(Taxidrivers.it)

Un aereo ricomposto nei suoi componenti essenziali, recuperati lungo il fondale di quella parte del Tirreno meridionale compresa tra le isole di Ponza ed Ustica, occupa gran parte di una sala museale, mentre, pendenti dal soffitto, 81 luci si accendono e si spengono, palesando il ritmo di un respiro. Altrettanti specchi neri, collocati intorno al velivolo, provvedono a riflettere l’immagine di quanti percorrono il perimetro tutt’intorno, così come, in eguale numero,  gli altoparlanti diffondono una serie di frasi, pensieri in ordine sparso propri di quanti si sono messi in viaggio per lavoro, vacanza o ricongiungersi ai familiari, e che da lì a poco avrebbero subito una ineluttabile tragedia. Quanto resta dei loro oggetti personali va a costituire il contenuto di 9 casse nere, sempre disposte intorno all’aereo.

Siamo al Museo per la Memoria di Ustica, istituito per espressa volontà dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, presieduta da Daria Bonfietti: quella che ho cercato di descrivere nelle sue linee essenziali è l’installazione permanente ideata dall’artista Christian Boltanski (1944-2021), dalla quale prende simbolicamente il titolo il toccante docufilm scritto e diretto da Luciano Manuzzi con la collaborazione del giornalista Luigi Riva, Luci per Ustica, proiettato lo scorso venerdì, 16 giugno, nell’ambito della 19ma edizione del Biografilm Festival  (Bologna, 9-19 giugno), inserito nella sezione Biografilm Art & Music.

La costruzione narrativa parte da un assunto conclamato, che nella sua straziante esternazione avvolge in un unico grande abbraccio sia i parenti delle vittime che noi “semplici” cittadini, ovvero la verità su quanto accadde alle 20:59 del 27 giugno 1980 al DC9 dell’Itavia, volo di linea IH 870, partito, in ritardo, da Bologna Borgo Panigale e diretto a Palermo Punta Raisi, oramai conclamata dopo anni di depistaggi, inchieste, insabbiamenti, processi, morti misteriose di alcuni personaggi coinvolti, ma non concretamente dichiarata, senza provvedere, in nome di una giustizia che possa definirsi tale, all’accertamento definitivo delle responsabilità.

L’intera vicenda riveste infatti i connotati di un coinvolgimento internazionale che vedeva quali attori protagonisti Francia, Libia e Stati Uniti d’America: il DC9, trovandosi nella linea di fuoco di un combattimento aereo, venne colpito da un missile lanciato da un caccia, inteso ad abbattere un MIG delle forze aeree libiche. 

(MyMovies)

 “L’incidente al DC-9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento. Dunque c’era la guerra, quella notte del 27 giugno 1980 nel cielo di Ustica e il DC-9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto”.

Daria Bonfietti (Biografilm Festival)

Così si esprimeva il giudice Rosario Priore a fine agosto del 1999 nel concludere la sua istruttoria, come si può leggere sul sito dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, quindi non vi fu alcun cedimento strutturale ed egualmente si escluse la presenza di un ordigno a bordo comandabile a distanza, le tante perizie accertarono quanto i danni inferti al velivolo fossero incompatibili con le suddette ipotesi: Manuzzi, nel ricostruire l’iter che dalle prime inchieste conduce ai nostri giorni, avalla stilemi che rifuggono da quelli propri del tradizionale cinema d’inchiesta, mantenendo comunque i connotati pregnanti dell’impegno civile, in particolare, riprendendo quanto scritto nel corso dell’articolo, nel condividere con noi spettatori quella sconcertante miscellanea di stupore, rabbia e disperazione conseguente alla mancata applicazione di una concreta giustizia. 

(Biografilm Festival)

Ecco allora il ricorso a diversi linguaggi narrativi, che vanno ad intersecarsi suggestivamente tra loro, dalla ricostruzione dei preparativi della partenza di una simbolica passeggera, con la fotografia che riprende le sgranature proprie di un vecchio filmino in Super 8, alle animazioni che “danno vita” alle pagine dei quotidiani dell’epoca, passando per le dichiarazioni rese da vari protagonisti del mondo politico, della cultura e dello spettacolo, così come dalla citata Bonfietti, il tutto contornato da una opportuna aura elegiaca (la poesia letta da Mariangela Gualtieri a dare voce alle 81 vittime), volta a conferire ulteriore e concreto apporto ad una testimonianza vibrante e sincera.

Luci per Ustica sarà trasmesso il prossimo 27 giugno, a 43 anni dalla strage, su Rai Tre, a cura di Rai Documentari, tra i produttori del docufilm, mi auguro in prima serata. “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi, Se questo è un uomo). 

2 risposte a “Biografilm Festival 19ma edizione: Luci per Ustica”

  1. Avatar Antonio Falcone
    Antonio Falcone

    L’ha ripubblicato su Sunset Boulevard.

    "Mi piace"

  2. […] a Bigger than trauma di Vedrana Pribačić. Audience Award | Biografilm Art & Music 2023 per Luci per Ustica di Luciano Manuzzi. Audience Award | Biografilm Beyond Fiction – Oltre la Finzione 2023: […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a Antonio Falcone Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

In voga