
Lo scorso giovedì, 9 novembre, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della 41esima edizione del Torino Film Festival, che si svolgerà dal 24 novembre al 2 dicembre sotto l’egida del Museo Nazionale del Cinema, presieduto da Enzo Ghigo e diretto da Domenico De Gaetano, con la direzione artistica di Steve Della Casa.
Nel solco della scorsa edizione, l’immagine guida è stata affidata nuovamente all’artista Ugo Nespolo, che declina uno dei più celebri fotogrammi di Sentieri selvaggi (John Ford), in cui John Wayne tiene tra le braccia Natalie Wood, celebrando l’omaggio che quest’anno il TFF dedicherà al popolare attore, vera e propria icona del cinema americano classico.
Protagonista d’eccezione della cerimonia d’apertura, venerdì 24 novembre, sarà uno dei grandi maestri del cinema italiano, Pupi Avati, regista, produttore, sceneggiatore e grande affabulatore. Nel corso della serata, condotta da Steve Della Casa, si avvicenderanno sul palco, per rendere omaggio al cineasta alcune personalità del mondo del cinema e dello spettacolo che con lui hanno condiviso momenti importanti del loro percorso umano e artistico: Micaela Ramazzotti, Neri Marcorè, Lodo Guenzi.
Madrina della serata inaugurale sarà l’attrice ed ex modella Catrinel Marlon. Cavalcando il successo dell’edizione precedente, la cerimonia sarà nuovamente trasmessa in diretta su Rai Radio 3 nell’ambito del programma Hollywood Party, a partire dalle ore 19.00.
A fare da sfondo all’inaugurazione, che si inserisce nella collaborazione del Festival con la Rai, Main Media Partner da anni, sarà la Reggia di Venaria. In collaborazione con Club Silencio la serata proseguirà accompagnata dalla selezione musicale Cinematic Beat and Groovy di Gambo, storico dj torinese fondatore di TUM e ideatore e direttore artistico del festival internazionale Jazz is Dead.
Numerosi gli ospiti, da Oliver Stone (che riceverà dal Museo Nazionale del Cinema il Premio Stella della Mole) a Fabrizio Gifuni, da Christian Petzold a Caterina Caselli e Paolo Conte, da Kyle Eastwood a Drusilla Foer, da Mario Martone a Barbara Ronchi, da Baloji a Thomas Cailley, da Roberto Faenza a Laura Morante.
Il Festival presenta quest’anno una selezione estremamente ricca ed articolata, che riflette sullo stato delle cose della produzione cinematografica contemporanea senza gerarchie di sorta, tra cinema di ricerca e scritture di genere, maestri internazionali e giovani promesse.
Uno spirito che si dispiega nelle diverse sezioni del festival, da quelle competitive (Concorso Lungometraggi, Documentario internazionale e italiano, Spazio Italia, Crazies) a quelle fuori concorso (Nuovimondi, Ritratti e paesaggi, TFLab, Il gioco della finzione. Nuovi sguardi argentini).
Uno dei tratti distintivi della selezione è il grande ritorno della commedia, popolare e d’autore, in tutte le sue possibili formulazioni: politica, minimalista, malinconica, metatestuale, per un programma, che nelle parole di Steve Della Casa “propone il cinema del futuro, come è nella tradizione di un festival che ha scoperto tanti autori, e che ha grande attenzione per il cinema del passato: la retrospettiva dedicata a Sergio Citti si inserisce a buon titolo nella serie delle grandi retrospettive proposte nei primi anni dal TFF. Ma soprattutto il festival vuole essere un punto di incontro tra il cinema come cultura e il cinema come spettacolo”.
Sono 181 i film presentati in Selezione Ufficiale, di cui 128 lungometraggi, 13 mediometraggi, 40 cortometraggi, 59 anteprime mondiali, 10 anteprime internazionali, 3 anteprime europee e 68 anteprime italiane, selezionati su più di 4000 opere visionate.
Nel Concorso Lungometraggi, per questo secondo e ultimo anno la squadra di Steve Della Casa propone una selezione di film eterogenea per provenienza (dal Canada alla Corea del Sud, dall’Argentina alla Groenlandia), perfettamente equilibrata tra sguardi maschili e femminili (sette registe e sette registi), deliberatamente alla ricerca di film non chiusi nell’abituale macro-genere “cinema-da-festival”, ma capaci di offrire veri slanci di ricerca linguistica, inedite prospettive contenutistiche, forme brillanti che delineano il panorama di un cinema giovane sul serio, vitale, non seduto sul già visto.
La Giuria di questa sezione è così formata: Lyda Patitucci, regista (Italia), Clément Rauger, curatore e critico cinematografico (Francia) Martin Rejtman, regista (Argentina), Angel Sala, critico cinematografico, direttore Sitges-International Fantastic Film Festival Catalonia (Spagna), Elisabetta Sgarbi, editrice, regista (Italia).
Nella Sezione Concorso Documentari Internazionali, sono presenti otto opere che s’interrogano sui confini del cinema, sul ruolo delle immagini (cinematografiche, fotografiche, domestiche, computerizzate) nel mondo passato e in quello presente.
Due in più, invece, per il Concorso Documentari Italiani, con titoli volti a pensare e ripensare le proprie forme, mettendo alla prova il linguaggio cinematografico per trovare la misura giusta per le proprie storie e inventare un cinema possibile e non usuale, anche quando classico. Il tutto nella convinzione che il documentario sia, anche e soprattutto in Italia, il territorio in cui è possibile sperimentare maggiormente.
Le giurie, sono rispettivamente, così composte: Tizza Covi, regista, sceneggiatrice, produttrice (Italia), Carlo Hintermann, regista e produttore (Svizzera/Italia), Jessica Woodworth, regista, sceneggiatrice, produttrice (Belgio/Stati Uniti); Valentina Bertani, regista e sceneggiatrice (Italia). Fabio Bobbio, regista, montatore (Italia), Costanza Quatriglio, regista e direttrice artistica della sede di Palermo del Centro Sperimentale di Cinematografia (Italia).
Il concorso Spazio Italia, dedicato ai cortometraggi italiani, non è solo il luogo privilegiato per osservare i primi passi dei registi di domani, ma è anche il palcoscenico naturale di autori più noti che hanno scelto il cortometraggio come forma espressiva.
Questo rende la selezione dinamica e ricca, luogo di scambi e cortocircuiti tra generi diversi, impostazioni narrative, sperimentazioni dello sguardo. Seguendo queste coordinate, sono stati pensati quindi i tre programmi di film che compongono la sezione, divisi in tre giornate.
Diciannove film in competizione come caleidoscopio narrativo e non, a testimonianza della vitalità del cinema corto e della capacità di interpretare il presente nei modi più diversi. Ad arricchire la sezione, una manciata di cortometraggi fuori concorso.
I titoli in competizione saranno valutati da Francesca Levi, curatrice di Hollywood Party Rai Radio 3 (Italia), Rocco Moccagatta, critico e studioso di cinema, televisione e nuovi media (Italia), Alessandro Scippa, sceneggiatore e regista (Italia).
La sezione Fuori Concorso sarà aperta dalla commedia satirica Un anno difficile dei francesi Olivier Nakache ed Éric Toledano e si chiuderà con il restauro di Christine – La macchina infernale di John Carpenter, protagonista della prima retrospettiva di Steve Della Casa (nel 1999) e scelto come finale di questo nuovo biennio di direzione. Tra questi due film, estremamente significativi per capire lo spirito del festival, tantissime opere che hanno segnato il 2023 o che segneranno l’anno a venire.
All’interno di questa sezione vi sono altre tre sottosezioni: Torinofilmlab, in cui si trovano film imperdibili, applauditi nei migliori festival del mondo e sviluppati anche dall’eccellente laboratorio torinese; La prima volta, in cui sono raccolte sei opere prime italiane, sei esordi meritevoli d’attenzione, che vanno dalla commedia alla docufiction, dalla satira al noir; Ritratti e paesaggi, che presenta storie di luoghi e personaggi italiani. Fuori Concorso | Il gioco della finzione. Nuovi sguardi argentini: ai cinque lungometraggi che sono presenti nelle varie sezioni della 41ma edizione, se ne aggiungono altri cinque all’interno di un focus speciale dedicato alle opere prime e seconde realizzate negli ultimi tre anni, così da evidenziare ulteriormente la grande vitalità del cinema argentino, non solo nei suoi autori più riconosciuti e affermati, e per scommettere sul suo futuro.
Crazies, ideata da Luciano Sovena, scomparso lo scorso 14 maggio, e a lui quest’anno dedicata, è una sezione competitiva che presenta un Concorso di otto opere di cinema di genere fantastico e horror, con il minimo comun denominatore di un’ironia che è sempre stata una delle caratteristiche principali di Luciano. La Giuria vede quali componenti Alessandro Boschi, giornalista (Italia), Anaïs Emery, direttrice generale e artistica del Geneva International Film Festival (Svizzera), Maurizio Tedesco, produttore.
Nuovimondi torna a proporre la sua selezione di opere che allargano le prospettive del cinema contemporaneo, spingendolo verso il confine tra l’osservazione e la fantasia, la registrazione della realtà e l’elaborazione dell’immaginario.
La sezione Back To Life, si ripropone di riportare nel suo ambito naturale, la sala, film tornati (letteralmente) a nuova vita grazie ad accurate operazioni di restauro, ma anche di riscoprire pellicole che per vari motivi sono rimaste o sono diventate invisibili, per una selezione di titoli particolarmente ricca e versatile, capaci di incontrare il gusto degli spettatori più diversi.
La rassegna Mezzogiorno di fuoco dedicata al western americano prevede un omaggio a John Wayne, nel 60mo anniversario dell’uscita del suo film Donovan’s Reef (I tre della croce del sud), il titolo che meglio di tutti riassume il perfetto sodalizio tra The Duke e John Ford, il suo regista di riferimento. I film saranno, come di consuetudine, presentati ogni giorno alle ore 12 e introdotti da esperti e appassionati del genere.
La Retrospettiva andrà a celebrare il novantesimo anniversario della nascita di Sergio Citti, consulente, collaboratore e amico di Pier Paolo Pasolini.
Citti ha proposto un cinema fortemente connotato nella compresenza tra popolarità e ricerca, un cinema in cui l’impegno non è mai disgiunto dalla semplicità e leggerezza del racconto: rivedere i suoi film oggi significa aggiungere profondità e ricchezza e meraviglia proprio a quell’umanità e a quel paesaggio che il cinema di Pasolini ha rivelato alla Storia e alla cultura.
Saranno proiettati tutti i lungometraggi che Citti ha realizzato per il cinema e le opere per la televisione: da Ostia a Fratella e sorello, passando per la serie Sogni e bisogni, interpretata da più importanti comici degli anni ’80. Ogni film sarà introdotto da uno o più ospiti, uno storico del cinema o da uno degli interpreti e collaboratori di Sergio Citti.
In occasione della retrospettiva sarà pubblicato il volume Sergio Citti – La poesia scellerata del cinema a cura di Matteo Pollone e Caterina Taricano (coedizione: Centro Sperimentale di Cinematografia – Edizioni Sabinae), che cerca sia di offrire una panoramica il più possibile ampia dell’attività di Citti nel cinema, attraverso una filmografia commentata da critici cinematografici e docenti universitari, una bibliografia aggiornata e un montaggio di interviste, sia di restituire un ritratto autentico del regista e dell’uomo, grazie a una dettagliata biografia e un ricco apparato di testimonianze in cui si alternano racconti e ricordi di persone che hanno incrociato professionalmente e artisticamente la loro vita con quella di Citti, diventando in alcuni casi presenze importanti del suo percorso.
(Fonte: cartella stampa; programma e informazioni sul sito del Torino Film Festival)





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