Il manifesto della 75a Berlinale © Internationale Filmfestspiele Berlino / Claudia Schramke, Berlino

L’ attrice Tilda Swinton riceverà l’Orso d’Oro alla carriera nel corso della cerimonia di apertura del 75mo Festival Internazionale del Cinema di Berlino, che avrà luogo al Berlinale Palast il 13 febbraio 2025. Tricia Tuttle, direttrice del Festival, ha dichiarato al riguardo: “La gamma di opere di Tilda Swinton è mozzafiato. Porta al cinema tanta umanità, compassione, intelligenza, umorismo e stile, e amplia le nostre idee del mondo attraverso il suo lavoro. Tilda è uno dei nostri idoli del cinema moderno, e da tempo fa anche parte della famiglia della Berlinale. Siamo lieti di poterle conferire questo Orso d’oro onorario”.

La Berlinale è il primo festival cinematografico a cui abbia mai partecipato, nel 1986 con Derek Jarman e il primo film che ho realizzato, il suo Caravaggio. È stata la mia porta sul mondo del cinema internazionale e non ho mai dimenticato il debito che ho con esso. Essere onorata in questo modo da questo particolare festival è profondamente toccante per me: sarà un privilegio e un piacere celebrare, ancora una volta il prossimo febbraio, il vivaio che è questo raduno dagli occhi spalancati e sempre meraviglioso”, ha dichiarato a sua volta Tilda Swinton.

Dopo gli studi alla Cambridge University e aver calcato i palcoscenici teatrali con la Royal Shakespeare Company, Tilda Swinton esordì al cinema in Caravaggio di Derek Jarman (1986), che poi la diresse in diversi altri film, tra cui Edoardo II, per il quale, nel ruolo della regina Isabella, conseguì la Coppa Volpi come miglior attrice alla 48ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1991. Un anno dopo, protagonista di Orlando (Sally Potter), ebbe modo di rivelare la sua versatilità interpretativa, continuando a recitare soprattutto in pellicole autoriali (Perversioni femminili, 1996; The War Zone, 1999).

Tilda Swinton (© Brigitte Lacombe)

Una volta notata da Hollywood, lavorò con registi quali, tra gli altri, Cameron Crowe (Vanilla Sky, 2001) e Spike Jonze (AdaptationIl ladro di orchidee, 2002), vincendo l’Oscar nel 2008 come miglior attrice non protagonista, per il ruolo di Karen Crowder  in  Michael Clayton, esordio alla regia dello sceneggiatore Tony Gilroy. Nello stesso anno si possono ricordare le interpretazioni in Burn After Reading, Joel ed Ethan Coen, e ne Il curioso caso di Benjamin Button, David Fincher, così come, fra gli altri, titoli che l’hanno vista interprete fino ad oggi, Io sono l’amore (2009) e Suspiria (2018) di Luca Guadagnino, …e ora parliamo di Kevin (Lynne Ramsay, 2011), Moonrise Kingdom (2012), The Grand Budapest Hotel (2014), Asteroid City (2023), gli ultimi tre tutti diretti da Wes Anderson.

Tra i titoli più recenti, The End (2024) di Joshua Oppenheimer e The Room Next Door (2024), che è la sua seconda collaborazione con Pedro Almodóvar dopo The Human Voice,  cortometraggio del 2020 basato sul monologo teatrale La voix humaine di Jean Cocteau; ha da poco terminato di girare The Ballad of a Small Player, film diretto da Edward Berger per Netflix, basato sull’omonimo romanzo del 2014 di Lawrence Osborne. Nel 2020 l’attrice ha conseguito il Leone d’Oro alla Carriera alla 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. (Fonte: sito della Berlinale)

Immagine di copertina: Il manifesto della 75a Berlinale © Internationale Filmfestspiele Berlino / Claudia Schramke, Berlino

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