E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
sono qui, solo, con te, in un futuro aprile …

Supplica a mia madre, scritta da Pier Paolo Pasolini il 25 aprile ‘62 ed inserita all’interno della prima edizione del libro Poesia in forma di rosa (Garzanti, ‘64), nella sezione La Realtà.

3 risposte a “Supplica a mia madre (Pier Paolo Pasolini)”

  1. meravigliosa e sincera, più di ogni augurio letto finora!

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    1. Una delle più belle poesie di Pasolini, a parer mio, disarmante nella sua lucida sincerità. Sinceramente mi commuovo ogni volta che la leggo ed ero combattuto se pubblicarla o meno. Ora che l’ho fatto sono contento che sia stata apprezzata, è bello condividere determinate emozioni e sensazioni. Grazie per il commento, ciao.

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      1. si, hai detto bene: disarmante.

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