composta da Susanna Gianandrea, Francesca Frigo e Vito Martinelli ha attribuito il premio, ex aequo al film Sul Bric Mindino non c’è nessun pino di Lorenzo Bussone, con la seguente motivazione: “La favola ecologista Sul bric Mindino non c’è nessun pino è un cortometraggio sorprendente e coraggioso: chroma key, costumi, scelta del dialetto piemontese come linguaggio fiabesco, situazioni che arrivano allo slapstick grazie anche alla mimica di Roberto e Samuele Gentile, oltre all’efficacia del piccolo Gioele Gentile. La freschezza e l’audacia delle scelte registiche restituiscono un racconto divertente e divertito, che fa di un’artigianalità volutamente naïf il suo punto di forza espressivo” e al film Xin di Lorenzo Radin e Samuele Zucchet, “La storia di identità duale di un ragazzo cinese di seconda generazione è resa dai registi Radin e Zucchet attraverso uno sguardo profondo che poggia sui chiaroscuri, su visioni laterali e su un universo sonoro dalla grande valenza espressiva. Le esitazioni, le problematiche, i sensi di colpa del protagonista, sono le delicate tappe di un viaggio ondivago tra due culture e due lingue. La narrazione è coerente e si chiude come in un cerchio perfetto nello stesso luogo in cui è iniziato il viaggio, un aeroporto, simbolo dello spazio non identitario e in transito, dove domina il presente e dove la memoria fatica ad emergere. Convincente il protagonista Xin Cheng Zhao, che riesce a trasmettere con la sua presenza e le sue parole la sincerità della storia”.
Conferita anche una Menzione a Litania di Francesco Pellegrino, con la seguente motivazione: “Litania merita una menzione speciale per l’eleganza della messa in scena e la precisione registica. Una storia che sembra venire da un altro tempo, ma che riesce a toccare corde della sensibilità contemporanea, grazie anche alle incursioni sperimentali e visionarie. Molto intensa l’interpretazione del protagonista, convincente e carismatico il regista nella parte di Satana tentatore”.






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