Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra
La poesia di Gianni Rodari, è stata recitata ieri, venerdì 6 febbraio, dal rapper Ghali, in italiano, inglese e francese (“l’arabo all’ultimo era di troppo” è stato riferito al cantante, come da sua dichiarazione), alla cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, trasmessa in diretta dalla Rai. Mai nominato dal telecronista e mai inquadrato in primo piano, Ghali, come riportato su molte testate, da protagonista è divenuto quindi uno dei componenti del corpo di ballo che si è prodigato nella suggestiva performance.
Considerando quanto esternato nei giorni scorsi da esponenti del Governo sulla inopportunità della sua presenza alla cerimonia, in quanto “reo” di esprimere le proprie idee non allineate, verrebbe spontaneo parlare di censura, oppure, volendo evitare polemiche, rievocare lo spirito di Giulio Andreotti e rimembrare la sua arguzia: A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
Immagine di copertina generata con AI





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