
La XXII edizione del Lucca Film Festival si è svolta, a ingresso gratuito, dal 26 settembre al 4 ottobre 2026, con la direzione artistica di Nicola Borrelli e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, presentando un ricco programma e un variegato parterre di ospiti. Tra questi, hanno ricevuto il Premio alla Carriera: Gordon Getty, il regista, sceneggiatore e artista statunitense Julian Schnabel, la regista e sceneggiatrice Liliana Cavani, il regista, sceneggiatore e attore Nanni Moretti. Il regista e sceneggiatore danese Nicolas Winding Refn ha invece ricevuto il Golden Panther Award e l’attrice e regista Donatella Finocchiaro è stata insignita del Premio Outstanding Woman in Film Award.
L’attore Lorenzo Aloi ha ricevuto il Premio Nuovi Protagonisti. Curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino, il Concorso internazionale lungometraggi ha avuto in giuria il regista, sceneggiatore e produttore lituano Šarūnas Bartas, la costumista Franca Squarciapino e l’attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino, che hanno conferito il Premio Miglior Lungometraggio (1.000 euro) a Master di Rezwan Shahriar Sumit (Bangladesh), con la seguente motivazione:
“Per la capacità di aver saputo raccontare, attraverso una storia apparentemente locale, il momento di crisi che la democrazia rappresentativa sta vivendo in questo periodo storico in tutto il mondo. Per mezzo di una sceneggiatura intelligente e sottile lo spettatore conosce la storia di un professore dai sani principi e da una onesta vocazione per la giustizia sociale che risulterebbe salvifica se non si scontrasse con i meccanismi di una politica asservita ai bisogni degli individui più che a quelli della collettività. Il film, che scorre con molta agilità, mostra sapientemente i paradossi con i quali il protagonista si viene a scontrare, e la corruzione a cui cede è la stessa a cui, ahinoi, siamo fin troppo abituati a riconoscere, in ogni angolo del nostro piccolo mondo”.
Menzione Speciale della Giuria a Kurtuluş – Salvation di Emin Alper (Turchia), “Per la forza visionaria con cui scava nelle radici più arcaiche della violenza collettiva. In un villaggio dove il ritorno di un clan esiliato fa riaffiorare antichi rancori, Emin Alper segue le visioni di Mesut e mostra come la fede possa farsi investitura, la paura certezza, e un’intera comunità scivolare verso l’irreparabile. Un film di grande tensione e densità atmosferica, che interroga lo spettatore sul confine sottile tra credere e obbedire”.
La Giuria Stampa e Comunicazione ha assegnato il Premio Marcello Petrozziello al miglior lungometraggio a Snake Milkers and the Miserable Lady di Vahid Alvandifar ( Iran/Svezia), “Per la suggestiva fotografia che valorizza i magnifici paesaggi innevati dell’Iran, per la forza di una scrittura grottesca dal sapore pirandelliano e per la capacità di restituire, attraverso la finzione, le reali e profonde difficoltà di vita in un Paese tormentato”.
Per il Concorso Internazionale Cortometraggi, curato da Laura Da Prato e Dario Ricci, la giuria, presieduta dal regista belga Jaco Van Dormael e composta dalla sceneggiatrice e regista Valia Santella, dal regista e documentarista Alex Infascelli e da Veronica Lucchesi, cantante e attrice, cofondatrice e voce de La Rappresentante di Lista ha premiato come Miglior Cortometraggio (Premio di 1.000 euro) The Tara on Her Head di Dhundrup Lobsang (Cina):
“È raro vedere film provenienti dal Tibet. È ancora più raro vederne uno caratterizzato da uno stile cinematografico così originale, magistrale e peculiare. Il film è scritto attraverso la macchina da presa: non una semplice telecamera che registra, ma che scrive. Un uomo vede il mondo capovolto: una premessa folle, sviluppata in modo brillante dall’inizio alla fine. L’intera giuria è rimasta colpita dallo stile originale di questo giovane regista e sceneggiatore – e della sua troupe – nel ritrarre paesaggi e personaggi che raramente si vedono al cinema”.
Menzione speciale per Dear Shop Girl di Nira Burstein (USA): “Dopo una decisione che ci ha messo sottosopra, diamo una menzione speciale a Dear Shop Girl, un film che ci ha colpiti per la cura nella creazione dei personaggi e per la bravura nel saperli guidare pur lasciandosi trasportare dalla loro verità”.
Premio della Giuria Studentesca: Life goes on di Daniel Audritt e Kat Butterfield (Regno Unito). Premio della Giuria popolare: Life Goes On di Daniel Audritt e Kat Butterfield (Regno Unito).
Il Lucca Film Festival for Future curato da Leonardo Galeassi in collaborazione con il Gruppo Sofidel ha avuto una giuria presieduta dall’attrice Donatella Finocchiaro e composta da Caterina Colombo, direttrice della fotografia e dalla produttrice Giada Mazzoleni. Il Premio della Giuria è andato ad Apes di Benny Wang: “Per l’originalità della narrazione distopica e per la messa in scena cinematografica”. Menzione speciale a Puturno di Thomas Lattuada, “per la positività del messaggio e per le immagini oniriche”. Premio Giuria Studentesca a People Live Here di Gabrielle Côté.
Lucca Effetto Cinema con la direzione artistica di Irene Passaglia, affiancata da Riccardo Santabarbara ha conferito il Premio Miglior Scenografia ad ANGolo 9. Premio Miglior Performance (500 euro): Compagnia Contromano con La Famiglia Addams. Tutti i restanti premi di Lucca Effetto cinema saranno consegnati il prossimo 4 dicembre al Teatro San Girolamo, grazie alla collaborazione con il Teatro del Giglio Giacomo Puccini.
Il premio della terza edizione del corso di sceneggiatura Scrivere Cinema, curato dalla docente, sceneggiatrice e regista, Cristina Puccinelli e con la giuria formata dallo sceneggiatore Cosimo Calamini, dalla scrittrice sceneggiatrice Flavia Piccinni e dall’attore Alberto Paradossi, ha visto l’assegnazione del Premio Giovani Voci della Commissione Giovani della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca a Tette di Branimir Liguori.
Il concorso internazionale dedicato alla videoarte Over The Real, ideato e diretto da Maurizio Marco Tozzi, Lino Strangis e Veronica D’Auria ha premiato XXI – Un arcane pour un autre monde di Francesca Bonato (Italia/Francia), con la seguente motivazione:
“Per la raffinata costruzione visiva e la capacità di dare forma a una coreografia sospesa tra dimensione fisica e immaginario cosmico. In un oceano ormai ferito e contaminato, ma ancora capace di schiudersi alla vita e alla luce, il corpo della danzatrice fluttua in una condizione di apparente assenza di gravità, intrecciando la grazia dei gesti e l’eleganza del movimento alla presenza inquietante di plastiche e rifiuti tossici. Il contrasto tra la bellezza delle forme e il degrado dell’ambiente naturale genera una potente tensione poetica e simbolica, in cui la fragilità dell’armonia corporea si confronta con la violenza dell’inquinamento.
Il buio acquatico, la luce che attraversa uno spazio torbido e la dimensione immersiva del suono digitale concorrono a costruire un universo visivo e sonoro di forte suggestione, nel quale il tempo sembra dissolversi. Un’opera che, attraverso il linguaggio universale del corpo e la forza evocativa delle immagini, trasforma la relazione tra essere umano e natura in una visione sospesa tra bellezza, inquietudine e possibilità di un altro mondo”.





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