
Si sono spenti i riflettori sulla sesta edizione del Garofano Rosso Film Festival, che dall’1 al 6 settembre ha riportato il cinema nel cuore di Forme di Massa d’Albe, trasformando il borgo della Marsica in un luogo di incontro, confronto e partecipazione. Un festival gratuito per il pubblico, dal carattere educativo, culturale e promozionale, nato con l’obiettivo di affrontare attraverso il linguaggio cinematografico tematiche legate al concetto di marginalità. “Il festival cinematografico più caldo al mondo in uno dei luoghi più freddi d’Italia” (crisi climatica permettendo) ha animato per sei giorni il palco e le vie del paese, proponendo 52 opere suddivise in otto sezioni, otto differenti modi di raccontare e celebrare la marginalità attraverso una molteplicità di sguardi, linguaggi e prospettive.
Il tratto distintivo del Garofano Rosso è stato ancora una volta l’incontro tra cinema e territorio. Alle tematiche al centro dell’agenda europea si è affiancata una territorialità agreste e bucolica, dando vita a un’esperienza capace di mettere la cultura al servizio dei luoghi e, allo stesso tempo, i luoghi al centro della cultura. Un evento nel quale la progettazione partecipata diventa anche strumento di riscoperta identitaria: un equilibrio delicato, costruito sulle fragilità e sulle peculiarità di un territorio d’alta quota, dove la tradizione incontra nuove forme di espressione e di partecipazione.

“Il nostro obiettivo sarà sempre quello di calare un festival dalle alte ambizioni all’interno di un contesto antropologico antico quanto fragile, in cui la nostra prima responsabilità risiede nel creare la giusta armonia tra passato, presente e futuro – sottolinea l’ideatore e fondatore del Festival, Paolo Santamaria – Non potrebbe esistere un Garofano Rosso senza lo spirito formese, così come Forme non sarebbe stata conosciuta da così tanti forestieri senza il festival. È un mutuo scambio, una crescita dolce. Una carezza ruvida, a volte persino scomoda, come la terra che calpestiamo e che, per dare i suoi frutti, necessita di impegno, cura e dedizione”.
“Ogni anno il Garofano Rosso cresce un po’, ma questa edizione ci ha restituito qualcosa di speciale – afferma la direttrice artistica Valentina Traini – La qualità della programmazione, la generosità degli ospiti e una piazza così presente e partecipe ci hanno ricordato perché continuiamo a investire energie in questo progetto. Vedere il festival diventare sempre più un luogo di incontro e scoperta per la comunità è forse la soddisfazione più grande”. Anche quest’anno il festival ha ospitato Supernovae, la sezione dedicata ai registi emergenti e alle nuove voci del cinema italiano. Un vero e proprio trampolino di lancio pensato per valorizzare talenti in ascesa, offrendo spazio, visibilità e occasioni concrete a chi desidera lasciare il proprio segno nel panorama cinematografico, con uno sguardo coraggioso e innovativo verso il futuro.

Fondamentale in tal senso la partnership consolidata con il marchio di distribuzione cinematografica Red Couch Pictures. Numerosi sono stati gli autori, gli interpreti e i professionisti del cinema che hanno preso parte alla manifestazione. Federico Sardie, Michele Modugno con 22 e Domenico Pizzulo, Matia Frignani con Alla Svizzera per la sezione Afterword; Riccardo Charlie Marino e Gregorio Dozzini con Alice latte e miele per la sezione Anteros; Marco Santoro con La talpa per la sezione Dystopia; Edoardo Ulivelli con Rando per la sezione Wonderland; Matteo Memè con Tempi supplementari per la sezione Lacci; Raffaele Patti e Roberto Ferraresi con Fango per la sezione Frontiers; Olga Sargenti con Giallo limone e Marco Pinnavaia e Cecilia Rizzuto con How to feel per la sezione Femme.
Per Supernovae sono stati presenti: Adriano Gardumi, Luca Di Sessa, Damiano Lepri, Jacopo Dragonetti, Luca Grimaldi, Valerio Pisano, Tony Petroff con Povero Aldo; Luca Taiuti con Greendr; Gian Marco Russo e Epicuro Carmine Perrucci con No Mas; Mattia Romagnoli e Valerio Pancotti con Il canto del pesce ragno; Mattia Cirilli, Elisa Ferramosca, Marco Santangelo con Couple slay(er). A impreziosire l’ultima serata del Festival è stata anche la presenza dell’attore e comico Gabriele Cirilli, per l’occasione nei panni di produttore esecutivo del citato cortometraggio Couple Slay(er).

La sua partecipazione ha rappresentato un momento di particolare rilievo per la manifestazione e per la comunità di Forme di Massa d’Albe, che ha potuto incontrare e accogliere un protagonista del mondo dello spettacolo in una serata di festa e di cinema. Accanto alle proiezioni, anche la sesta edizione ha dato grande spazio al Salotto culturale, appuntamento pomeridiano dedicato al confronto sui temi più urgenti del presente. Tra gli incontri proposti, L’immaginazione come infrastruttura – Quando la cultura diventa strumento di rigenerazione dei territori, con lo scrittore Peppe Millanta.
Spazio anche alla letteratura con John Fante Tapes, Charles Bukowski, Ben Pleasants e la riscoperta di Chiedi alla polvere, presenti l’autore Alessio De Stefano e la traduttrice Sara Savina. Particolarmente importante l’appuntamento dedicato alla figura del caregiver, con referenti e soci CONFAD, per approfondire tutela e diritti dei caregiver familiari, e quello sulla Death Education, con l’autrice Maria Angela Gelati, dedicato agli strumenti per affrontare il tema della morte nei contesti educativi.

Un altro momento particolarmente significativo dell’edizione 2026 è stato quello dedicato al rapporto tra il Garofano Rosso Film Festival e la comunità di Forme di Massa d’Albe. In piazza Luigi Libertini, cittadini e associazioni del territorio sono stati invitati a rispondere a una domanda semplice ma centrale: Che cosa dovrebbe esserci nel Garofano Rosso perché tu possa sentirlo più tuo?. Da qui è nato un confronto aperto, pensato per raccogliere idee, critiche e suggerimenti e trasformarli in una vera occasione di progettazione partecipata.
Un percorso che ha coinvolto persone di età e sensibilità diverse, con l’obiettivo di costruire un festival sempre più vicino all’identità del borgo e alle esigenze di chi lo vive quotidianamente. Un momento che ha permesso alla comunità di conoscersi, ritrovarsi e mettere in comune idee e prospettive, rafforzando il legame tra il Festival e il paese che lo ospita. L’obiettivo, per le prossime edizioni, è quello di rendere il Garofano Rosso sempre più un progetto condiviso, nel quale la cittadinanza non sia soltanto pubblico e spettatrice, ma parte attiva della sua costruzione e della sua crescita.

Un festival capace di rinnovarsi, senza perdere quello spirito di curiosità, amore e rispetto che ne ha accompagnato il percorso fin dall’inizio. Durante il Festival, inoltre, sono stati assegnati diversi riconoscimenti come il Premio Giovanni Oppedisano dedicato al miglior documentario, assegnato al regista Rosario Minervini per Tirrenica e il Premio Stefano Landini per le Migliori Musiche Originali, andato invece a Matteo Memè per Tempi supplementari. Tra le novità e gli appuntamenti che hanno arricchito il programma, anche la poesia ha trovato uno spazio speciale. La Via della Poesia ha incontrato Equites Poiesis, attraversando il borgo di Forme e trasformando lo spazio quotidiano in un vero e proprio territorio poetico da abitare.
Nata da un’idea di MaRio dal Mare, La Via della Poesia è stata pensata come un dispositivo relazionale e una forma di toponomastica poetica: un luogo nel luogo dove rallentare, incontrarsi, ascoltare versi e osservare ciò che ci circonda da una prospettiva differente. A questa esperienza si è unito Equites Poiesis, progetto di Jacopo Di Lazzaro e Ashley Narducci, nato con l’obiettivo di portare la sostanza poetica nella quotidianità attraverso frammenti, parole e istantanee di un mondo interiore. Non è mancata inoltre La Cantina della Poesia, a cura di MaRio Dal Mare, con la partecipazione di Eleonora Fisco: uno spazio informale e conviviale dedicato alla poesia performativa, alle letture, alle improvvisazioni e alle performance, aperto tanto a chi desiderava prendere la parola quanto a chi preferiva ascoltare.

Presente nella manifestazione l’attività di Paolo Gatti, poeta delle “poesie espresse”, che ha realizzato per il pubblico componimenti estemporanei. Un’iniziativa che ha accompagnato le serate del Festival, offrendo ai partecipanti la possibilità di portare con sé un ricordo originale. Tra le iniziative collaterali del Festival anche le Cinescursioni, appuntamento ormai caratterizzante del Garofano Rosso. L’associazione Leonart, che ha curato l’iniziativa, ha accompagnato i presenti in percorsi e scenari simbolici nel cinema, come sulle pendici del Monte Velino in un percorso dedicato a La Bibbia di John Huston (1966) che proprio in questi scenari ambientò alcune delle sue sequenze, o sulle tracce de Il deserto dei Tartari (1976) di Valerio Zurlini, i cui paesaggi hanno contribuito a creare un’atmosfera sospesa del film.
Le due escursioni hanno offerto così una lettura del territorio attraverso il cinema, mettendo in relazione paesaggio, memoria e storia delle produzioni cinematografiche che hanno scelto Forme come set. Con la conclusione della sesta edizione, il Garofano Rosso Film Festival chiude sei giorni di cinema, cultura, poesia, musica, confronto e partecipazione, ma non il percorso intrapreso con il territorio.Il festival si conferma infatti come uno spazio nel quale la cultura può diventare strumento di relazione, rigenerazione e riscoperta identitaria. Un progetto che sceglie di portare il cinema lontano dai grandi centri, dentro un piccolo borgo della Marsica, facendone non soltanto una cornice, ma un protagonista.
Un’esperienza resa possibile dalla partecipazione degli artisti e degli autori, delle associazioni locali come la Pro Loco, i Grifoni, Quiss’elle Forme, gli Alpini, dall’amministrazione comunale tutta, rappresentata dal Sindaco Nicola Blasetti, dalla cittadinanza formese e, infine, di tutto lo staff del Garofano Rosso Film Festival, che con il proprio lavoro e la propria passione ha contribuito a trasformare ancora una volta Forme di Massa d’Albe in un luogo dove il cinema incontra la comunità e la cultura diventa esperienza condivisa.





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