
Se c’è un regista che ha saputo rompere e innovare il linguaggio cinematografico, questi è stato sicuramente Jean-Luc Godard. Tra i massimi esponenti del movimento della Nouvelle vague francese, Godard è stato un regista militante e dalla fortissima personalità cui Cineteca Milano dedica la rassegna Il cinema è verità divisa in 24 fotogrammi al secondo – Omaggio a Jean-Luc Godard, che si terrà al Cinema Arlecchino da domani, venerdì 13 febbraio, fino al 21 marzo. L’occasione della rassegna è data dall’uscita in sala, il 5 marzo, di Nouvelle vague, il film di Richard Linklater presentato al 78mo Festival di Cannes, che racconta la realizzazione di Fino all’ultimo respiro, pellicola di esordio, nel 1959, di Godard.
Della lunga cinematografia del regista, con circa quaranta lungometraggi realizzati, Cineteca Milano ne propone al suo pubblico dieci tra cui, oltre al citato Fino all’ultimo respiro, i celeberrimi Il disprezzo e Bande à part. Tutti i titoli proposti sono stati realizzati negli anni ’60, il decennio più creativo per il regista e periodo d’oro del citato movimento cinematografico francese. Sarà così possibile vedere Le petit soldat (1960), Questa è la mia vita (1962), Una donna sposata (1964), Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (1965), Pierrot le fou – Il bandito delle ore 11 (1965), Due o tre cose che so di lei (1966) e La cinese (1967).
Jean-Luc Godard (Parigi, 1930; Rolle, 2022), approdò alla regia dopo i trascorsi di critico cinematografico (scrisse in particolare su riviste quali Arts e Cahiers du cinéma), adoperandosi dapprima nel girare una serie di cortometraggi, in un periodo compreso fra il 1954 e il 1958, per poi proseguire ponendo in essere una concreta rivoluzione del linguaggio della Settima Arte, realizzando opere dal forte valore innovativo, a partire dal menzionato À bout de souffle (Fino all’ultimo respiro, 1960) e proseguendo con titoli come, fra gli altri, Vivre sa vie (Questa è la mia vita, 1962), Le mépris (Il disprezzo, 1963, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia, 1954).
Nell’ambito della Nouvelle vague, la “nuova onda” del cinema francese che prese piede tra la primavera del ’59 e l’autunno del ’63, spazzando via l’accademismo ereditato dagli anni ’30 e sostenendo la “politica degli autori”, i diritti del regista quale padrone assoluto del linguaggio cinematografico, Godard ha espresso un modo diverso di “fare cinema”: libero da costrizioni, sanamente creativo, circoscritto, sempre e comunque, all’interno di un concreto e compiuto percorso artistico, capace di coniugare autorialità e limpidezza espositiva, ma anche di rinnovarsi costantemente, alla luce dei mutamenti sociali e delle nuove frontiere dell’audiovisivo, restando comunque fedele alla propria poetica di stile.
Infatti all’interno della sua filmografia si è soliti procedere ad una suddivisione considerando diversi periodi realizzativi (Alberto Farassino, Enciclopedia del Cinema Treccani, 2003), quello che dal folgorante esordio prosegue fino al 1975 circa, con tematiche che, sempre nella descritta libertà del linguaggio cinematografico, acquisiscono connotazioni via via più politiche, arrivando ad opere prettamente militanti a firma collettiva (Gruppo Dziga Vertov), cui segue una fase (1975-2006) di accostamento alle nuove tecnologie elettroniche, con opere che si focalizzano sulla purezza delle immagini, le quali si susseguono anche a scapito dell’iter narrativo, e su temi inerenti i rapporti familiari, prediligendo toni intimistici (Passion, 1982; Prénom Carmen, 1983; Je vous salue, Marie, 1984).
La sua attività proseguì quindi sino ai giorni nostri, con realizzazioni che ne rimarcarono tanto la sensibilità cinematografica, quanto quella rivolta ancora una volta a tematiche storiche, sociali e politiche.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Venerdì 13 febbraio, ore 21.00. Domenica 8 marzo, ore 11.00: Il disprezzo (Le mépris, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard, dal romanzo omonimo di Alberto Moravia. Fotografia: Raoul Coutard. Musiche: Karl Heinz Stockhausen. Montaggio: Agnès Guillemot, Lila Lakshmanan. Interpreti: Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jach Palance, Fritz Lang, Georgia Moll, J.-L. Godard. Francia, 1963, colore, 100’, versione originale sottotitolata in italiano).
Domenica 15 gennaio, ore 19.00. Sabato 21 febbraio, ore 11.00: Bande á part (Regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard, dal romanzo Fool’s Gold di Dolores Hitchens. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Agnès Guillemot, Françoise Collin. Interpreti: Anna Karina, Claude Brasseur, Sami Frey, Luisa Colpeyn, Danièle Girard, Ernest Menzer. Francia, 1964, bianco e nero, 95’, versione originale sottotitolata in italiano).
Martedì 17 febbraio, ore 17.00: Questa è la mia vita (Vivre sa vie, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard, dall’inchiesta giornalistica Où en est avec la prostitution?. Fotografia: Raoul Coutard. Mont.: Agnès Guillemot. Interpreti: Anna Karina, Sady Rebbot. André S. Labarthe, Guylaine Schlumberger, Brice Parain. Francia, 1962, b/n, 85’, versione originale sottotitolata in italiano).
Mercoledì 18 febbraio, ore 21.00. Lunedì 2 marzo, ore 15.00: Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard, dai racconti La Femme de Paul e Le Signe di Guy de Maupassant. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Agnès Guillemot. Interpreti: Eddie Constantine, Anna Karina, Akim Tamiroff, Hovard Vernon, Laszlo Szabo, Michel Delahaye. Francia, 1965, bianco e nero, 98’, versione originale sottotitolata in italiano).
Venerdì 20 febbraio, ore 19.00: Pierrot le fou – Il bandito delle ore 11 (Pierrot le fou, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard, dal romanzo Obsession di Lionel White. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Françoise Collin. Interpreti: Jean Paul Belmondo, Anna Karina, Dirk Sanders, Graziella Galvani, Samuel Fuller, Jean- Pierre Léaud. Francia, 1965, colore, 112’, versione originale sottotitolata in italiano).
Domenica 22 febbraio, ore 15.00. Venerdì 20 marzo, ore 11.00: Due o tre cose che so di lei (Deux ou trois choses que je sais d’elle, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard, da un’inchiesta giornalistica di Catherine Vimonet pubblicata su Le Nouvel Observateur. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Françoise Collin, Chantal Delattre. Musiche: Ludwig V. Beethoven. Interpreti: Marina Vlady, Roger Montsoret, Annie Duperey, Jean Narboni, Claude Miller, Christophe Bourseiller. Francia, 1966, colore, 95’, versione originale sottotitolata in italiano).
Lunedì 23 febbraio, ore 21.00. Domenica 15 marzo, ore 11.00: La cinese (La Chinoise, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard. Fotografia: Raoul Coutard. Mus.: Karl Heinz Stockhausen. Montaggio: Agnès Guillemot. Interpreti: Jean-Pierre Leaud, Anne Wiazemsky, Michel Semeniako, Juliet Berto, Lex de Bruijn. Francia, 1967, colore, 90’, versione originale sottotitolata in italiano).
Venerdì 6 marzo, ore 21.00. Lunedì 16 marzo, ore 21.00: Una donna sposata (Une femme mariée, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Agnès Guillemot, Françoise Collin. Interpreti: Macha Méril, Bernard Noel, Philippe Leroy, Roger Leenhardt. Francia, 1964, bianco e nero, 95’, versione originale sottotitolata in italiano).
Lunedì 9 marzo, ore 16.45. Martedì 10 marzo, ore 21.00. Mercoledì 11 marzo, ore 15.00. Sabato 21 marzo, ore 11.00: Fino all’ultimo respiro (À bout de souffle, regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard. Soggetto: François Truffaut. Interpreti: Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg, Daniel Boulanger, Jean-Pierre Melville. Francia, 1960, bianco e nero, 89’, versione originale sottotitolata in italiano).
Sabato 14 marzo, ore 15.00: Le petit soldat (Regia e sceneggiatura: Jean-Luc Godard. Fotografia: Raoul Coutard. Montaggio: Agnès Guillemot, Nadine Marquand, Lila Herman. Interpreti: Anna Karina, Michel Subor, Henry-Jacues Huet, Paul Beauvais, Laszlo Szabo. Francia, 1960, bianco e nero, 88’, versione originale sottotitolata in italiano).
Giorni e orari delle proiezioni in aggiornamento su www.cinetecamilano.it




Lascia un commento