Nessun film con Harry Dean Stanton o M. Emmet Walsh sarà mai un fiasco (Roger Ebert, critico cinematografico).

Harry Dean Stanton (Charlie Lewellin, Concessione di licenza CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons)

Anche se lo stesso critico, almeno da quanto può leggersi sul web, scrisse che Un piccolo sogno (Dream a Little Dream, 1989, Marc Rocco), è l’ eccezione che conferma la regola, non si può negare che l’attore americano, morto ieri, sabato 16 settembre, a Los Angeles (era nato ad Irvine, nel 1926), abbia offerto, tanto al mondo del cinema quanto a quello della televisione, interpretazioni piuttosto intense, “vissute”, espresse ora con modalità più defilate, da eccellente caratterista, altre maggiormente incisive.

Da ricordare a tale ultimo riguardo l’intensa prova delineata quale protagonista di Paris, Texas diretto nel 1984 da Wim Wenders, film che vinse la Palma d’Oro al 37mo Festival di Cannes, il cui iter narrativo e la conseguente messa in scena apparivano in simbiosi con il suo fisico non propriamente imponente, ma con un carisma nascente soprattutto dallo sguardo in apparenza spento e dal modo di porsi, laconico e distaccato, doti che lo hanno reso in particolare fra gli attori preferiti di registi quali  John Milius, David Lynch e Monte Hellman.

 

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

In voga