Tratto dall’omonima graphic novel edita dalla DC Comics, ideata da Warren Ellis e illustrata da Cully Hamner, Red, acronimo di Retired Extremely Dangerous, “pensionato estremamente pericoloso”, rappresenta un riuscito cinefumetto rutilante e divertente, capace di offrire una sana e concreta spensieratezza chiedendo semplicemente in cambio di evitare l’inutile tentativo di voler dare un senso logico alla messinscena nel suo complesso.

Quello che ne viene fuori, infatti, è una pellicola a suo modo insolita, molto pop, che trae forza dalla commistione tra commedia ed action e, soprattutto, dalle divertenti (e divertite) interpretazioni dei protagonisti, tutti insolitamente agé, almeno per i canoni cinematografici hollywoodiani e non solo, ma in splendida forma, fisica e recitativa.

Frank Moses (Bruce Willis), ex agente della CIA prematuramente in pensione, vive, sotto copertura, in una casetta in periferia, la giornata scandita da rituali estremamente metodici, ravvivata da un irrituale e buffo corteggiamento via telefono rivolto a Sarah (Mary Louise Parker), l’impiegata addetta al suo assegno mensile, che Frank finge puntualmente di non aver ricevuto.

L’improvviso e apparentemente inspiegabile assalto di un commando specializzato con l’intento di farlo fuori spingerà il nostro “vecchietto” a riprendere contatto con la sua precedente attività lavorativa, coinvolgendo Sarah e ricomponendo, su e giù per gli States, la squadra operativa di un tempo, Joe (Morgan Freeman), Marvin (John Malkovich), Victoria (Helen Mirren)…

Più che sulla sceneggiatura (Erich e Jon Hoeber), a volte sfilacciata, tra cedimenti e lungaggini, o sulla regia di Robert Schwentke (Un amore all’improvviso), efficace ma forse compiaciuta dei suoi virtuosismi, Red poggia le sue basi sul piacevole contrasto che si viene a creare tra l’improbabilità ed assurdità della trama e le già accennate ironia ed autoironia messe in campo da tutti gli interpreti.

Ecco Willis nell’ormai perfezionato ruolo di duro dal “cuore di panna”, Freeman compassato e sardonico, Malkovich mattoide anfetaminico con sottobraccio un maialino di peluche, non poi tanto innocuo, e, ultima, solo in ordine d’apparizione, vero tocco di classe e ulteriore elemento di contrasto, Dame Mirren, capace di far spuntare in un attimo nella mano in cui teneva una rosa una pistola, sempre affascinante, sia in tenuta da combattimento che in elegante abito da sera bianco, con tanto di pochette arma impropria.

Da non dimenticare comunque la Parker, che non ci mette molto ad adeguarsi alla rocambolesca avventura e alla gigioneria espressa dal quartetto, lo splendido cammeo del 94enne Ernst Borgnine, ironicamente rinchiuso in un archivio-bunker e il duetto Willis – Brian Cox, che interpreta un ex agente del KGB, nel ricordare, quasi con toni elegiaci, i “bei tempi” della guerra fredda, quando, in estrema sintesi, i buoni erano i buoni e i cattivi erano i cattivi.

Ciò che predomina su tutto, anche nelle scene più violente, sempre esagerate ed esagitate, in sintonia con le tavole disegnate, è il tono scanzonato, un po’ come nei vecchi film di Bond, e, tra le righe, il malinconico sentore del tempo che passa, con la mai sopita voglia di continuare ad essere protagonisti, vuoi per inveterata abitudine, vuoi per la malcelata consapevolezza che tra le giovani leve non vi sia ancora qualcuno capace di sostituirti degnamente.
E qui il discorso potrebbe allargarsi ben oltre la semplice trama del film…

2 risposte a “Red”

  1. Avatar Antonio Ieracà
    Antonio Ieracà

    Andrò a vederlo appena lo porteranno a Locri.. 😀

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    1. Avatar antoniofalcone
      antoniofalcone

      Credo ti divertirai, preso per quello che vuole offrire, assoluta spensieratezza, è un buon film d’azione e poi gli attori vanno alla grande nel reggere il gioco, specie Willis e Mirren.

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