“Ma non ti sei accorto che mentre parlavi sull’aereo mi sono messo a leggere le istruzioni sul sacchetto del vomito? (…) (…)Guarda, ti do un consiglio spassionato: ogni tanto, quando parli, fai qualche pausa. Saranno le parti più interessanti del discorso”.
L’agente di marketing Neal Page, Steve Martin, rivolto al compagno di viaggio, obtorto collo, Del Griffith, John Candy, rappresentante di anelli per doccia, in una sequenza di Un biglietto in due, Planes, Trains and Automobiles, 1987, film scritto e diretto da John Hughes.
Un “piccolo grande cult” degli anni ’80, una commedia in salsa “road movie”, il cui iter narrativo si dipana gradualmente come un cocktail, “agitato, non mescolato”, di irresistibili gag comiche, spesso paradossali, le quali vanno a confluire con naturalezza verso toni amari e malinconici.
Il tutto dà vita a una forza empatica non comune riguardo le vicende narrate e la sorte dei due protagonisti, resi mirabilmente dai citati Steve Martin e John Candy.





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