Serena Bortone (Wikipedia)

Dalla pagina Facebook di Serena Bortone: “Come avrete letto nel comunicato stampa, nella puntata di questa sera (sabato 20 aprile, NdA) di “Che sarà...” era previsto un monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile. Ho appreso ieri sera, con sgomento, e per puro caso, che il contratto di Scurati era stato annullato. Non sono riuscita ad ottenere spiegazioni plausibili. Ma devo prima di tutto a Scurati, con cui ovviamente ho appena parlato al telefono, e a voi telespettatori la spiegazione del perché stasera non vedranno lo scrittore in onda sul mio programma su Raitre. Il problema è che questa spiegazione non sono riuscita a ottenerla nemmeno io.

La risposta di Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai (fonte ANSA): “Nessuna censura. La partecipazione dello scrittore Antonio Scurati alla trasmissione Che sarà…, condotta da Serena Bortone, non è mai stata messa in discussione. Credo sia opportuno non confondere aspetti editoriali con quelli di natura economica e contrattuale, sui quali sono in corso accertamenti a causa di cifre più elevate di quelle previste e altri aspetti promozionali da chiarire connessi al rapporto tra lo scrittore e altri editori concorrenti”.

Il sito del Corriere della Sera riporta, sulla base di fonti parlamentari, che la dirigenza avrebbe vagliato il testo fornito dallo stesso Scurati, ritenendolo “fortemente schierato in un momento di campagna elettorale”, per cui sarebbe stato proposto allo scrittore di presentarlo in trasmissione, ma a titolo gratuito. Una volta che, a quando è dato sapere, la proposta venne respinta, si sarebbe quindi giunti alla revoca della prevista partecipazione.

Mah…, forse sarà pure come dice Corsini, i manganelli, virtuali o meno, non c’entrano nulla,  però mi sovviene in mente la sempre attuale frase di un certo Giulio Andreotti, “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina” e d’altra parte, parafrasando una nota frase del Forrest Gump interpretato da Tim Hanks “Fascista è chi il fascista lo fa”… Qui di seguito il monologo di Antonio Scurati che non andrà in onda questa sera.

(Agenda Digitale)

“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania. In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944. Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto.

Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati. Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia? Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così.

(Mediterraneonline.eu)

Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via. Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola – antifascismo – non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana”.

(laRepubblica.it)

L’ultimo aggiornamento comprende un botta e risposta tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Scurati, alla luce anche, fonte Repubblica, di come una nota interna della Rai evidenzi la mancata messa in onda per “motivi editoriali”. Da ammirare, infine, la decisione di Serena Bortone di leggere il monologo all’interno della puntata di Che sarà…, andata in onda ieri sera, sabato 20 aprile, su Rai 3.

Immagine di copertina: Doppiozero

Una risposta a ““Fascista è chi il fascista lo fa””

  1. […] diventate di stringente attualità nei giorni scorsi per il rifiuto della Rai di mandare in onda il monologo a lui dedicato dallo scrittore Antonio Scurati. Già prima che deflagrasse l’affaire Scurati, Cineteca Milano aveva deciso di commemorarlo in […]

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