35mo Torino Film Festival, la forza essenziale del cinema

Lo scorso 14 novembre, con la consueta doppia conferenza stampa di presentazione alla Casa del Cinema di Roma e al Cinema Massimo di Torino, è stata presentata la 35ma edizione del Torino Film Festival, per la direzione artistica di Emanuela Martini. 169 i film in cartellone, 134 lungometraggi (40 opere prime e seconde), 10 mediometraggi e 25 cortometraggi, con 36 anteprime mondiali, 21 internazionali, 4 europee e 59 italiane, selezionati tra più di 4000 titoli. Apertura venerdì 24 novembre al Cinema Massimo, con Finding Your Feet / Ricomincio da me di Richard Loncraine, mentre la chiusura della kermesse, sabato 2 dicembre, Cinema Reposi, sarà affidata a The Florida Project di Sean Baker.
Il Gran Premio Torino sarà consegnato quest’anno al cantautore e compositore Pino Donaggio, autore di celebri colonne sonore (di rilievo la collaborazione con Brian De Palma, avviata con Carrie, 1976), mercoledì 29 novembre, alle ore 19.30 al Cinema Massimo 1, prima della proiezione di Dressed To Kill (Vestito per uccidere, USA, 1980, Brian De Palma, versione restaurata).
Torino 35 rappresenta, al solito, la più importante sezione competitiva del festival, riservata a opere prime, seconde o terze, una selezione volta a ricercare e scoprire talenti innovativi, che esprimano le migliori tendenze del cinema indipendente: propone 15 film realizzati nel 2017, inediti in Italia.
I paesi rappresentati sono: Argentina, Belgio, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Israele, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Stati Uniti e Venezuela. La giuria vede come presidente Pablo Larraín (Cile) ed è composta da Petros Markaris (Grecia), Gillies MacKinnon (UK), Santiago Mitre (Argentina), Isabella Ragonese (Italia).

La sezione fuori concorso Festa Mobile presenta soprattutto i film raccolti durante l’anno per portare al festival le opere più attese o che sono piaciute di più ai selezionatori tra la produzione mondiale inedita in Italia. Qui troviamo i citati titoli di apertura  e chiusura, Finding Your Feet e The Florida Project, insieme a molte opere italiane, quali Amori che non sanno stare al mondo (Cristina Comencini), Smetto quando voglio- Ad Honorem (Sydney Sibilia), Balon (Pasquale Scimeca), L’altrove più vicino (Elisabetta Sgarbi), Cento anni (Davide Ferrario), My War Is Not Over (Bruno Bigoni). All’interno della sezione anche i titoli selezionati del TorinoFilmLab, la cui attività è volta  a sostenere filmmaker emergenti da tutto il mondo attraverso attività di formazione, sviluppo di progetti e finanziamento alla produzione e alla distribuzione, quelli della Film Commission Torino Piemonte e il Premio Maria Adriana Priolo, conferito quest’anno al giornalista, scrittore e regista David Grieco, del quale verrà presentato il primo lungometraggio, Evilenko, 2004.
Guest director  sarà l’attrice e regista Asia Argento, che curerà una sezione dal titolo AmeriKana, cinque film per descrivere, riprendendo le parole di Asia, “l’America dei rednecks, dei delusi, dei lobotomizzati, dei poveri senza speranza. L’AmeriKa. After Hours rappresenta la sezione dark ed eccentrica: qui troviamo  anche due titoli italiani, certo “fuori  dal coro” rispetto alle consuete proposte, Favola, diretto da Sebastiano Mauri, tratto dall’omonimo spettacolo teatrale scritto e messo in scena da Filippo Timi per la prima volta nel 2011 e Riccardo va all’inferno di Roberta Torre, rilettura contemporanea in forma di musical gotico del Riccardo III di Shakespeare.

Il focus 2017 di TFFdoc (le due sezioni competitive Internazionale.doc, 8 titoli, rappresentanti 11 paesi ed Italiana.doc, 8 titoli, 7 anteprime mondiali, cui si affianca TFFdoc fuori concorso), sarà costruito attorno al tema del viaggio. Il cinema documentario è nella sua essenza esplorazione, scoperta e avventura, ma il cinema tout court ha il viaggio tra i suoi generi, basti pensare alla famiglia Méliès: George costruisce immaginifici viaggi sulla luna, mentre il fratello Gaston esplora con la sua cinepresa le isole del Pacifico. La giuria di Internazionale.Doc è composta da Güldem Durmaz (Turchia), Carmit Harash (Francia), Veton Nurkollari (Kossovo), mentre quella di Italiana.Doc da Ilaria Bonacossa (Italia), Bernd Brehmer (Germania) e Susanna Nicchiarelli (Italia). Il programma di TFFdoc/non umano creerà poi uno spazio sugli animali con due film, Animal Cinema di Emilio Vavarella e Animal Pensivité di Christine Baudillon, anteprime internazionali. Italiana.Corti è il concorso  riservato a cortometraggi italiani inediti, caratterizzati da ricerca e originalità di linguaggio: 8 titoli in concorso, 2 fuori concorso. 2 programmi dai titoli che evocano l’universo salariano, Straordinarie avventure e Il continente misterioso. Quest’anno con i due film fuori concorso, entrambi in anteprima mondiale, il festival darà spazio a generi spesso trascurati: il film di animazione e il videoclip. Riguardo il primo ecco Robhot, del torinese d’adozione Donato Sansone aka Milkyeyes, animazione a matita, una lotta tra amore, sesso e fantascienza, mentre a rappresentare il secondo genere vi è Sogno l’amore, non solo un videoclip, ma un film sull’urgenza della passione, creato per dare immagini alle note del giovane cantautore Andrea Laszlo De Simone, regista del corto assieme a Francesca Noto. La giuria è composta da Iosonouncane (Italia), Titta Raccagni (Italia), Virgilio Villoresi (Italia).

Brian De Palma

All’interno della sezione Onde, volta a sottolineare l’espressività innovatrice dei filmmaker nel volgere il loro sguardo cinematografico sull’individuo, la realtà, l’immaginario e la storia, trova spazio Onde-ArtRum, dialogo tra Arte e Cinema reso possibile dalla selezione di film firmati da artisti contemporanei realizzata in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.La retrospettiva del 35mo TFF, curata da Emanuela Martini, sarà dedicata al regista Brian De Palma: per la prima volta in Italia si proporrà una rassegna completa sul grande autore statunitense, appartenente  alla generazione dei Movie Brats, giovani talenti provenienti dal cinema indipendente e nuovi autori formatisi in televisione, che all’inizio degli anni ’70 contribuirono alla nascita del movimento noto come New Hollywood, in virtù del quale si delineava “l’altra faccia dell’ America”, rielaborando il linguaggio proprio della controcultura e la mitologia che ne derivava: scomparivamo ottimismo, perfezione, eroismo, sostituiti da dubbio, voglia di fuga, disadattamento e, con il procedere degli anni Settanta, angoscia, paura, sconfitta, stati d’animo sottolineati cinematograficamente da un’evidente revisione dei generi. Verranno dunque presentati i cortometraggi, i documentari e i videoclip di Brian De Palma, in versione originale sottotitolata, così da (ri)scoprire un autore che ha avuto un’influenza fondamentale sul cinema dei decenni successivi, forte di uno stile visivo personale, caratterizzato da una certa libertà formale nella reiterazione di alcuni tratti stilistici mano a mano sempre più distintivi (come il frequente utilizzo dei piani sequenza o della soggettiva, volta quest’ultima a creare anche una certa partecipazione immedesimativa degli spettatori).

Orangey ed Audrey Hepburn

Di rilievo infine Non dire gatto…, omaggio di Emanuela Martini, direttrice del Torino Film Festival e “gattara” cinéphile: una sezione dedicata ai gatti, che presenta 6 film che spaziano dal classico Disneyiano Alice nel paese delle meraviglie a Una strega in paradiso di Richard Quine, passando anche per un thriller gotico ispirato ad una storia di Edgar Allan Poe, collegandosi idealmente alla mostra attualmente in corso al Museo Nazionale del Cinema intitolata Bestiale! Animal Film Stars (inaugurata il 14 giugno, proseguirà fino all’8 gennaio). I gatti,impassibili, magnetici, sinuosi, dispettosi e imprevedibili, non sono solo i comprimari delle star protagoniste dei film selezionati: spesso rubano letteralmente la scena agli umani e catturano lo spettatore con il loro charme, contribuendo in modo determinante al successo del film in cui recitano. Orangey (protagonista in Il gatto milionario, Rhubarb, 1951, commedia demenziale di Arthur Lubin e Gatto in Colazione da Tiffany, vincitore di due PATSY Awards) e Cagliostro sono parte del nostro immaginario e proprio quest’ultimo compare assieme a Kim Novak nell’immagine ufficiale della 35ma edizione del TFF, tratta da Una strega in paradiso (Bell, Book and Candle, 1958) di Richard Quine.

4 risposte a “35mo Torino Film Festival, la forza essenziale del cinema

  1. Io sono pronto, ho già steso il mio “piano di battaglia” e conto di vedere 25 film, di cui 19 di Brian de Palma… scriverò poi un resoconto sul ns blog… ciao

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  2. Da appassionata del TFF sin dalle prime edizioni, sto purtroppo notando una perdita di identità anno dopo anno.

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    • Sarà che lo seguo non in diretta ma via web o attraverso la visione dei titoli proposti una volta distribuiti in sala, personalmente lo reputo una proposta cinematograficamente valida, visto che continua a focalizzarsi su proposte inedite/opere prime o seconde e riesce a conferire la giusta rilevanza ad autori o correnti attraverso mirate retrospettive (come quella biennale dedicata alla “New Hollywood” o l’attuale, rivolta a Brian De Palma). Mi sembra rilevante anche l’attività del “TorinoFilmLab” Grazie, un saluto.

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