Shrek e vissero felici e contenti

swqC’era una volta nel regno di Molto Molto Lontano un orco che viveva felice nella sua capanna presso la palude, insieme ad una splendida orchessa, Fiona, un matrimonio allietato dalla nascita di tre bei orchetti, due maschietti ed una femminuccia. La normale quotidianità man mano diveniva monotona routine, tra risvegli improvvisi al mattino presto, causa gli “nghè-nghè” dei pargoletti, i pannolini da cambiare, le pappine…Meno male che gli inseparabili amici Ciuchino e Gatto portano l’uno un po’ di chiassosa vivacità e l’altro il ricordo delle tante avventure passate insieme…

Già, le vecchie avventure, il ricordo di quando eri un orco temuto e ricercato, non una tra le tante attrazioni turistiche o un ridicolo “babau” ad uso e consumo di bimbetti capricciosi…La tranquillità della tua casetta, i bagni nel fango…Come? Vorresti tornare indietro? Sicuro? Siamo nel mondo delle fiabe, tutto è possibile…Il perfido Tremotino ha già stilato un contratto, basta firmare: un giorno da orco in cambio di un giorno qualsiasi della tua vita precedente…Ora sei quello di un tempo, ma è il mondo intorno a te ad essere cambiato, Tremotino è il sovrano assoluto del paese, ha al soldo un nugolo di streghe cacciatrici di orchi, i quali vivono alla macchia, organizzati in un gruppo di resistenza capeggiato dalla tua Fiona…Perché Ciuchino non ti riconosce più? Gatto poi è un ciccione da salotto, non più l’indomito spadaccino con gli stivali…Cosa sarà mai successo? Si potrà tornare indietro? Sì, ma lottando strenuamente per ciò in cui si crede e per chi si ama, nulla è dato per scontato, neanche in un mondo di favola.

Shrek e vissero velici e contenti è il quarto episodio, definitivo a quanto è dato sapere (e sperare), di una saga seriale che ha avuto il suo folgorante inizio nel 2001, quando, con un perfetto film d’animazione emancipato e “adulto”, la Dreamworks riuscì in un sol colpo a smitizzare il mondo delle fiabe, evitando e schierandosi contro la sua eccessiva edulcorazione perpetrata negli anni, con un tocco di perfida ironia ed un linguaggio dai continui rimandi filmici, e capovolgere, dandogli un senso, la consueta morale. Niente più “buoni-buoni” e “cattivi-cattivi”, ma, entrambi tali solo in apparenza, arricchendo i vari personaggi di insolite caratterizzazioni e sfumature psicologiche.

Dopo un valido sequel, e un terzo episodio così così, con le citazioni ormai divenute lezioso manierismo, ora gli sceneggiatori J.Klausner e D. Lemke (la regia è di Mike Mitchell), non riescono ad andare oltre la dilatazione della, comunque felice, intuizione di prendere spunto dal classico di Capra, La vita è meravigliosa, per dare vita ad un film che sfrutta quanto già noto, connotandolo qua e là con qualche trovata simpatica (Gatto obeso, il Pifferaio Magico), mentre il tema del paradosso temporale si fa sin troppo intricato e didascalico, con tanto di introduzione iniziale a giustificare quanto si vedrà in seguito che sa francamente di posticcio.

Nulla da eccepire sul piano puramente tecnico (ho visto la versione 2D), con una computer graphic estremamente perfezionata, ma ormai si è detto tutto ciò che si poteva dire e la favola dell’orco con le orecchie a tromba, come ogni bella fiaba che si rispetti, deve avere un suo inizio ed una sua fine: la reiterazione fine a se stessa e il merchandising è meglio che ne restino fuori, anche in una versione allegramente alternativa.


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