
Solo capolavori – Il cinema di Satyajit Ray e Mira Nair è il titolo della rassegna che Cineteca Milano sta proponendo alla sala Arlecchino dallo scorso 11 gennaio, e che si protrarrà fino al 28 dello stesso mese, frutto della collaborazione con il PAC di Milano, dove fino all’8 febbraio è in corso la mostra India. Di bagliori e fughe. La rassegna si snoda attraverso dieci film di due dei registi più rappresentativi del cinema indiano: Satyajit Ray e Mira Nair, mettendo a confronto due autori vissuti in periodi diversi ma per certi aspetti molto vicini, tanto che possiamo definire Mira Nair una allieva di Satyajit Ray, che è considerato uno dei grandi maestri del cinema mondiale degli anni ’50 del Novecento.
I loro film sono accomunati dal fatto di raccontare le tradizioni, le disparità, le contraddizioni di un paese grande e complesso come l’India, senza rinunciare alla leggerezza. Regista cinematografico (Calcutta 1921 – 1992), Satyajit Ray è stato pittore e aiuto regista di Jean Renoir. Ha esordito nel cinema dirigendo Il lamento sul sentiero (1955). Influenzato dal neorealismo italiano, lo adattò a temi e figure del suo paese con film quali L’invitto (Aparajito) del 1957 o Il mondo di Apu (1959).
In seguito, confrontandosi con la letteratura e le tradizioni indiane, ne analizzò con sguardo umanistico i conflitti con la cultura occidentale, esplorando i generi più diversi con moduli stilistici sempre nuovi in film quali La stanza della musica (1958), La dea (1961), La grande città (1964), Il serraglio (1966), La casa e il mondo (1984) e Il visitatore (1992). È stato il maggior regista della prolifica cinematografia indiana. Mira Nair, invece, nata a Rourkela, Odisha, nel 1957, ha saputo raccontare aspetti della vita sociale del suo paese facendosi apprezzare in Occidente ed è riuscita ad affrontare temi importanti quali la povertà, il razzismo e l’integrazione razziale.
Dopo gli studi universitari a New Delhi, si è trasferita negli Stati Uniti. Alla fine degli anni Settanta ha firmato quattro documentari per poi dirigere il primo lungometraggio, Salaam Bombay! (1988), per il quale è stata insignita del premio Caméra d’or per la miglior opera prima al 41mo Festival di Cannes. Ha poi continuato a indagare temi sociali nei successivi Mississippi Masala (1991) e La famiglia Perez (1995). Con Monsoon Wedding (2001, Leone d’Oro alla 58ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia) ha intrapreso la strada della commedia.
Ha adattato il romanzo Vanity Fair, dell’inglese W.M. Thackeray, trasformandolo in un film raffinato e molto curato nei dettagli; a questo è seguito Il destino nel nome – The Namesake (2006), storia di una famiglia e delle difficoltà di adattamento in un paese straniero. Tra gli altri titoli, ha girato Amelia (2009) e Il fondamentalista riluttante (2012), che ha aperto la 69ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografia di Venezia.
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Martedì 13 gennaio, ore 19.00: L’invitto (Aparajito, regia e sceneggiatura Satyajit Ray, dal romanzo di Bibhutibhushan Bandyopadhyay. Musica: Ravi Shankar. Interpreti: Pinaki Sen Gupta, Smaran Ghosal, Kanura Banerjee, Kanu Bandonopadhaya. India, 1957, bianco e nero, 113’, versione originale sottotitolata in italiano).
Venerdì 16 gennaio, ore 16.00: Salaam Bombay! (Regia: Mira Nair. Sceneggiatura: Sooni Taraporevala. Interpreti: Shafik Syed, Mansa Vithal, Chnada Sharma, Raghubir Yadan. India/Francia/GB, 1988, colore, 113’).
Domenica 18 gennaio, ore 17.00: Il mondo di Apu (Apur Sansar, regia. e sceneggiatura: Satyajit Ray, dal romanzo di Bibhutibhushan Bandyopadhyay. India, 1959, b/n, 107’, versione originale sottotitolata in italiano).
Martedì 20 gennaio, ore 14.45: Monsoon Wedding (Regia: Mira Nair. Soggetto e sceneggiatura: Sabrina Dhawan. Interpreti: Naseeruddin Shah, Shafali Shetty, Vijay Raaz, Tilotama Shome, Lillete Dubey. Francia/India/Italia/USA, 2000, colore, 119’).
Mercoledì 21 gennaio, ore 19.00: La sala della musica (Jalsaghar, regia e sceneggiatura Satyajit Ray. Interpreti: Chhabi Biswas, Kali Sarkar, Tulsi Lahiri, Sardar Akhtar, Gangapada Basu Bismillah Khan, Salamat Ali Khan, Tarapada Nandy. India, 1958, bianco e nero, 100’).
Giovedì 22 gennaio, ore 21.00: Kamasutra (Kama Sutra: A Tale of Love, regia.: Mira Nair. Sceneggiatura: Helena Kriel, Mira Nair. Interpreti: dira Varma, Sarita Choudhury, Ramon Tikaram, Naveen Andrews. India/GB, 1996, colore, 117’).
Domenica 25 gennaio, ore 19.00: Mississippi Masala (Regia: Mira Nair. Soggetto e sceneggiatura: Sooni Taraporevala. Interpreti: Denzel Washington, Sarita Choudhury, Roshan Seth, Sharmila Tagore, Charles Dutton. India, 1990, col., 117’).
Lunedì 26 gennaio, ore 17.00: La dea (Devi, regia e sceneggiatura: Satyajit Ray Interpreti: Chhabi Biswas, Soumitra Chatterjee, Sharmila Tagore, Purnendu Mukherjee. India, 1960, bianco e nero, 93’).
Mercoledì 28 gennaio, ore 19.00: La moglie sola (Charulata, regia e sceneggiatura Satyajit Ray. Tratto dal romanzo di Rabindranath Tagore. Interpreti: Madhabi Mukherjee, Soumitra Chatterjee, Shailen Mukherjee.India, 1964, bianco e nero, 117’).
Biglietto intero 8,50 euro. Riduzione per chi si presenta con il biglietto della mostra “India. Di bagliori e fughe”
Giorni e orari delle proiezioni in aggiornamento su www.cinetecamilano.it






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