Il 2026 è l’anno di un’altra estate segnata da temperature record. Secondo Copernicus, giugno è stato il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. Di fronte a una crisi del genere, la sfida è evitare che la crisi diventi la ‘nuova normalità’ e che alla preoccupazione subentri la rassegnazione. Per questo c’è bisogno di continuare a parlare di crisi climatica, mostrando chi ne sopporta i costi maggiori, quali disuguaglianze si approfondiscono e quali possibilità abbiamo ancora di reagire insieme. Su questo terreno si muove la quarta edizione di Cinema In Verde, il festival internazionale di cinema ambientale e sociale ideato da Simonetta Lombardo e organizzato da Silverback e Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza Cultura, con il sostegno di Roma Capitale, in programma dal 17 al 20 settembre tra l’Arena di Piazza Vittorio e il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza.

Al centro della manifestazione, sei film internazionali inediti in Italia in concorso per il Ginkgo d’Oro 2026: opere che guardano al rapporto tra crisi ambientale e vita delle persone attraverso terre sottratte alle popolazioni indigene, estrazione mineraria, disboscamento illegale, migrazioni, energia e disuguaglianze, fino all’eco-ansia e al rapporto tra esseri umani e mondo naturale.

Corriamo il rischio che il caldo record, gli incendi, la siccità e gli eventi estremi finiscano per non sorprenderci più: alla consapevolezza può sostituirsi una sorta di eco-rassegnazione, l’idea che la crisi climatica sia ormai inevitabile e che quindi possiamo solo adattarci. È proprio questa rassegnazione che dobbiamo smontare. Per farlo abbiamo bisogno anche del cinema, perché le storie rendono visibili gli effetti della crisi sulle vite, sui diritti e sulle disuguaglianze, e possono anche mostrare che le risposte si costruiscono quando si uniscono le forze. Cinema In Verde nasce anche per questo: mettere insieme cultura, ricerca, istituzioni, associazioni e pubblico e trasformare la consapevolezza in capacità di agire”, dichiara Simonetta Lombardo, ideatrice di Cinema In Verde e CEO di Silverback.

Il concorso si aprirà giovedì 17 settembre con due storie molto diverse sul rapporto tra esseri umani, natura e progresso. The Rembrandt Syndrome di Pierre Schoeller, dalla Francia, entra nel mondo dell’industria nucleare attraverso Claire e Yves, due ingegneri la cui fiducia nella scienza e nella razionalità viene incrinata quando lei comincia a interrogarsi sulla sicurezza dei reattori sui quali lavorano. Il dubbio si accompagna al presentimento di un possibile disastro e a una crescente eco-ansia. The Last Blossom di Baku Kinoshita, film d’animazione giapponese, segue invece un anziano detenuto condannato all’ergastolo che trascorre gli ultimi giorni della propria vita dialogando con un piccolo fiore di balsamo: dal confronto riaffiorano il passato nella yakuza, gli affetti e i rimpianti, in un racconto che intreccia memoria, animismo e possibilità di redenzione.

Venerdì 18 settembre il centro del racconto diventa la terra e il diritto di continuare ad abitarla. Nimuendajú di Tânia Anaya (Brasile, Perù) ripercorre la storia dell’etnologo tedesco Curt Unckel e il suo rapporto con le popolazioni native del Brasile, fino alla scelta di denunciare persecuzioni, espulsioni e progressiva occupazione dei loro territori. In Árru di Elle Sofe Sara (Norvegia, Svezia e Finlandia) è invece un progetto minerario a minacciare i pascoli di una comunità Sami e il lavoro di Maia, madre single e allevatrice di renne. La battaglia per difendere il territorio si intreccia qui con una storia familiare e con traumi rimasti a lungo sepolti.

Sabato 19 settembre due film messicani guardano alle foreste e alle economie che crescono intorno al loro sfruttamento. In La Reserva di Pablo Pérez Lombardini, Julia, guardaboschi del Chiapas, cerca di contrastare i taglialegna illegali mentre la comunità di Monte Virgen è sempre più restia a esporsi. The Garden We Dreamed di Joaquín del Paso segue invece Esther e Junior, una coppia haitiana che attraversa il Messico con le due figlie di lei nel tentativo di raggiungere gli Stati Uniti. La necessità di sostenere la famiglia porta Junior a lavorare come vedetta per i taglialegna, facendo convergere nella stessa storia migrazione, precarietà e disboscamento illegale.

A valutare le sei opere sarà una giuria presieduta dal regista e produttore Matteo Rovere e composta dall’attrice Giulia Michelini, dagli attori Andrea Arcangeli e Carlo De Ruggieri, dal giornalista Alessandro Guarasci, dal direttore generale della LIPU-BirdLife Italia Danilo Selvaggi e dalla direttrice dello IED Roma Laura Negrini. Accanto alla Giuria ufficiale ci sarà la Giuria Germogli, composta da studenti universitari, che assegnerà un proprio premio. Accanto al concorso, Cinema In Verde propone un programma di proiezioni e occasioni di confronto. Ad aprire il Festival, giovedì 17 settembre all’Arena di Piazza Vittorio, sarà il duo drag Karma B insieme a Chiara Campione, direttrice di Greenpeace Italia, protagoniste di un dialogo sui cambiamenti ambientali e sociali e sul modo in cui vengono raccontati e discussi nello spazio pubblico.

All’inaugurazione parteciperanno, tra gli altri, Sabrina Alfonsi, Assessora all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Antonella Polimeni, Rettrice Sapienza Università di Roma e Massimo Pronio, responsabile comunicazione – Rappresentanza Commissione Europea in Italia. Al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza torna nelle mattine del 17, 18 e 19 settembre Documentario come arte del reale, con proiezioni e incontri dedicati al rapporto tra comunità e territorio, alla tutela delle foreste e alle migrazioni climatiche.

In programma Land of Canaan di Maggie Lemere, Le Chant des Forêts di Vincent Munier, preceduto dal corto Un Racconto di Tre Foreste, e Black Water di Natxo Leuza. Tra gli ospiti Gaga Pignatelli, coordinatrice di Equo Garantito, Ewa Hermanowicz e Alberto Pauletto del Forest Stewardship Council e Angelica de Vito, esperta di migrazioni climatiche e consulente diplomatica presso le Nazioni Unite. Nei pomeriggi, sempre alla Sapienza, la rassegna Green Mirror proporrà The Sea di Shai Carmeli Pollak, Eva di Emanuela  Rossi e il film d’animazione Arco – Un’amicizia per salvare il futuro di Ugo Bienvenu.

All’Arena di Piazza Vittorio il confronto proseguirà con i talk Coltivare in un clima che cambia, dedicato agli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura e alle possibili risposte, con rappresentanti del mondo agricolo, della ricerca e di Barilla; Roma Green Set, sulla sostenibilità delle produzioni cinematografiche; Alla scoperta di storia e natura con i Sentieri di carta, sul ruolo del turismo sostenibile nella valorizzazione dei territori, con la partecipazione, tra gli altri, di Comieco e Legambiente. Inoltre, un pomeriggio sarà dedicato al clean-up dell’area con i rappresentanti di Plastic Free Italia.

Tra gli appuntamenti della giornata conclusiva, domenica 20 settembre, anche Land: racconti palestinesi. All’Arena di Piazza Vittorio saranno presentati i sei cortometraggi realizzati da dodici giovani cineasti palestinesi che hanno partecipato alla spring school di due mesi organizzata da Cinema In Verde e ACS – Associazione Cooperazione e Solidarietà, insieme ai partner cinematografici del progetto. Alcuni degli autori e delle autrici saranno a Roma per presentare i propri lavori. A seguire, la premiazione del Ginkgo d’Oro 2026 e la proiezione del film vincitore. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti fino a esaurimento posti. La prenotazione è obbligatoria. Il programma completo e le prenotazioni sono disponibili su www.cinemainverde.it. (Fonte: Cartella Stampa)

Cinema In Verde è organizzato da Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza Cultura e dall’agenzia di comunicazione green Silverback, con il sostegno di Roma Capitale, attraverso l’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti e l’Assessorato alla Cultura. Il concorso internazionale all’Arena di Piazza Vittorio è realizzato in collaborazione con ANEC Lazio.

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