
Quel genio di Jacques Feyder è il titolo della rassegna, organizzata da Cineteca Milano, che prende il via oggi, mercoledì 4, al Cinema Arlecchino di Milano, per concludersi martedì 17 dicembre, interamente realizzata con film conservati nell’Archivio storico della Cineteca. L’intento è quello di omaggiare al contempo il cinema di Feyder e la passione cinefila dei fondatori della Cineteca, i quali, in particolare Luigi Comencini, sono stati appassionati ammiratori e attenti collezionisti dell’arte del grande regista belga, la cui opera cinematografica resta fra le più personali ed eleganti tra quelle realizzate tra le due guerre mondiali. Tutto il cinema di quei decenni gli è debitore per la disinvolta e precoce transizione dall’arte muta a un cinema sonoro mai incline al teatro filmato. Inoltre, la generazione di registi e autori francesi che ha realizzato i grandi capolavori degli anni Trenta, ha rinvenuto nella lezione di stile di Jacques Feyder un sicuro antecedente e un punto di riferimento imprescindibile.

Il cartellone vede la selezione di quattro titoli della vasta opera dell’autore: L’Atlantide (1921), con accompagnamento musicale di Francesca Badalini, Crainquebille (1922), La donna dai due volti (1934) e Macadam (1946). Jacques Feyder (Ixelles, 1885 – Prangins, 1948) ebbe i suoi natali da una famiglia dell’alta borghesia belga. Fin da giovane rivelò precoci interessi per la pittura e, in seguito, per il teatro. Tale vocazione lo spinse ad abbandonare presto la casa paterna e a recarsi a Parigi, dove si impiegò dapprima nel teatro e quindi, in seguito alla conoscenza di Gaston Ravel, anche nel cinema. Concluso l’apprendistato come aiuto di Ravel, dopo alcune prove minori Feyder realizzò L’Atlantide (1921), un kolossal girato in parte nel deserto algerino, che ottenne un enorme riscontro di pubblico e lo lanciò tra i nomi nuovi del cinema francese.
Due anni più tardi, Crainquebille (1923) rinnovò il successo del lavoro precedente, confortato questa volta anche dal consenso della critica, e lanciò la collaborazione tra il regista e il piccolo Jean Forest, protagonista dei successivi Visages d’Enfants (1925) e Gribiche (1925). Con Carmen (1926), Teresa Raquin (1928) e Les Nouveaux Messieurs (1929), Feyder si fece notare da Hollywood, accettando un contratto con la MGM che lo condurrà a una deludente esperienza americana, trascorsa soprattutto, dopo il promettente The Kiss (1929), ultimo film muto della Garbo, nella realizzazione di versioni multiple per il mercato europeo. Rientrato in Francia nel 1932, Feyder girò in sequenza La donna dai due volti (Le grand Jeu, 1933), Pensione mimosa (Pension Misosas, 1934) e Kermesse eroica (La kermesse héroïque, 1935), film realizzati con un team consolidato, che in pochi anni lo imposero come rinnovatore del cinema francese e autore di punta, nonché precursore, della scuola del realismo poetico.
I film che seguirono, La contessa Alessandra (Knight Without Armour, 1937) e La Loi du Nord (1939), furono invece caratterizzati da una lavorazione più travagliata e da una fortuna più incerta. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale costrinse il cineasta a riparare in Svizzera e a rallentare drasticamente la sua attività. Anche il ritorno in patria, al termine della guerra, si rivelò difficile, scontando le difficoltà materiali in cui versava il cinema francese e la concorrenza dei suoi stessi allievi. Piegato dall’aggravarsi di un alcolismo di lunga data, Feyder accettò infine di co-dirigere con Marcel Blistène L’albergo della malavita (Macadam, 1946), suo ultimo film a cui infuse il gusto per un cinema dall’ accurata messa in scena che non scade mai in mera illustrazione oleografica.
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4 dicembre, ore 17.00. 9 dicembre, ore 17.00. 14 dicembre, ore 11.00: Macadam (Jacques Feyder, Marcel Blistène, Francia, 1946, 88’, sonoro, bianco e nero). Soggetto: Jacques Viot. Sceneggiatura: Jacques Viot. Fotografia: Louis Page. Interpreti: Françoise Rosay, Paul Meurisse, Andrée Clement, Simone Signoret. Paul Demange, Georges Bever, Jeannette Batti, Felix Oudart. Produzione: B.U.P. Française. Copia: Fondazione Cineteca Italiana, restauro digitale 2K.
11 dicembre, ore 15.00: Crainquebille (Jacques Feyder, Francia, 1922, 52’, muto, bianco e nero). Soggetto: Anatole France dal racconto L’Affaire Crainquebille. Sceneggiatura: Jacques Feyder. Fotografia: Léonce-Henri Burel, Maurice Forster. Interpreti: Maurice de Féraudy, Félix Oudart, Jean Forest, Marguerite Carré, Jeanne Cheirel, René Worms, Charles Mosnier, Armand Numès, Françoise Rosay. Produzione: Films A. Legrand. Copia: Fondazione Cineteca Italiana, digitalizzazione 2K.
12 dicembre, ore 17.00.15 dicembre, ore 11.00: La donna dai due volti (Le Grand Jeu, Jacques Feyder, Francia, 1934, 88’, sonoro, bianco e nero). Soggetto: Charles Spaak. Sceneggiatura: Charles Spaak, Jacque Feyder. Fotografia: Maurice Forster, Harry Stradling. Interpreti: Marie Bell, Pierre Richard-Willm, Charles Vanel, Georges Pitoëff, Camille Bert, André Dubosc, Pierre Larquey, Françoise Rosay, Harry Nestor. Produzione: Films de France. Copia: Fondazione Cineteca Italiana, restauro digitale 2K.
17 dicembre, ore 18.00: L’Atlantide (Jacques Feyder, Francia, 1921, 176’, muto). Soggetto: Pierre Benoit, dall’omonimo romanzo. Sceneggiatura: Jacques Feyder. Fotografia: Georges Specht, Amédée Morin. Interpreti: Stacia Napierkowska, Jean Angelo, Georges Melchior, Marie-Louise Iribe, André Roanne, René Lorsay, Génica Missirio, Abd-el-Kader Ben-Ali, Mohamed Ben Noui, Paul Franceschi. Produzione: Société Générale pour le Développement National et Commercial de la Cinématographie. Copia: Lobster Film, Parigi, restauro digitale 4K. Accompagnamento al pianoforte dal vivo di Francesca Badalini.






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