Philip Seymour Hoffman (Georges Biard, Concessione di licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

La notizia è ormai ufficiale dopo l’alternarsi di smentite e conferme: l’attore americano Philip Seymour Hoffman è stato rinvenuto morto nel suo appartamento di Manhattan stamane (11.15, ora locale), domenica 2 febbraio. Un’overdose la causa probabile del decesso. Nato a Fairport (New York) nel 1967, Hoffman seguì l’inclinazione verso la recitazione maturata già da ragazzo, quando prese parte a vari spettacoli teatrali, iscrivendosi alla Tisch School of the Arts University, dove si laureò nel 1989 per poi esordire nel ’90 sul piccolo schermo in un episodio della serie Law & Order, mentre l’anno successivo ebbe il primo ruolo cinematografico, nel film indipendente Triple Bogey on a Par Five Hole, diretto da Amos Poe, che attirò l’attenzione delle majors hollywoodiane.

Venne quindi scelto in seguito per interpretare George Willis Jr. in Scent of a Woman (’92, Martin Brest, remake di Profumo di donna,’74, Dino Risi, a sua volta tratto dal romanzo Il buio e il miele di Giovanni Arpino), che diede il via ad una serie di valide interpretazioni da caratterista, per lo più personaggi sgradevoli o non particolarmente simpatici, delineati, giocando sul filo dell’ambiguità, con una certa efficacia (in particolare nelle serie di pellicole firmate Paul Thomas Anderson, da Sidney, ’96, a Ubriaco d’amore, 2002, passando per Boogie Nights, ’97, e Magnolia, ’99), sino al “colpo grosso” del 2005, quando ottenne l’Oscar come Miglior Attore Protagonista per la grande prova offerta nel personificare Truman Capote in Truman Capote – A sangue freddo di Bennett Miller, cui si aggiunsero altri riconoscimenti mondiali.

Seguirono tre nomination all’ Oscar in qualità di Miglior Attore non Protagonista, nel 2008 (La guerra di Charlie Wilson, Mike Nichols), nel 2009 (Il dubbio, John Patrick Shanley) e nel 2013 con The Master, che lo vide nuovamente diretto da Anderson: per quest’ultimo film Hoffman conseguì la Coppa Volpi come miglior attore, ex aequo con Joaquin Rafael Phoenix, alla 69ma Mostra Internazionale d’ Arte Cinematografica di Venezia nel 2012. L’ultima prova di Hoffman, che ha ottenuto anche numerosi riconoscimenti a Broadway come interprete e regista teatrale (era membro e condirettore artistico della Labyrinth Theater Company), risale al 2013, il mellifluo Plutarch nel secondo capitolo di Hunger Games, La ragazza di fuoco, mentre qualche giorno fa l’attore è stato tra i protagonisti del Sundance Film Festival con i film A Most Wanted Man (Anton Corbijn) e God’s Pocket (John Slattery).

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