Un ricordo di Georges Descrières

Georges Descrières
Georges Descrières

Ci ha lasciati l’attore Georges Descrières (Georges René Bergé all’anagrafe), morto sabato 19 ottobre, a Cannes, all’età di 83 anni. Uno dei tanti “amici d’infanzia”, almeno per coloro che appartengono alla mia generazione: gradita compagnia di vari pomeriggi (domenicali, sul secondo canale Rai, se la memoria non mi inganna) con la celebre serie televisiva Arsenio Lupin (Arsène Lupin), 26 episodi suddivisi in due stagioni tra il ‘71 e il ‘74, basata sulle opere di Maurice Leblanc, “papà” del ladro gentiluomo, protagonista di romanzi, racconti e pièce teatrali a partire dal 1907, anno in cui venne pubblicata una raccolta di nove novelle (Arsène Lupin, gentleman cambrioleur).

untitledL’interpretazione offerta da Descrières di Lupin, divertita e divertente, ne ha colto gli aspetti salienti di uomo elegante, raffinato, con un sottile senso del’umorismo, amante del lusso e delle belle donne, assecondando le capacità trasformiste previste nell’opera d’origine, così come il rispetto di un particolare codice morale del personaggio riguardo lo svolgimento della sua “professione”. Infatti i suoi ingegnosi furti, sempre lontani da azioni propriamente violente, venivano perpetrati nei confronti delle persone più facoltose e i frutti dell’attività venivano devoluti, oltre che a se stesso, alle persone più bisognose.

untitled3Descrières è stato anche un valido interprete teatrale (era membro della Comédie-Française, con la quale ha realizzato numerose pièce) e cinematografico (l’esordio nel’54, L’uomo e il diavolo, diretto da Claude Autant-Lara), offrendo al riguardo buone doti da caratterista (Le Mariage de Figaro, Jean Meyer, ‘59, il ruolo di Athos ne I tre moschettieri di Bernard Borderie, ’61, o quello di David in Due per la strada, Stanley Donen, ‘67), ma la conclusione è ovvia: per tutti sarà sempre e soltanto Arsène Lupin, brillant comme le diamant rapide comme le vent, riprendendo alcuni versi della sigla finale (prima serie) composta da Jean-Pierre Bourtayre e interpretata da Jacques Dutron (L’Arsène).
Bon voyage, mon ami.


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