Al via la Mostra del Cinema di Venezia

nxgfPiatto ricco per l’edizione n.66 della Mostra Internazionale d’arte cinematografica, ben 184 titoli in catalogo, ai quali aggiungere i 28 delle Giornate degli autori e i 10 della Settimana della critica.
Il direttore Marco Muller ha infatti deciso, come giustamente sottolinea stamane Paolo Mereghetti sul Corriere della sera, di inseguire “nuovi modi di essere pubblico”, puntando sulla Mostra non più come accentratrice di nuove tendenze, ma come “un grande accumulo dei modi di produzione e di fare cinema”, passando con estrema disinvoltura dai film “di genere” a quelli “d’autore”.

Vedremo nel corso del suo svolgimento se la scelta si rivelerà azzeccata e quale sarà la reazione della Giuria(anche questa composta in modo estremamente eterogeneo, presieduta dal regista Ang Lee, vede tra i giurati anche Liliana Cavani, l’autore russo Serghej Bodrov, l’attrice francese Sandrine Bonnaire, il regista americano Joe Dante, l’indiano Anurag Kashyap e il rocker, ma anche valido regista, Luciano Ligabue) e soprattutto il responso del grande pubblico nelle sale.

Forse sarà la volta buona per conciliare qualità e riscontro “popolare”, in particolare per il nostro cinema che sembra puntare di nuovo verso opere di ampio respiro senza incartarsi più su stesso: l’avvio con Baaria di Giuseppe Tornatore è la testimonianza più evidente, un grande affresco autobiografico,girato in dialetto siciliano e proiettato, probabilmente, con sottotitoli, un vero e proprio viaggio nel tempo, non solo in senso metaforico, costato due anni di lavoro(e 30 milioni di euro), con oltre 200 attori e 35mila comparse,che rientra tra i film in concorso.

Tra i film italiani in corsa anche Il grande sogno di Michele Placido, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, La doppia ora di Giuseppe Capotondi; tra i film stranieri da segnalare, anche per le polemiche che forse li accompagneranno,Lebanon di Samuel Manoz, girato dentro un carro armato, Survival of the Dead di George A. Romero, un horror splatter dal sottofondo metaforicamente politico, The road di John Hillcoat, dalle atmosfere post-apocalittiche, Lourdes di Jessica Hausner, Bad lieutenant:port of call New Orleans, di Werner Herzog, remake de Il cattivo tenente di Abel Ferrara.

Grande assente Tullio Kezich, recentemente scomparso, che ,seguendo la Mostra del cinema di Venezia, nel 1946, per Radio Trieste, aveva iniziato la sua carriera di critico cinematografico: la sua visione obiettivamente critica ed emozionalmente costruttiva mancherà a molti, addetti ai lavori e non.


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