(The Hollywood Reporter Roma)

Il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Martin Scorsese riceverà l’Orso d’Oro Onorario alla Carriera il prossimo 20 febbraio al  74mo Festival Internazionale del Cinema di Berlino, nel corso  della cerimonia di premiazione che avrà  luogo  al Berlinale Palast.

Mariëtte Rissenbeek e Carlo Chatrian,  direttori della Berlinale, hanno dichiarato: “Per chiunque consideri il cinema come l’arte di dare forma a una storia in modo tale che sia allo stesso tempo completamente personale e universale, Martin Scorsese è un modello impareggiabile. I suoi film accompagnano la nostra storia, i suoi personaggi vivono e crescono dentro di noi, il suo sguardo ci aiuta a capire e a mettere in discussione chi siamo e da dove veniamo. Killers of the Flower Moon, il suo ultimo film, è uno dei suoi più grandi successi. Come ha detto eloquentemente lo stesso Scorsese, il film è ‘un’offerta che riconosce la portata del terrore vissuto dalla comunità Osage, e che potrebbe anche dare una sorta di conforto’. È un grande piacere dare ancora una volta il benvenuto a un buon amico del festival e offrirgli il nostro più prestigioso premio onorario.

Martin Scorsese (1942, Flushing, New York) rientra fra gli esponenti della New Hollywood, quell’ondata di rinnovamento che, a partire dalla metà degli anni ’70, riscoprì l’essenzialità del cinema come messaggio e come concetto, non limitandosi semplicemente a dare una rinfrescata alle consuete tematiche o ai vari generi.

Martin Scorsese (Wikipedia)

Questi ultimi divennero oggetto di una profonda revisione, così da adattarli a sottolineare un’inedita narrazione della nazione americana. Ottimismo, perfezione, eroismo venivano infatti sostituiti da dubbio, voglia di fuga, disadattamento e, con il procedere degli anni Settanta, da angoscia, paura, senso di amara sconfitta.

Dopo una breve esperienza in seminario, Scorsese frequentò la Scuola di Cinematografia della New York University, laureandosi in regia. Iniziò quindi a girare una serie di cortometraggi (come The Big Shave, 1967), dove iniziava già ad intravedersi il suo stile, che traeva ispirazione dai cineasti francesi della Nouvelle Vague ma anche dal Neorealismo italiano e da registi indipendenti quali John Cassavetes.

Nel 1969 diresse il suo primo lungometraggio Who’s That Knocking at My Door (Chi sta bussando alla mia porta?), cui fece seguito, una volta che Scorsese entrò nella factory di Roger Corman, Boxcar Bertha (America 1929- Sterminateli senza pietà, 1972). L’attenzione di pubblico e critica arrivò però con i successivi Mean Streets, 1973, Alice Doesn’t Live Here Anymore (Alice non abita più qui, 1975) e, soprattutto, Taxi Driver, Palma d’Oro al 29mo Festival di Cannes nel 1976: da qui in poi, con qualche discontinuità, la carriera di Scorsese proseguirà fino ai giorni nostri. (Fonte parziale: sito della Berlinale)

2 risposte a “74ma Berlinale: Orso d’Oro alla Carriera per Martin Scorsese”

  1. Un premio che merita assolutamente. Lui è un regista incredibile e i suoi film mi hanno fatto amare il cinema.

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    1. Concordo. Vale lo stesso per me, ne ho sempre ammirato la capacità di coniugare la propria poetica, il proprio modo di “fare cinema”, con la storia raccontata. Grazie, un saluto.

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