Le Gemelle Kessler…Alice ed Ellen…Chiudo gli occhi ed ecco riaffiorare il ricordo, rigorosamente in bianco e nero, di un mondo televisivo dove parole quali grazia ed eleganza in riferimento ad un intrattenimento sanamente popolare potevano vantare ancora un senso. Il tutto nella cornice di un’Italia avviata verso il boom economico ma pervasa sempre e comunque da una  pruderie consona all’esternazione di “vizi privati, pubbliche virtù”, tanto che la RAI del tempo impose l’uso di pesanti calze nere alle avvenenti sorelle, che si avviavano alla grande notorietà dopo il debutto nel 1961 nel varietà musicale Giardino d’inverno, in onda sull’allora Canale Nazionale per la regia di Antonello Falqui, le coreografie di Don Lurio, l’orchestra diretta dal Maestro Gorni Kramer e la partecipazione di Henri Salvador e del Quartetto Cetra.

Alice ed Ellen, che ci hanno lasciato oggi, lunedì 17 novembre, ebbero i natali a Nerchau, in Sassonia, nel 1936 ed iniziarono a frequentare la scuola di danza dall’età di sei anni. Undicenni (fonte Wikipedia) presero parte al programma per adolescenti del Teatro d’Opera di Lipsia, mentre una volta diciottenni fuggirono dalla Repubblica Democratica Tedesca per rifugiarsi nella Germania Ovest  e qui iniziare la carriera di danzatrici al Palladium di Düsseldorf. Dopo essersi esibite al Lido di Parigi con il corpo di ballo delle Bluebell Girls di Margaret Kelly tra il 1955 e il 1960 e aver rappresentato la Germania Ovest all’Eurovision Song Contest, le gemelle parteciparono a vari film musicali per poi trasferirsi in Italia nel 1961, riprendendo quanto già scritto.

Grazie al successo riscontrato nel citato Giardino d’inverno, la RAI le scritturò nel cast del mitico Studio Uno, sempre Falqui alla regia, che si adoperò per portare in televisione il teatro di rivista ma senza luccicanti scenografie, bensì dando corpo ad un’essenzialità che offriva congruo risalto alle coreografie dei balletti e alle esibizioni degli ospiti, con tanto di cambio di scena a vista. Le Kessler furono interpreti, insieme ai gemelli Blackburn, della sigla d’apertura, la celeberrima  Da-Da-Un-Pa, musica del Maestro Bruno Canfora e testo di Dino Verde. Studio Uno venne trasmesso dal 1961 al 1966, con una sostituzione nel 1964, quando, sempre sul Programma Nazionale, andarono in onda otto puntate di Biblioteca di Studio Uno, rilettura di celebri classici della letteratura, alcuni già oggetto di un adattamento cinematografico o anche televisivo, da Il conte di Montecristo all’ Odissea, senza dimenticare, tra gli altri, I tre moschettieri o Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

Protagonisti i componenti del Quartetto Cetra (Lucia Mannucci, Virgilio Savona, Tata Giacobetti, Felice Chiusano), affiancati di volta in volta da celebri personaggi del mondo dello spettacolo: Alice ed Ellen interpretarono le sirene nella rilettura della citata Odissea. Nell’edizione del 1965 di Studio Uno diedero vita ancora una volta alla sigla iniziale, La notte è piccola, musica sempre del Maestro Canfora e testo del duo Castellano e Pipolo, canzone che intonarono anche con Alberto Sordi, nei panni di Guglielmo Bertone, giornalista aspirante lettore del TG della RAI, in una sequenza dell’episodio Guglielmo il dentone, regia di Luigi Filippo D’Amico, del film I complessi, 1965, una delle loro tante apparizioni cinematografiche, spesso interpretando se stesse.

Ma la loro carriera fu piuttosto multiforme, considerando come alla televisione e al cinema alternarono anche il teatro, sia “leggero” (Garinei e Giovannini) che “impegnato” (Bertold Brecht). A partire dagli anni Settanta e fino agli Ottanta iniziarono a prendere gradualmente le distanze dal mondo della televisione, comparendovi ora nella qualità di ospiti ora di conduttrici, così come negli anni Novanta e Duemila, tornando protagoniste in teatro nel 2011, il musical Dr. Jekyll e Mr. Hyde, diretto da Giancarlo Sepe. Oggi l’ultimo passo di danza, sempre insieme, La notte è piccola per noi, troppo piccolina/se stiamo insieme durerà, non fuggirà/ il tempo qui si fermerà, qui si fermerà, tutto resterà, tutto resterà/ splendido così, splendido così/solo per noi, per noi, per noi, per noi…

Immagine di copertina: Alice ed Ellen Kessler, Harald Bischoff, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0&gt;, via Wikimedia Commons

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