
In occasione dei quarant’anni dall’uscita al cinema, Cineteca Milano ripropone, nella sala del Cinema Arlecchino, uno dei capolavori e film iconici di Woody Allen, Zelig, pellicola che ha mantenuto nel tempo la sua straordinaria modernità. La narrazione prende il via nella New York del 1928. Leonard Zelig (Allen), un uomo qualunque, riesce ad assumere movenze, caratteristiche fisiche, capacità e modi di esprimersi dei suoi interlocutori, si tratti di un trombettista nero o di un cinese in una fumeria d’oppio.
Una volta portato al Manhattan Hospital, i medici sperimentano su di lui ogni tipo di cura, ma la malattia resta inspiegabile. Il “mistero Zelig” travolge la popolazione americana: giornali, radio, dibattiti, conversazioni di ogni sorta hanno come oggetto le vicende dell’uomo. La psichiatra Eudora Esbitt Fletcher (Mia Farrow) si appassiona al caso di Leonard: la patologia, battezzata camaleontismo, nasconde il desiderio di essere accettato e amato.
Il camaleontismo diviene una moda che manda in delirio l’America, con tanto di canzoni, balli, gadget, tazze, spille e pupazzi. La dottoressa Fletcher ipnotizza Zelig e lo interroga come se fosse lei ad avere bisogno del suo aiuto. Grazie a questo metodo, i ricordi e le frustrazioni di Zelig escono fuori, piano piano il paziente sembra avviarsi alla completa guarigione. Sotto gli occhi di un’America esultante, i due programmano le nozze.
Quando il sogno sta per avverarsi, una donna dietro l’altra dichiara di essere stata sposata a Leonard e di essere la madre dei suoi figli. È lo scandalo. Zelig ripiomba nella sua sindrome e sparisce lasciando nello sconforto Eudora…
Woody Allen cominciò a girare Zelig senza avere ancora terminato Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982). Per costruirne la magnifica articolazione narrativa e visiva, il regista poté contare su un preventivo pari a dieci milioni di dollari e si sobbarcò, assieme ai suoi collaboratori, una mole di lavoro impressionante prima, durante e dopo le riprese: un anno di ricerca approfondita su materiali d’archivio, il certosino impegno del noto direttore della fotografia Gordon Willis, una masterizzazione della colonna sonora in grado di restituire il sapore delle registrazioni d’epoca, la scelta scrupolosa di un cast di non professionisti che riportasse ai volti degli anni Trenta. Il film venne immediatamente accolto dalla critica internazionale come un capolavoro.
Come si legge sulle pagine dell’Enciclopedia del Cinema Treccani, “Zelig è al tempo stesso un affresco d’epoca, un documentario, una storia d’amore, una denuncia del sistema americano, una grande commedia. Woody Allen trascina il pubblico in un gioco affascinante e colto, in grado di passare con uguale disinvoltura dall’immagine trasognata di Francis Scott Fitzgerald allo sberleffo a Hitler. Ma il film sferra anche un deciso attacco all’ingenuità dell’American dream, che trova proprio nel cinema uno dei suoi bastioni principali. L’America, colta dalla febbre di emulazione, rivela così il proprio spaesamento. L’incredibile epopea di Leonard Zelig sfiora spesso il surreale, ma il film riesce a mantenere gli eventi credibili, in un equilibro tra fiction e documentazione tipico dei film di Allen”. (Fonte: comunicato stampa)
Zelig. Regia e sceneggiatura: Woody Allen. Fotografia: Gordon Willis. Montaggio: Susan E. Morse. Musiche: Dick Hyman. Interpreti.: Woody Allen, Mia Farrow, John Buckwalter, Marvin Chatinover, Stanley Swerdlow. USA, 1983, 80’, versione originale sottotitolata in italiano.
Le prime date in programmazione, rimandando al sito della Cineteca per maggiori informazioni: giovedì 21 dicembre, sabato 23 dicembre, domenica 24 dicembre, mercoledì 27 dicembre, sabato 30 dicembre, lunedì 1 gennaio.






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